23/03/2023
27/10/2011

Scontro sui
licenziamenti
facili

Opposizione e parti sociali sono già sul piede di guerra e fanno sapere che i provvedimenti in fatto di impiego sono inaccettabili. Il ministro del Lavoro Sacconi dice: "così renderemo più facile assumere non licenziare”

Accordo raggiunto a Bruxelles. Notte proficua dunque per il pacchetto di misure che dovrebbero salvare il Continente dalla crisi e che questa mattina vede anche il plauso dei mercati, che aprono quasi tutti in rialzo.

L'incontro tra i 27 Paesi dell'Unione, avvenuto nella notte e durato 10 ore, ha portato a casa risultati ormai insperati. I leader dell'Eurozona hanno trovato la quadra su un pacchetto "completo" di misure anti-crisi tese a mettere in sicurezza le banche attraverso ricapitalizzazioni per 106 miliardi di euro, dare certezza ai Paesi a rischio con un fondo salva-Stati da oltre 1.000 miliardi e salverà la Grecia con nuovi aiuti per 130 miliardi, facendo pagare un prezzo maggiore alle banche esposte con Atene per ridurre il debito del Paese.
 
Anche l'Italia rientra nel piano dell'Eurozona per arginare la crisi dei debiti: la lettera che Berlusconi ha illustrato ai partner europei convince, con una ‘road map’ anticrisi che comprende licenziamenti facili e pensioni.

Più in particolare si prevede di dare più poteri all'Antitrust per favorire la concorrenza, una commissione per abbattere il debito pubblico, stretta sui contratti parasubordinati, dismissioni di beni per 5 miliardi.

Donne e uomini dal 2026 in pensione a 67 anni, mobilità nella pubblica amministrazione, via libera alla delega fiscale entro il 2012 e nuove norme per i licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Nella lettera, il governo si impegnerebbe inoltre a presentare il piano di crescita entro il 15 novembre.

Ma sul tema del lavoro ora la partita per il premier si gioca tutta in casa. Opposizione e parti sociali sono già sul piede di guerra e fanno sapere che i provvedimenti in fatto di impiego sono inaccettabili. Dunque il governo non avrà vita facile.
 
Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, parla di "ennesimo attacco sui licenziamenti. A giudicare dalle indiscrezioni di stampa che trapelano sui contenuti della lettera, lo spirito riformatore del governo si traduce in un ennesimo attacco del governo sui licenziamenti, sul lavoro precario e sulle pensioni, colpendo in particolar modo le donne e il mezzogiorno. Abbiamo visto in questi minuti dichiarazioni di altre organizzazioni sindacali e siamo per proporre a tutti una iniziativa di mobilitazione unitaria che rimetta al centro le ragioni del lavoro e della crescita, ancora una volta negate dalle scelte di questo governo”.

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