20/05/2024
15/04/2011

Vittorio ucciso
senza pietà

Si è conclusa tragicamente la vicenda del rapimento di Vittorio Arrigoni. Questa notte le forze di sicurezza di Hamas hanno ritrovato il suo corpo senza vita in una casa abbandonata a Gaza City. I militanti del gruppo salafita filo Al Qaida che lo avevano sequestrato lo hanno ucciso senza nemmeno aspettare la scadenza dell'ultimatum

Si è conclusa tragicamente la vicenda del rapimento di Vittorio Arrigoni. Questa notte le forze di sicurezza di Hamas hanno ritrovato il suo corpo senza vita in una casa abbandonata a Gaza City. I militanti del gruppo salafita filo Al Qaida che lo avevano sequestrato lo hanno soffocato, ucciso senza pietà, e senza nemmeno aspettare la scadenza dell’ultimatum da loro fissato per le 16 di oggi.

E’ probabile, ma è solo un ipotesi, che sentendosi braccati dagli uomini di Hamas abbiano preferito liberarsi dell’ostaggio prima di dileguarsi. Le autorità di Gaza hanno definito l’omicidio di Arrigoni “un crimine atroce contro i nostri valori” e sostengono di aver già arrestato 2 persone appartenenti al gruppo salafita responsabile dell’uccisione.

La Farnesina ha già confermato la notizia e “condanna nei termini più fermi il vile e irragionevole gesto di violenza da parte di estremisti indifferenti al valore della vita umana compiuto ai danni di una persona innocente che si trovava da tempo in quella zona per seguire da vicino e raccontare con forte impegno personale la situazione dei palestinesi della Striscia di Gaza”.

Già perché Vittorio Arrigoni, 36 anni, era arrivato a Gaza dalla Brianza nel 2008 e da allora aveva sempre vissuto lì per raccontare e testimoniare come sia difficile vivere in una delle zone con la più alta densità di popolazione al mondo.
A Gaza Vittorio era conosciuto e apprezzato. Volontario e attivista per i diritti umani collaborava da tempo con l’International Solidarity Movement, una Ong che si occupa della causa palestinese.
 
Ora di Vittorio restano solo quelle ultime drammatiche immagini, bendato e sanguinante, e quella mano vigliacca e assassina che lo tiene per i capelli.