30/05/2024
12/09/2011

Francia,
fine emergenza

"Non c'è fuga radioattiva", assicura il governo di Parigi. Un morto e quattro feriti è però il bilancio dell’esplosione del forno per il trattamento di scorie radioattive nel sito di Marcoule, nel sud del Paese, a poche centinaia di chilometri dall'Italia

frIncidente chiuso. L’autorità per la sicurezza nucleare francese ha dichiarato finita l'emergenza. L’esplosione di un forno utilizzato per il riciclaggio di scorie a bassa radioattività aveva fatto temere il peggio nell’impianto Centraco di Codolet (Marcoule), nel sud della Francia,  250 chilometri da Torino. Nello scoppio - un “incidente industriale, non un incidente nucleare”, puntualizza EDF, il gruppo dell'energia francese di cui Centraco è una filiale - è morto un dipendente dell'impianto e altri quattro sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

L'ASN, l'Authority per la sicurezza nucleare, ha attivato una cellula di emergenza subito dopo l'incidente, avvenuto poco prima di mezzogiorno e dichiarato concluso alle 16. “Non c'è stata fuga radioattiva”conferma il governo di Parigi. “Non c'é stato bisogno di alcuna misura di isolamento o di evacuazione”, precisa il ministero degli Interni. Nessuna misura di sicurezza è stata adottata per i dintorni della centrale, dove l'aria è comunque monitorata costantemente e non si registrano variazioni di radioattività. La vittima è “morta per l'esplosione”, dicono i responsabili della centrale. Sul posto è attesa nel pomeriggio il ministro dell'Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, per partecipare a una riunione di “valutazione precisa di eventuali impatti ambientali”.

Marcoule che possiede 3 reattori UNGG da 79 MW totali, è stata la prima centrale nucleare francese. Proprio qui vennero avviate le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese. “Le autorità francesi riferiscono che al momento non ci sono fughe radioattive, ma considerata la storica reticenza con cui i francesi rilasciano informazioni riguardanti il nucleare, conviene non sottovalutare l'accaduto”, dice l'ingegnere nucleare Ezio Puppin, presidente Consorzio Interuniversitario Scienze Fisiche della materia, che invita l'Italia a “controllare cosa porteranno i venti dalla Francia verso il nostro Paese”.

L'incidente, a detta dell'esperto, non può essere paragonato al disastro di Fukushima. “Per fortuna sono due cose completamente diverse”, ha detto. “L'esplosione sembra sia avvenuta in un forno in cui viene trattato termicamente il materiale radioattivo. Questo significa che in un'eventuale fuga di radiazioni la fonte di emissione è molto limitata rispetto a un reattore”.

Di certo la notizia di questo incidente rappresenta un duro colpo per la Francia. “Uno dei paesi più nuclearizzati del mondo – conclude Puppin -  L'atomo francese è stato supportato da una politica di silenzio e occultamento dei problemi. Dopo Fukushima molti Paesi hanno ripensato alle loro scelte energetiche e con quest'ultimo incidente anche la Francia dovrà riflettere sui rischi dell'atomo”.