30/05/2024
23/02/2011

Gheddafi: "resterò
fino alla morte"

"Non sono un presidente, sono la guida della rivoluzione e tale resterò anche a costo del sacrificio della vita". Muammar Gheddafi, in un nuovo discorso alla nazione, è un fiume in piena. Poi accusa l'Italia di aver venduto armi ai ribelli. Berlusconi telefona e smentisce fermamente. E la tv araba al-Arabiya parla di 10mila morti e 50mila feriti

"Non sono un presidente, sono la guida della rivoluzione e tale resterò anche a costo del sacrificio della vita". 
Muammar Gheddafi, in un nuovo discorso alla nazione in diretta tv dalla sua casa di Bab al-Azizia a Tripoli, è un fiume in piena.

Si scaglia contro i manifestanti, che definisce "un minuscolo gruppo di giovani drogati, venduti, scarafaggi, nascosti in alcune città che agiscono solo per emulare quello che è successo in Tunisia ed Egitto. Riportate a casa i vostri figli, sottraeteli alle mani dei rivoltosi".  Poi ha assicurato "non lascerò il Paese".

"Io sono un rivoluzionario, il leader più grande. Ho portato il paese alla vittoria, alla vittoria che continua a dare frutti. Sono la gloria non solo del popolo libico, ma di tutte le nazioni". E ripercorrendo la storia del Paese, ha anche voluto ricordare di come "anche l'Italia sia stata sconfitta sul suolo libico".

Poi il colonnello fa un'analisi della situazione lanciando una serie di proposte: "Bisogna distribuire al popolo i proventi del petrolio libico, in modo che ciascuno possa farci quello che vuole" e rilancia "la proposta di concedere autonomie regionali".

Parlando alla nazione ha affermato che la soluzione alla crisi in atto è la formazione di comuni e  amministrazioni autonomi. "Vi invito a farlo, come ha proposto Seif al Islam Gheddafi", ha detto il leader libico, ribadendo che combatterà i nemici fino alla fine, "finché avrò ancora una goccia di sangue nelle vene".

Poi minaccia una carneficina: "Non ho usato la forza finora ma lo farò se sarà necessario". Lancia anche  accuse agli Stati Uniti all’Italia che, secondo lui, avrebbero venduto le armi ai rivoltosi.

E quest’ultima affermazione ha spinto il nostro presidente del Consiglio a fare quella telefonata che in molti da giorni gli sollecitavano. "L’Italia non ha fornito armi o razzi ai manifestanti di Bengasi, così come non ha aiutato la Libia a reprimere le rivolte nelle piazze" ha detto Silvio Berlusconi.

Intanto la situazione a Tripoli resta incandescente. Solo ieri i morti a Tripoli sono stati più di mille. Secondo fonti internazionali le città della Cirenaica sarebbero in mano ai ribelli.

Gran parte dei cittadini italiani residenti in Libia sono stati evacuati ieri. E oggi anche gli Stati Uniti hanno messo in atto l’evacuazione via mare dei cittadini americani. Anche i cinesi se ne vanno, e questa notizia più di altre da l’idea di quanto sta accadendo.