30/05/2024
28/07/2009

Afghanistan ancora
tensione tra Pdl e Lega

La maggioranza frena la Lega sulla proposta di ritiro delle truppe dall'Afghanistan. E Bossi fa una parziale marcia indietro

Ancora alta tensione all'interno della maggioranza sull'Afghanistan. Dopo le parole del leader del Carroccio Umberto Bossi che caldeggiava il ritiro del contingente italiano dal paese asiatico e il rilancio del ministro per la semplificazione legislativa Calderoli, è ancora polemica tra Pdl e Lega. E' il premier Silvio Berlusconi a calmare gli animi: "non si cambia linea, il provvedimento è già stato votato dalla camera all'unanimità il 23 luglio".
Bossi fa una parziale marcia indietro: "Sono Ancora dell'opinione espressa sabato ma farò quello che dice la maggioranza.  La missione, sottolinea il leader della Lega, "costa moltissimo, comincia a fare troppi morti, non è così facile portare la democrazia. Berlusconi è un idealista".

 

 

LE PAROLE DI BOSSI. A far discutere, la proposta del leader della Lega Nord Umberto Bossi di rinunciare alla missione e riportare a casa tutto il contingente. "Io li porterei a casa tutti. La missione costa un sacco di soldi e visti i risultati e i costi bisognerebbe pensarci su". Un problema economico più che di sicurezza. "Secondo me- aggiunge il leader del Carroccio- è necessario spendere il meno possibile anche se è chiaro che in Afghanistan c'è un problema internazionale che non è così semplice da risolvere". E per il ministro della semplificazione legislativa il ritiro dei nostri militari dovrebbe riguardare anche il Libero e l'ex Jugoslavia.

 

LA MAGGIORANZA BOCCIA LA PROPOSTA. Immediata la replica del ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale è fermo nell'affermare l'importanza della missione. "Se pensassimo da papà come ha fatto Bossi, è il primo sentimento. Ma noi come anche Bossi pensiamo da ministri e sappiamo che quello che stanno facendo i ragazzi della Folgore insieme agli altri contingenti internazionali è un compito importante, imprescindibile, irrinunciabile".

 

FRATTINI CONFERMA GLI IMPEGNI. L'Italia ha confermato agli Usa che rispetterà gli impegni assunti in Aafghanistan. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Frattini ieri sera a Bruxelles a Richard Holbrooke, inviato di Barack Obama per Pakistan e Afghanistan. Frattini e Holbrooke hanno concordato sulla necessità di un piano di 100
giorni per la ricostruzione istituzionale, economica, rurale e sociale del paese.

 

IL PARTITO DEMOCRATICO RILANCIA. E' necessario ridefinire i termini della missione, ma secondo il segretario del Pd Franceschini "il primo nostro dovere è proteggere i nostri soldati, restando nell'ambito delle misure disposte del Parlamento e, semmai, con un' azione attiva sul piano internazionale del Governo italiano perché vengano ridefiniti i termini della missione". In che senso? Per il presidente del Copasir Francesco Rutelli (Pd) "si deve senz'altro rafforzare il quadro della missione sul piano civile, ma non si può tornare indie­tro".

 

PROROGA DELLE MISSIONI ALL'ESTERO. Intanto, il testo che proroga la missione di altri quattro mesi e prevede quasi 510 milioni per le 35 missioni all'estero, entro la settimana avra' l'ok del Senato. Anche col voto della Lega.

 

SALE LA TENSIONE. Il paese asiatico si sta preparando alle presidenziali del 20 agosto. La data si avvicina e continua l'escalation di violenza. L'ultimo attacco, in ordine di tempo, sabato pomeriggio, al passaggio di un blindato italiano nella zona di Herat, dove sono rimasti lievemente due militari. Nella stessa giornata, un altro ferito a Farah.