23/03/2023
01/10/2009

Si scava
a mani nude

Si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto a Sumatra. Oltre 770 i morti e 240 i feriti. Un nuovo sisma di magnitudo 6.8 ha scosso questa mattina l'isola indonesiana. Si scava con le mani tra le macerie di Padang

 


Si scava a mani nude a Sumatra, dove una nuova forte scossa di terremoto di magnitudine 6.8, è stata registrata questa mattina sull'isola indonesiana di Sumatra.
Morte e devastazione, nell'isola indonesiana, causata da due sismi scatenatisi a distanza di qualche ora l'uno dall'altro. L'ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto a sud della zona devastata ieri da un sisma di 7.6 gradi sulla scala Richter. Secondo le rilevazione dello United States Geological Survey (USGS), il sisma si è verificato alle 8:52 ora locale (le 2:52 in Italia) con epicentro tra le province di Jambi e Bengkulu, a circa 150 chilometri da quello della violenta scossa di ieri, che è coincisa con lo tsumani nell'isola di Samoa.

 

Il bilancio delle vittime continua a salire: l'ultimo parla di 770 morti accertati e 2400 feriti di cui 294 gravi. Ma il responsabile dell’unità di crisi del ministero della Sanità indonesiano ha ribadito nuovamente che il numero totale delle vittime potrebbe essere di diverse migliaia. 
I funzionari non sono ancora in grado di dare un quadro completo della situazione, ma temono che il bilancio possa arrivare a migliaia di vittime. Le autorità  stimano che il bilancio finale delle vittime possa superare quello del terremoto che ha colpito tre anni fa l'isola di Java, quando i morti furono 5.000.
La città più colpita è quella di Padang, nel West Sumatra, dove si registrano oltre 380 morti, ha aggiunto.    
A Sumatra ci sono i più importanti siti petroliferi del Paese e il più antico terminal di gas liquido naturale, ma per il momento non risultano danni alle strutture. Padang, capoluogo della provincia indonesiana di Sumatra Occidentale, si trova sopra una delle zone più attive lungo l'Anello di Fuoco, il sistema di faglie sottostanti la regione del sud-est asiatico, che nel 2004 innescò lo tsunami che provocò 260.000 morti.

TSUMANI NELLE SAMOA.
E' di 150 vittime il bilancio definitivo dello tsunami che ha colpito le Samoa americane. Una massiccia operazione internazionale di ricerca e soccorso è scattata dalle prime ore di oggi, devastate da uno tsunami scatenato da un forte terremoto sottomarino. Aerei militari australiani, neozelandesi e Usa hanno sbarcato personale medico e di soccorso, cibo, acqua e medicine. Fra i morti finora identificati, cinque australiani, un neozelandese e un bambino britannico di due anni. Non si ha notizia di vittime italiane. Si prevede che vi siano altri turisti fra le vittime, ma è impossibile ancora accertarlo, poichè le autorità non hanno dati fermi sui visitatori nella zona.

NESSUN LEGAME TRA I DUE EVENTI CATASTROFICI.
La catena di eventi sismici impressionante, secondo quanto afferma alla Stampa il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi, "è stata una coincidenza. Non esiste alcun nesso di causa-effetto fra i due terremoti. Quello in mezzo al Pacifico e quello in Indonesia sono stati indipendenti uno dall'altro". D'altra parte, ricorda Boschi, "il Sudest asiatico è una delle zone del pianeta più attive a livello sismico".