24/05/2024
18/08/2011

Raid su Gaza
dopo strage
di Eilat

Giornata di paura e morte nel sud di Israele per alcuni attacchi terroristci. Lo stato di allerta è stato esteso all'intero Paese. Secondo voci l’obiettivo era il sequestro di un israeliano come avvenne con il soldato Shalit. Ma Hamas respinge ogni accusa

eliIl vento della rappresaglia si è messo a soffiare poco dopo gli attacchi a Israele. Prima un raid aereo sulla zona sud della Striscia di Gaza: sei i palestinesi uccisi. Poi un’altra sparatoria, nel Neghev meridionale, vicino al luogo dove il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak teneva una conferenza stampa assieme al suo capo di Stato Maggiore.

Stamane per ore il sud di Israele è stato teatro di una serie di attacchi dei miliziani vicini ad Al Qaeda, arrivati quasi certamente dal Sinai con armi automatiche, mine, mortai e razzi anticarro. Su due arterie che conducono ad Eilat vengono colpiti un autobus, almeno due veicoli civili e un automezzo dell' esercito.

E’ circa mezzogiorno, un'auto con un commando armato a bordo affianca un autobus sull'autostrada 12 che costeggia il confine. A bordo del bus civili e soldati di ritorno alla base. Il commando apre il fuoco. Poi attacca altri automezzi a colpi di mortaio e missili anticarro. Mentre i soldati israeliani accorrevano per rispondere al fuoco esplodevano alcuni ordigni piazzati sul ciglio della strada. Almeno 7 i morti, una ventina i feriti. Anche 7 miliziani restano uccisi, alcuni di loro indossavano corpetti esplosivi.  Al calar della sera nel Neghev meridionale proseguono le ricerche di altre cellule terroristiche.

Secondo voci riconducibili ai sevizi segreti di Gerusalemme, obiettivo principale degli attacchi era quello di sequestrare un israeliano - civile o militare - e di portarlo a Gaza per affiancarlo al soldato Shalit, prigioniero di Hamas dal giugno del 2006.  
Fra i miliziani vi erano dirigenti dei Comitati di resistenza popolare, il gruppo armato indicato in Israele come responsabile degli attacchi odierni che agisce spesso in sintonia con Hamas.

Il deputato palestinese Sallah Bardawil pur lodando gli attacchi "contro militari" come conseguenza dello stallo nel processo di pace, ha escluso responsabilità dirette di Hamas, sostenendo che l'organizzazione non agisce al di fuori della Striscia.