14/06/2024
24/09/2009

Vertice Onu tra
Obama e Ahmadinejad

"Possibile svolta su disarmo, clima, sicurezza, lavoro", per Obama. L'intervento di Ahmadinejad non piace. Per protesta via dall'aula molte delegazioni, tra cui la nostra

All'assemblea generale delle nazioni Unite i due protagonisti, nel bene e nel male, sono Obama e Ahmadinejad. Il primo, con il sio monito al mondo, sulla necessità di una nuova era basata sul rispetto, il secondo con un nuovo attacco allo stato d'Israele, da tempo suo nemico.  

OBAMA. "La speranza e il cambiamento sono possibili". Lancia "quattro pilastri" della politica americana: "Disarmo, pace, clima ed economia". E chiede a tutti i Paesi "una nuova era di impegno". "Estremisti che stanno cercando di seminare il terrore, conflitti che si protraggono all'infinito, genocidi e atrocità di massa, sempre più nazioni con armi nucleari, calotte polari che si sciolgono, persistente povertà e malattie pandemiche". Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama lancia l'allarme sul futuro del pianeta. "Dico tutto questo - afferma il leader Usa - non per seminare la paura ma per affermare un fatto: le nostre azioni non sono state ancora alla altezza della vastità delle sfide esistenti".
"La pace non è il lavoro di un uomo solo - dice - di un partito, di una Nazione. Non c’è una pace delle nazioni grandi o piccole, la pace è il frutto della cooperazione di tutto il mondo". "L'Onu - continua Obama - è fatta di Stati sovrani e purtroppo questo organismo troppo spesso diventa un forum di discordia, piuttosto che di consenso, è un teatro per giochi politici e per fare sfogo a tensioni piuttosto che risolvere problemi. Dopo tutto, è facile salire su questo podio e puntare il dito contro gli altri, alimentare divisioni. Quello sono capaci tutti a farlo".

AHMADINEJAD. "Lo stato ebraico si è reso responsabile di politiche inumane contro i palestinesi". Il presidente dell'Iran non cambia rotta nemmeno quando si trova a parlare alle Nazioni Unite. Ma i diplomatici occidentali non ci stanno e decidono di lasciare l'aula. "Le forze straniere spargono guerra, sangue, aggressione, terrore e intimidazione in Iraq e in Afghani­stan". E ancora: "Le elezioni in Iran sono state gloriose e pienamente democratiche, aprendo un nuovo capitolo per il mio Paese".