24/05/2024
19/10/2009

Alta tensione
Teheran Usa

Teheran minaccia l'occidente dopo l'attentato suicida in Beluchistan contro i Pasdaran. I morti sono 42, accuse a Usa, Gran Bretagna e Pakistan

Le trattative sul nucleare in Iran si aprono nel segno della tensione, dopo l'attentato in Iran di sabato scorso. 42 i morti nell'attentato contro i generali dei Pasdaran nella regione del Sistan-Beluchistan, decine di feriti. Tra le vittime, oltre ad alti gradi dei guardiani della rivoluzione, ci sono civili e capi tribù.

Il regime del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha denunciato l’azione di "agenti stranieri" puntando il dito soprattutto su Washington e Londra. Ma dopo le accuse a Stati Uniti e Gran Bretagna, l'Iran ha puntato il dito contro il Pakistan. Secondo Teheran, i terroristi di Jundallah hanno utilizzato il Pakistan come punto di partenza per sferrare l'attacco. Il ministero degli Esteri iraniano ha informato l'ambasciatore pachistano che "il gruppo terrorista coinvolto nell'attentato è entrato in Iran attraverso il Pakistan" e ha "protestato contro l'uso del territorio pachistano da parte dei terroristi e ribelli che agiscono contro la Repubblica islamica".

E oggi si aprono a Vienna i colloqui sul contenzioso nucleare iraniano. Colloqui ospitati dalla Aiea, Agenzia atomica internazionale, che durano fino a mercoledì. Si svolgono a porte chiuse e vi partecipano rappresentanti di Russia, Usa e Francia. L'obiettivo è la definizione di aspetti tecnici dell'accordo aggiunto con Teheran il primo ottobre a Ginevra nell'ambito dei negoziati 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania). L'accordo prevede che l'Iran possa continuare ad arricchire uranio al 5% per poi consegnarlo a un paese terzo per un ulteriore arricchimento al 20%. Dopodichè questo uranio arricchito verrebbe ritrasferito in un reattore di ricerca iraniano sotto controllo dell'Aiea. La comunità internazionale sospetta che l'Iran lavori alla costruzione della bomba atomica, di cui l'arricchimento di uranio è un passaggio chiave. Teheran nega e dice di essere interessata solo a uno sfruttamento pacifico del nucleare.

Poche ore prima della riunione a Vienna, il portavoce dell' agenzia atomica iraniana Ali Shirzadian ha minacciato la prosecuzione dell'arricchimento (al 20%) di uranio in mancanza di risultati. L'Iran "continuerà il suo arricchimento di uranio al 5%, ma se i negoziati non daranno risultati adeguati cominceremo le nostre attività per produrre uranio arricchito
al 20%, non rinunceremo mai al nostro diritto", ha detto.