24/02/2024
03/11/2010

Obama, punto
e a capo

I democratici perdono la maggioranza alla Camera e si riconfermano al Senato. Il voto è stato per il 55% a vantaggio dei repubblicani e il 43% ai democratici. Gli indipendenti hanno votato in forte maggioranza per i repubblicani e l'affluenza dei giovani è stata molto più bassa del 2008

Quello che era nell'aria è avvenuto. Le elezioni di mid term americane hanno avuto un esito già previsto da tempo: i democratici perdono la maggioranza alla Camera e si riconfermano al Senato, con l'amministrazione Obama che dovrà riflettere a lungo su cosa è stato fatto e non fatto negli ultimi due anni, visto che gli americani stanno virando sempre più verso destra.

Alla Camera i repubblicani hanno guadagnato 50 seggi, passando da 178 a 231. I democratici passano da 255 seggi a 202. In Senato gli ultimi conteggi davano 52 seggi ai democratici, 46 seggi ai repubblicani con due seggi incerti. Sono dati ancora provvisori (i seggi alla Camera sono 435 e ce ne sono ancora diversi da attribuire). In molti casi il conteggio continuerà fino all'alba (americana) di oggi, ma i risultati di fondo non cambieranno.

Nel complesso il voto è stato per il 55% a vantaggio dei repubblicani e il 43% ai democratici. Gli indipendenti hanno votato in forte maggioranza per i repubblicani e l'affluenza dei giovani è stata molto più bassa del 2008.

L'unica buona notizia per i Democratici è la vittoria in California, dove Jerry Brown succederà ad Arnold Schwarzenegger sulla poltrona di Governatore. Il Golden State ha anche celebrato inoltre un referendum sulla legalizzazione della marijuana, bocciato dagli elettori con il 57% di no.

A Nancy Pelosi subentra come Speaker della Camera John Boehner, che ha già ricevuto la telefonata di congratulazioni da parte del Presidente Obama. "Speriamo ora che Obama voglia rispettare la volontà della maggioranza degli americani, cambiare rotta e impegnarsi per le riforme che gli americani chiedono", ha detto Boehner.

Adesso al presidente degli Stati Uniti, che esattamente due anni fa trionfava, spetta l'onere di rivedere la sua politica, che la maggioranza dei votanti ha bocciato. In ballo la crisi economica, la disoccupazione e la sfiducia totale nel futuro da parte dei suo concittadini.