07/12/2023
22/03/2011

Libia, scontro Roma-Parigi
Obama, noi garanti

Berlusconi,guida Nato; Frattini, oppure comando italiano separato. Tripoli ancora sotto attacco. Nuove esplosioni vicino al bunker di Gheddafi. Regime, Misurata libera. Obama, presto la seconda fase e un ruolo per l'Alleanza

tripoliNel terzo giorno di guerra si accende lo scontro tra Italia e Francia sul comando delle operazioni in Libia. Il premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini hanno chiesto che sia la Nato ad assumere la guida dell'intervento e non il duo franco-britannico. “ Desideriamo che ci sia un coordinamento diverso", ha dichiarato in serata Berlusconi dopo che Frattini  aveva parlato di “ una pausa di riflessione per riprendere il controllo delle sue basi”.

A Parigi le richieste del governo italiano sono state accolte con un alzata di spalle. "Per il momento la Nato non ha alcun ruolo in questa vicenda. Il coordinamento delle operazioni funziona bene anche senza il comando unico”.  Ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa francese.

La Francia insomma - da soli tre anni è rientrata a pieno titolo nell' Alleanza Atlantica - non ne vuol sapere di cedere il comando e punta allo status quo. Al momento la 'coalizione dei volenterosi' può contare su tre catene di comando: francese, britannica e americana. Troppe, secondo molti, che rilevano il rischio di una vera e propria anarchia.

Nelle ultime settimane, tra Italia e Francia, un certo nervosismo era palese. A partire dal riconoscimento di Parigi del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi ("si riconoscono gli stati, non i governi", aveva dichiarato caustico Frattini). Poco gradito a Roma anche il vertice a tre ' Sarkozy-Clinton-Cameron’ che aveva anticipato il summit all' Eliseo di sabato scorso.

E’ in questa giornata di fortissime tensioni diplomatiche tra alleati, che bombe e missili sono piovuti su installazioni strategiche del Raìs. Per il secondo giorno consecutivo, anche Tornado italiani, hanno partecipato all'operazione 'Odyssey dawn'  senza però sparare un colpo. In serata, i raid aerei si sono concentrati per il terzo giorno su Tripoli. Anche oggi forti esplosioni hanno colpito bersagli vicini alla residenza del Colonnello. Attacchi anche contro Sabah e Sirte, città natale di Gheddafi. Secondo l'ammiraglio americano Mike Mullen, capo degli stati maggiori unificati, imposta la ‘ no-fly zone’ si passerà a una seconda fase, che prevede l'attacco ai rifornimenti dell’esercito libico.

La tv di stato ha mostrato migliaia di sostenitori del Colonnello ammassati attorno alla caserma di Bab al Azizia, residenza di Gheddafi a Tripoli, colpita ieri notte da alcuni razzi. La presenza di scudi umani ‘volontari' viene confermata anche dagli insorti, secondo i quali civili sarebbero stati trasferiti a Misurata per lo stesso scopo. Sempre a Misurata gli uomini del Raìs avrebbero aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 40 civili.

E’ giallo intanto sulla morte di Khamis Gheddafi. Il sesto figlio del Colonnello, capitano e responsabile del reclutamento dei mercenari africani. Secondo il sito dell'opposizione 'Manara', il giovane sarebbe morto per ferite riportate nei giorni scorsi, quando un pilota libico gli avrebbe sparato.

Il timore che la corsa ai raid possa incrinare la compattezza di una coalizione improvvisata rimette in moto il lavoro diplomatico. In serata, da Santiago del Cile Barack Obama ha annunciato che “la Nato verrà coinvolta nel coordinamento al momento opportuno”. Come aveva dichiarato in più occasioni il ministro degli Esteri  francese Juppè, ha sostenuto che la presenza della Nato rischierebbe di suscitare reazioni negative in molti paesi arabi.  Da Mosca, intanto – su sollecitazione di Washington - arriva una proposta di mediazione tra Gheddafi e la ‘coalizione dei volenterosi’. Una mossa della Casa Bianca per evitare che agli occhi del mondo quella libica possa lontanamente sembrare una guerra americana.