22/05/2024
28/03/2011

Libia, ribelli
verso Sirte

A Tripoli scarseggiano cibo e carburante. Vertice in videoconferenza tra Usa, Gb, Francia e Germania ma Roma non c'è. Frattini, l'Italia non soffre di sindrome da esclusione. La Turchia si offre per una mediazione tra il Raìs e i ribelli

ribelliIn Libia la guerra civile è a una svolta decisiva. Un fronte mobile divide le forze di Gheddafi in ritirata e l'offensiva dei ribelli, sostenuti dai raid aerei della Nato. Gli insorti puntano verso Sirte, patria del Colonnello e feudo del suo quarantennale regime. “Dopo la vittoria, giudicheremo Gheddafi per tutti i crimini che ha commesso”, ha detto in una intervista Moustafa Abdeljalil leader del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi. I problemi logistici per i ribelli sono gravi, ma si starebbe comunque preparando il rush finale verso ovest ancora controllato dal regime.

I francesi hanno annunciato oggi di avere colpito un importante centro di comando vicino a Tripoli. La capitale libica comincia a sentire l’accerchiamento. Sempre più lunghe le file per il pane e per il carburante. In tre giorni il Raìs ha visto cadere, una dopo l'altra le principali città tra Bengasi e Sirte. Da Ajdabiya agli importanti nodi petroliferi di  Ras Lanuf e Brega. Mentre i caccia hanno bombardato anche le città di Gharian e Sebha, 750 km a sud Tripoli, roccaforte della tribù del Colonnello.

Dopo giornate di intense battaglie, Tripoli ha annunciato un cessate il fuoco a Misurata, la sola città dell'ovest del paese nelle mani degli insorti. Negli ultimi giorni: “le unità anti-terrorismo hanno smesso di sparare contro gruppi armati” ha dichiarato il ministero degli Esteri libico e ora a regnano “la sicurezza e la tranquillità”.

La Nato si appresta ad assumere il pieno comando delle operazioni militari, compresa la 'no fly-zone plus' che include raid aerei e bombardamenti su bersagli di terra. “ Non siamo la forza aerea degli insorti” ribatte da Bruxelles il comando dell’ Alleanza che garantisce assoluta imparzialità tra le due parti, indicando nella protezione di tutti i civili il suo obiettivo primario.

Ma l’obiettivo di incursioni e missili non cambia e allora la Russia  critica con forza l’applicazione del mandato Onu. Continuano intanto, sul fronte diplomatico, le tensioni tra Italia e Francia. Ultimo episodio una videoconferenza tra capi di governo alla quale il nostro paese non è stato invitato. Solo Sarkozy, Obama, Cameron e la cancelliera tedesca Merkel si sono riuniti per discutere  sull'attuale situazione in Libia e sul vertice di  Londra in programma domani. Alle accuse del Pd di  “un’Italia isolata dalla comunità internazionale” il ministro degli Esteri Franco Frattini ha risposto: “Non si sta decidendo niente e l'Italia non soffre affatto di sindrome da esclusione”.

La Turchia oggi ha ribadito di essere disponibile a svolgere un'opera di mediazione tra Colonnello e insorti per impedire che la Libia si trasformi “in un secondo Iraq” o “in un nuovo Afghanistan”.