18/05/2024
21/03/2012

Sotto assedio
Diretta web

“Sono di Al Qaida”, dichiara Mohamed Merah, terrorista e massacratore di bambini che da quasi 24 ore a Tolosa sta tenendo sotto scacco le forze di sicurezza francesi

blizA Tolosa e in tutta la Francia sarà una lunga notte. L’attesa del blitz delle teste di cuoio nascoste nell’oscurità e centinaia di uomini in nero, armati, per strada, sui tetti e nei blindati, pronti a entrare in azione al segnale convenuto.  Nel palazzo evacuato anche Mohamed Merah, 24 anni,  killer di innocenti attende nella penombra, alla luce fioca di una candela.  Unico contatto con il mondo il contatto con il negoziatore per trattare la resa.

La tragedia è ormai arrivata all’ultimo atto. Dopo 22 ore di assedio la corsa sanguinaria del piccolo criminale, disadattato e fallito si avvia alla conclusione. Da ragazzo rubava e aggrediva, si faceva filmare sulla moto in corsa, in piedi sul sellino. Rifiutato dalla Legione straniera Merah ha deciso per la Jihad, la guerra santa. Qualche soggiorno nei campi mujaheddin, nelle aree tribali, al confine tra Afghanistan e Pakistan, fino al primo arresto, ma per reati comuni a Kandahar.

Erano giorni - troppi, si polemizza in Francia - che un esercito di investigatori era sulle sue tracce. Da quando, ha detto il procuratore Francois Molins, gli esperti erano finalmente riuscire a setacciare gli indirizzi dei computer che avevano risposto all'annuncio della rivista on line di scambi tra privati, il “Boin coin”. Uno di quelli era quello della madre di Mohamed, che abita al Mirail, la periferia più violenta di Tolosa. Da lì, il figlio aveva attirato – con l'offerta di comprargli la moto - un militare della caserma del locale reggimento di parà, freddandolo poi a bruciapelo e a
tradimento, “una morte alla quale non era preparato”, come ha detto oggi il presidente Sarkozy.

Da sabato, gli inquirenti sapevano. Hanno atteso, probabilmente per essere sicuri, certamente troppo, perchè lunedì Mohamed massacra in una scuola 3 bambini e un rabbino. “Stava per agire di nuovo”, rivela Claude Gueant, ministro dell'Interno, che parla di “due militari e un agente” già nel mirino del giovane jihadista. Il resto, lo hanno fatto alcuni sbagli grossolani del killer e qualche intercettazione telefonica.

Nell’offensiva, nel quartiere del Cote Paveè, tre teste di cuoio restano ferite. Bisogna cambiare tattica. Cominciano le trattative con un walkie-talkie che il killer ha ottenuto in cambio di una pistola lanciata dalla finestra. Merah rivendica la sua appartenenza ad Al Qaida, e fa sapere di avere voluto vendicare i bambini di Gaza e di pentirsi soltanto di non aver versato abbastanza sangue.

Al momento, il profilo del killer resta piuttosto misterioso. Freddo e calcolatore, terrorista spietato e pronto a tutto, legato davvero ad Al Qaida, oppure mitomane o cellula solitaria impazzita con l'unico obiettivo di farsi notare. Soltanto la sua cattura - Sarkozy ha posto come priorità di “prenderlo vivo”, potrà risolvere il mistero.