27/05/2024
26/01/2010

La Francia
senza "veli"

No al burqa nei luoghi pubblici. La Francia va verso il divieto del burqa e del niqab, velo integrale che rende visibili solo gli occhi delle donne.


No al burqa nei luoghi pubblici. La Francia va verso il divieto del burqa e del niqab, velo integrale che rende visibili solo gli occhi delle donne.
Dopo un iter durato sei mesi e intensi dibattiti nell'opinione pubblica, la Francia ha deciso per il divieto.       La commissione di studio istituita dal Parlamento francese ha infatti raccomandato che il velo islamico che copre interamente il volto delle donne sia vietato in tutte le scuole, gli ospedali, i trasporti pubblici e negli uffici statali. La motivazione: offende i valori nazionali della Francia.

Nella repubblica simbolo della fraternità, uguaglianza e libertà sono circa duemila le donne francesi che lo indossano, ma sia destra che sinistra sembrano d'accordo sul no al velo.
Gerin (il deputato comunista a capo della commissione parlamentare), che viene dal collegio di Lione dove è forte la presenza musulmana, avverte che la tendenza è in forte espansione e a suo parere va frenata in tempi rapidi.
In un rapporto di 200 pagine, dai toni prudenti, la commissione di studio presieduta dal deputato comunista André Gerin stabilisce 18 raccomandazioni di vario ordine.

Sul piano normativo, la proposta faro consiste nell'adozione di una "disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei luoghi pubblici." L’idea è dunque quella di passare tramite lo strumento legislativo, che possa essere declinato per via amministrativa. "La conseguenza della violazione di questa regola non sarebbe di natura penale ma consisterebbe in un rifiuto di corrispondere il servizio richiesto."
La commissione di studio non arriva a suggerire un "divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici" perché "non esiste al riguardo unanimità".
Il rapporto sottolinea come una legge di questa fatta "sollevi comunque questioni giuridiche complesse», poiché comporta una "limitazione dell’esercizio di una libertà fondamentale, la liberta di opinione, nella totalità dello spazio pubblico."

La legge andrà probabilmente in discussione dopo le elezioni regionali di marzo in cui il partito conservatore del presidente Sarkozy, l'Ump, tenterà di strappare la maggioranza dei consigli (22 a 20) ai socialisti.