18/05/2024
08/08/2009

Nixon, dimissioni
di un presidente

8 agosto 1974. Richard Nixon annuncia con un discorso alla nazione le sue dimissioni dalla carica di presidente degli Stati Uniti. E' il primo (al momento l'unico) a farlo nella storia americana. Il Watergate alla fine lo ha travolto

NIXON PRESIDENTE. La carriera politica di Nixon è contraddistinta da alti e bassi. Dopo la sconfitta per poche migliaia di voti patita alle presidenziali del 1960 ad opera di John Kennedy, il senatore repubblicano arriva alla Casa Bianca nel 1968. Durante la campagna elettorale, Nixon fece appello a quella che lui chiamava la "maggioranza silenziosa" degli americani socialmente conservatori, che non amavano la controcultura hippie e le manifestazioni contro la guerra in Vietnam. Nixon promise all'elettorato una "pace con onore", e pur senza mai affermare esplicitamente di poter vincere la guerra, disse che la nuova leadership avrebbe posto fine al conflitto e conquistato la pace nel Pacifico.

HENRY KISSINGER. Nixon, assieme al Segretario di Stato Henry Kissinger, modificò la politica estera americana, incentrata ancora sulla Dottrina Truman e su un mondo strettamente bipolare; essi si fecero portatori di una politica per la quale gli USA sarebbero intervenuti con azioni militari solo se gli interessi americani fossero stati realmente in gioco. Ma il duo Nixon - Kissinger perpetrò anche ingerenze strategiche negli affari interni di numerosi Paesi. Un esempio fra tutti: il colpo di Stato in Cile che portò alla guida del Paese il generale Augusto Pinochet al posto del socialista Salvador Allende, eletto dal popolo.
 
I SUCCESSI DELLA SUA PRESIDENZA. Nonostante Nixon sia ricordato come uno dei presidenti meno amati nella storia degli Stati Uniti, gli vanno accreditati alcuni innegabili successi. Fra questi: il ritiro graduale dalla guerra del Vietnam (iniziata dai sui predecessore democratici Kennedy e Johnson); l'abbandono nel 1971 dello standard aureo per il dollaro, ovvero l'abolizione della convertibilità del dollaro in oro, ed una notevole riduzione dell'inflazione duranti i primi anni Settanta; la normalizzazione dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese che fu riconosciuta dall'Onu nel 1971; la firma a Mosca del trattato per la limitazione delle armi strategiche (SALT), con Leonid Breznev.
 
LO SCANDALO WATERGATE. Lo scandalo che portò alle dimissioni di Nixon prese il nome dal Watergate Complex, il complesso edilizio di Washington che ospita il Watergate Hotel. Il 17 giugno 1972 la polizia arrestò cinque uomini (Bernard Barker, Virgilio González, Eugenio Martínez, James W. McCord Jr. e Frank Sturgis). Erano entrati nel quartier generale del Comitato nazionale democratico del Watergate Complex, la principale organizzazione per la campagna e la raccolta fondi del Partito democratico. Gli uomini erano entrati nello stesso ufficio anche tre settimane prima, ed erano tornati per riparare alcune cimici telefoniche che non funzionavano.
 
L'INSABBIAMENTO. Sebbene lo scasso avvenisse in un momento sensibile, con la campagna elettorale che appariva all'orizzonte, molti americani inizialmente credettero che nessun presidente col vantaggio che Nixon aveva nei sondaggi sarebbe stato così sconsiderato o privo di etica da rischiare la sua associazione in un affare del genere. Il reporter del Washington Post Bob Woodward e il suo collega Carl Bernstein iniziarono un'investigazione sullo scasso. Molto di quello che pubblicavano era noto all'Fbi e ad altri investigatori governativi (molto spesso fonti dei due giornalisti). Il 23 giugno 1972 fu registrata una conversazione tra il presidente Nixon e il Capo di Staff della Casa Bianca H. R. Haldeman (una pratica standard, ma segreta, all'epoca di Nixon) mentre discutevano un piano per ostacolare le indagini, facendo in modo che la Cia facesse credere all'Fbi che si trattava di una questione di sicurezza nazionale.
 
LA SVOLTA DEI NASTRI. Il 13 luglio, il vice consigliere del Comitato Watergate Donald G. Sanders chiese ad Alexander Butterfield, vice assistente al presidente, se ci fosse un qualche tipo di sistema di registrazione alla Casa Bianca. Butterfield rispose che sebbene fosse riluttante a dirlo, c'era un sistema che automaticamente registrava ogni cosa nello Studio Ovale. La rivelazione trasformò le indagini sul Watergate. Mentre continuava a rifiutare di mostrare i nastri originali, Nixon acconsentì a rilasciare un gran numero di trascrizioni di essi. Queste causarono ulteriore imbarazzo quando si venne a sapere che era stata cancellata una parte cruciale di 18 minuti e mezzo di un nastro. Più tardi le analisi forensi determineranno che il vuoto era stato cancellato ripetutamente - circa nove volte - escludendo l'ipotesi della "cancellazione casuale".
 
LA PROCEDURA DI "IMPEACHMENT". La questione dei nastri alla fine arrivò alla Corte suprema. Il 24 luglio 1974 la Corte affermò all'unanimità che la richiesta di Nixon di usare il privilegio dell'esecutivo sui nastri era inammissibile e inoltre gli ordinarono di consegnarli. Il 30 luglio Nixon eseguì l'ordine e rilasciò i nastri incriminati. Il 27 luglio 1974 la Commissione Giudicante per la Camera dei Rappresentati votò a favore dell'impeachment (stato di accusa) di Nixon con una votazione di 27 a favore e 11 contrari, per l'accusa di aver ostacolato il corso delle indagini.
 
L'INTERVISTA A DAVID FROST. Lasciata la presidenza, Nixon accetta nel 1977 di farsi intervistare da David Frost, giornalista abile ma famoso soprattutto come showman. Frost mette in difficoltà l'ex presidente, tanto da far ammettere a Nixon i suoi errori e il suo tradimento nei confronti del popolo americano. Nixon muore nel 1994 all'età di 81 anni a causa di un ictus e il presidente Bill Clinton volle gli fossero resi almeno gli onori militari.