23/05/2024
27/08/2011

Irene è su New York
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Prime gocce di pioggia a New York, lunghe code fra scetticismo e timore di una catastrofe. 370 mila gli evacuati. “La vostra vita potrebbe essere in pericolo” è l'appello di Bloomberg. E Obama, che non vuole ripetere gli errori di Bush, “Mettetevi in salvo, non aspettate, non ritardate”

irSu New York cominciano a cadere le prime gocce di pioggia. I marciapiedi si vuotano, le mille luci della città che non dorme mai si spengono. Mentre i grattacieli si perdono in grigi nuvoloni che preludono all’arrivo di Irene.

Gli ultimi negozi aperti nonostante gli allarmi, nel cuore della Grande Mela, vengono presi d'assalto. Lunghe file per accaparrarsi le ultime bottiglie d'acqua e i piatti fast food preparati per l'occasione. Poi, poco prima di mezzogiorno, quando tutti i mezzi pubblici stanno per fermarsi, anche i pochi market aperti vengono chiusi. Nessuna pietà per i ritardatari, respinti con gentile fermezza e tanti "sorry".

Le autorità sono molto preoccupate per l'effetto di sottovalutazione di molti abitanti della zona sud della città. “Non mi spaventa tanto Irene quanto i newyorkesi. Perché non danno retta”. “Questo non è uno scherzo, speriamo che non sia brutto come sembra, ma la vostra vita potrebbe essere in pericolo”, ripeteva il sindaco Michael Bloomberg nella sua ultima dichiarazione alle televisioni. Lo stesso presidente Obama, che non vuole correre il rischio di ripetere gli errori di Bush con Katrina, ammonisce: “Mettetevi in salvo, non aspettate, non ritardate”.

La zona più colpita sarà il sud di New York. Più di 370 mila persone dovranno lasciare le loro case, mentre le autorità stanno portando in salvo i malati in ospedali, case di cura, ospedali psichiatrici e centri anziani nelle zone meridionali della metropoli. Bloomberg ha ricordato che l'uragano arriverà a colpire la città dalle 4 alle 8 di domenica mattina. E che il lavoro più duro sarà subito dopo, per rimettere in piedi la città entro lunedì mattina, alla ripresa delle attività.

Il rischio più grande, come visto in alcuni film catastrofici, sarà quello di una inondazione parziale dell'area metropolitana, a causa di un effetto simile allo tsunami. Un'onda che rischia di travolgere anche Wall Street, già alle prese con altre devastanti ondate dovute alla crisi finanziaria globale. I tre aeroporti Jfk, La Guardia e Newark in New Jersey sono chiusi da mezzogiorno, cancellati fino a lunedì 8.337 voli. Chiusa la metropolitana, i biglietti dei mezzi pubblici sono gratis per tutti nelle zone più a rischio. I ponti Rockaways e Verazzano non richiedono il pedaggio.

Ugualmente chiuso il centro di Manhattan, che dovrebbe essere il meno colpito. Chiusi i negozi della Quinta strada, chiusa Broadway, chiusi i musei. Tantissimi i grandi magazzini di lusso e i gioiellieri che oggi hanno rinunciato ad aprire ed hanno protetto le vetrine con pannelli di legno, un po’ per la paura dell'uragano, un po’ per evitare l'incursione degli sciacalli. Irene, l'uragano grande come tutto il Texas, dovrebbe arrivare nella Grande mela, dopo aver colpito i Caraibi, le due Caroline dove ha già fatto qualche vittima, la Virginia e il New Jersey. New York ora chiude per uragano, trattiene il respiro e aspetta di svegliarsi domani mattina, flagellata dalle piogge, ma ancora una volta salva. A due settimane dal decennale dell'11 settembre.