29/05/2024
25/08/2011

L'Eliseo: "Gheddafi
è a Sirte". La Raf
bombarda un bunker

Continua la caccia al raiss libico. Secondo fonti francesi il Colonnello sarebbe nascosto a Sirte, ultimo bastione del regime. La Gran Bretagna annuncia di aver bombardato un bunker proprio nella città natale di Gheddafi. Intanto i ribelli conquistano un valico di frontiera con la Tunisia

gheddafiMuammar Gheddafi sarebbe stato localizzato a Sirte: è quanto affermano fonti dell'Eliseo vicine a Nicolas Sarkozy. Il colonnello libico, finora introvabile, sarebbe stato visto nella sua città natale, ormai uno dei pochi bastioni di resistenza del regime, già bombardata dalle forze Nato.

Il ministero della Difesa britannico ha annunciato che alcuni aerei 'Tornado' della Raf hanno "lanciato missili Storm Shadow contro un vasto bunker quartier generale" situato proprio nella città natale di Gheddafi.

Ieri a tv libica Al Orouba aveva trasmesso un messaggio audio del colonnello che esortava a "combattere l'invasione straniera" e ad accorrere a Tripoli, "donne e bambini" compresi, per "affrontare e stroncare gli insorti" e per "purificare" la capitale. Il Colonnello rivendica anche che "la schiacciante maggioranza" della popolazione è dalla sua parte.

Scovare il Raìs e i suoi figli sembra essere la principale preoccupazione dei ribelli che ormai controllano gran parte della capitale libica. Secondo la tv panaraba Al Jaazera la zona, che si trova vicino al compound di Bab al-Azizya era la residenza di moltissimi militari e anche del capo dei servizi segreti Muhammad al Sanussi. Sotto a quell'area c’è una articolata fitta rete di tunnel sotterranei, quindi si tratta di zona estremamente strategica.

L
'inviata di Al Jaazera ha anche riferito che a ridosso del compound di Bab al-Azizya ci sono sei cadaveri. Secondo quanto riferisce la Cnn, tuttavia, altre voci diffuse dai ribelli vorrebbero Gheddafi nascosto nei pressi dell'aeroporto, nel tentativo di lasciare il paese.

Non è la prima volta che gli insorti si trovano vicini all'ex Raìs. Secondo il sito Internet della rivista Paris Match che cita fonti dei servizi segreti arabi, Gheddafi era già sfuggito lo scorso mercoledì alla cattura.

Scontri e spari anche agli hotel Ryxos e Corinthia di Tripoli dove si trovano molti media internazionali e dove stamattina sono arrivati anche i quattro giornalisti italiani liberati dopo un sequestro lampo. “Sono vivo, vegeto e libero”. Sono state queste le prime parole pronunciate da Domenico Quirico, inviato de ‘La Stampa’, nella telefonata fatta in redazione dopo la liberazione. “Adesso sto bene, fino a un'ora fa pensavo di essere morto. Siamo stati liberati da due ragazzi, sono stati fantastici”.

Il ‘blitz’ che ha consentito ai 4 giornalisti di tornare in libertà è stato compiuto da due giovani sconosciuti che hanno fatto irruzione nell’appartamento che per 24 ore è stato la loro prigione. 

“Abbiamo rischiato di essere linciati – ha detto l’inviato di Avvenire Claudio Monici - È un miracolo se siamo vivi. Una persona ha capito la situazione e ci ha strappati dalle mani degli assalitori”. Il loro primo pensiero è stato per l’autista che li accompagnava e che è stato ucciso a sangue freddo.

Grande la soddisfazione del console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis: “la liberazione dei quattro giornalisti italiani rapiti ieri  dimostra che la situazione è molto flessibile e che le risorse umane e tecnologiche in campo hanno funzionato”. 

Anche il valico di frontiera di Ras Jdir, tra Libia e Tunisia è  passato sotto il controllo degli insorti, che in serata hanno costretto al ritiro le forze di Gheddafi. Centinaia di ribelli hanno subito issato su una torretta di controllo la bandiera della 'rivoluzione'. L’agenzia tunisina Tap riferisce di sparatorie, ma secondo un testimone non vi sono stati veri e propri scontri e il tutto si à concluso molto rapidamente.