22/05/2024
26/07/2011

Obama: " Stati Uniti
a rischio default"

“Rischio di default”, una frase ripetuta spesso in queste ultime settimane a proposito della grave crisi economica che attanaglia la Grecia. Quando però a paventare questo rischio per il proprio Paese è il presidente degli Stati Uniti la cosa si fa ancora più seria

“Rischio di default”, una frase ripetuta spesso in queste ultime settimane a proposito della grave crisi economica che attanaglia la Grecia. Quando però a paventare questo rischio per il proprio Paese è il presidente degli Stati Uniti la cosa si fa ancora più seria.

“Il tetto del debito va aumentato, ne dipendono milioni di americani. Non agire causerebbe gravi danni all'economia”.  Lo ha detto un preoccupato Barack Obama nel suo messaggio alla Nazione e ha chiesto agli americani di fare pressione sul Congresso per raggiungere un compromesso sul paino di riduzione del deficit e del debito. “L'impasse che si è creata – ha continuato Obama - è pericolosa. A rischio ci sono milioni di posti di lavoro: senza una soluzione si rischia una profonda crisi economica causata interamente da Washington”.

I Repubblicani però non cedono. Lo si capisce dalle parole dello Speaker della Camera, John Boehner: “Obama voleva un assegno in bianco sei mesi fa. Vuole un assegno in bianco sulle spese anche ora. Questo non accadrà”.
 
Accordo lontano ma scadenza pericolosamente vicina. Mancano infatti solo sette giorni alla fatidica scadenza del 2 agosto, data ultima per l’approvazione dell’aumento del debito. Nonostante le apparenze e le agguerrite dichiarazioni pubbliche, gli esperti economici ritengono che un accordo sia più vicino di quanto sembri. E anche Obama ostenta fiducia: “un default è un risultato avventato e irresponsabile del dibattito. In passato l'aumento del debito è stato un routine”.

Per rafforzare la sua linea ricorda che dal 1950 il Congresso l’ha sempre passato. George W. Bush sette volte, Ronald Reagan addirittura 18.
Obama ha poi chiuso il suo messaggio con una critica ‘bipartisan’ rivolta ai rappresentanti di entrambi gli schieramenti ma con un occhio particolare a quelli repubblicani: “l'atteggiamento dei repubblicani ha creato un'impasse pericolosa. Abbiamo gli occhi del mondo addosso. Nessuno dei due partiti è irreprensibile per le decisioni che hanno portato a questo problema, e hanno la responsabilità di risolverlo. negli ultimi mesi è quello che abbiamo cercare di fare, con un approccio bilanciato che avrebbe portato le spese ai livelli più bassi da Dwight Eisenhower. L'approccio bilanciato chiedeva a tutti piccoli sacrifici e avrebbe ridotto il debito di 4.000 miliardi di dollari senza rallentare l'economia. L'unica ragione per cui questo accordo non diventerà legge ora è che un significativo numero di Repubblicani in Congresso insiste su un approccio solo di tagli, un approccio che chiede nulla ai ricchi americani e alle grandi aziende”.