27/05/2024
01/12/2010

“Catturate
Assange”

E' l'appello della comunità internazionale, che vuole arginare il fenomeno Assange. Sulla sua testa pende un'accusa di stupro da parte della Svezia. E il segretario di Stato americano Hillary Clinton cerca di correre ai ripari: "Non abbiamo un amico migliore di Berlusconi"

Mandato di cattura internazionale (red notice) per Julian Assange, il creatore di WikiLeaks, che ha messo in crisi le diplomazie internazionali, con la pubblicazione di files riservati.
Ieri ha fatto sapere che a gennaio sarà la volta delle banche e saranno, a suo dire, dolori per tutti.

E la comunità internazionale si mobilità per cercare di arginare il ciclone Assange. L'Interpol ha emesso un mandato d'arresto internazionale: sulla testa dell'hacker australiano pende un'accusa di stupro da parte della Svezia. Assange ha sempre respinto le accuse, lasciando intendere che le denunce sono una campagna di fango degli Stati Uniti contro WikiLeaks.

La vicenda è nota e risale allo scorso agosto. Assange aveva fatto ricorso, ma il mandato era stato confermato da una corte d'appello. L'indagine nasce dopo due incontri avuti dall’australiano con altrettante donne durante la sua visita in agosto in Svezia, dove l'ex avvocato aveva intenzione di far richiesta di residenza, con l'obiettivo di avere la tutela delle leggi svedesi sulla libertà di stampa per il suo sito Wikileaks. Secondo informazioni, le donne avrebbero raccontato che gli incontri sessuali, iniziati come consensuali, si erano trasformati in violenza.
Ma intanto di Assange non c'è traccia: qualcuno presume che possa essere in Cina o in Iran.

E dopo le polemiche sui messaggi pubblicati da WikiLeaks, che hanno riguardato anche il nostro premier, il segretario di Stato americano Hillary Clinton cerca di correre ai ripari: "Non abbiamo un amico migliore di Berlusconi, che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza tre presidenti, le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama", ha detto la Clinton ad Astana, in Kazakistan, dov'è in corso il vertice Osce cui partecipa il nostro presidente del Consiglio.

Compito difficile quello della Clinton che si trova nella sua qualità di Segretario di Stato a dover ricucire i rapporti con i governi di mezzo mondo dopo la pubblicazione dei dispacci inviati dai diplomatici americani a Washington. Dispacci, in alcuni casi, piuttosto imbarazzanti.