30/01/2023
16/05/2011


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

I Puffi sono nazisti, comunisti, stalinisti, razzisti, antisemiti, drogati, massonici, cristiani, cattolici, berlusconiani (II parte)
E qui trovate tutte le prove


Dopo le teorie di Cristian Fineschi e Antoine Bueno che vogliono i Puffi essere rappresentazione di un regime dittatoriale e razzista, proseguiamo la carrellata di "scoperte" che gli studiosi hanno negli anni realizzato sugli ometti blu.
Nel 2006 "Avvenire" e "Il Corriere della sera" riprendono la tesi del libro di Antonio Soro, "I Puffi, la vera conoscenza e la massoneria" (ed. Edes).

Secondo Soro i Puffi non solo rappresentano chiaramente la loggia massonica, ma esattamente una in particolare, di natura gnostica. Il blu è infatti il colore “pneumatico” dei figli del Dio misterioso nelle antiche scuole gnostiche, mentre il berretto bianco rappresentala purezza cui lo gnostico aspira.
Il Grande Puffo è il “Maestro di Loggia”,
vestito – solo lui – con cappuccio e pantaloncini rossi, che rimandano al fuoco dello Spirito e alla simbologia del grado massonico dell’Arco Reale.

Se si esclude l’unica femmina, i Puffi sono novantanove, come i gradi di certe massonerie esoteriche e come i saggi vestiti di bianco nella “Nuova Atlantide” di Francesco Bacone, opera che influenzò notevolmente i primi massoni britannici.

Tra i novantanove Puffi, non manca il Puffo Muratore, il grande Capo Mastro che reincarna i valori di Hiram Abif l'architetto capo della costruzione del Tempio di Salomone.
In massoneria il concetto di "Hiram risorto" sta a identificare il raggiungimento dell'Illuminazione.

Le case dei Puffi sono simili a funghi, anzi ad un fungo particolare, l’amanita muscaria, che può essere velenoso. E non è una coincidenza che l’iniziato massonico è chiamato a trasformare il veleno in elisir di rigenerazione.

I Puffi non sono esattamente uomini completamente formati, definitivi, ma creature con un residuo di coda e solo quattro dita per mano. Possono essere associati ai “pre-adamiti”, esseri vissuti prima di Adamo in uno stato edenico primordiale.

E così, come già prima del caos linguistico successivo all’episodio biblico della Torre di Babele non era necessario un vocabolario completo, anche nell’edenico stato dei Puffi ci si comprende con poche parole: così il verbo “puffare” sostituisce tutti i nostri verbi.


Gargamella è invece il profano, che cerca di entrare nel villaggio-loggia per penetrarne i segreti, senza però mai riuscirci, perché la Gran Loggia rimane chiusa al non iniziato.

Gargamella è vestito di nero, il che per Soro sta a rappresentare una “toga ecclesiastica”, da prete o da rabbino ortodosso anti-massonico: «Il Gargamella prete/rabbino è implacabile cacciatore della sapienza massonica, perché la sua tradizione non possiede più quella conoscenza capace di rinnovare l’uomo, di trasfigurare la banale realtà ilica in dorata realtà pleromatica.
Egli combatte la massoneria ma allo stesso tempo ne ha bisogno, deve carpirne i segreti da tradurre in una pastorale, per non perdere la base dei fedeli».

E per insidiare la Gran Loggia dei Puffi, l’antagonista cerca di rompere l’”androginia divina” che regna nel villaggio del Grande Puffo, introducendovi l’elemento femminile, Puffetta, l’unica Puffa femmina, come nel mito gnostico della "caduta di Sophia".

Nell'avventura in cui compaiono i Puffi, i due protagonisti, Johan e Pirlouit, sono alla ricerca di un flauto magico, che evoca immediatamente l’opera omonima di Wolfgang Amadeus Mozart, la cui relazione con la massoneria è ben nota.

Se state ridendo di tutto questo, forse sbagliate, perché questa ipotesi è stata analizzata con la massima attenzione anche da Massimo Introvigne, sociologo, filosofo e scrittore italiano, nonché esperto di sette.

Come ha avuto anche una citazione sul sito della Gran Loggia di Italia, nel giugno 2010: "(...) Il caso è stato creato da un'opera di Antonio Soro "I Puffi, la "vera conoscenza e la massoneria", secondo cui nelle avventure dei Puffi si può individuare l'allegoria di una loggia massonica.
Proprio su questo argomento interverrà, nell' ambito della rubrica televisiva "I TG della Storia", in onda su Raiuno lunedì 21 giugno alle 9:00 circa, il Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia prof. Luigi Pruneti."




Sì, il pensiero che il Gran Maestro della Gran Loggia intervenga su Rai Uno a "I TG della storia" per parlare dei puffi massonici, non sembra una cosa molto seria, ma la capacità dei Puffi di adattarsi a qualunque tesi e qualunque bandiera non è ancora finita.

Sempre su "Avvenire", sempre nel 2006, in un articolo del 27 aprile a firma di Roberto Beretta, i Puffi "rinnegano" la massoneria e diventano possibile simbolo delle primissime comunità cristiane: Gargamella e Birba rivestirebbero rispettivamente il ruolo di Nerone e dei leoni del Colosseo e il cappuccio bianco rimanderebbe al berretto frigio dei Re Magi, dei sacerdoti caldei e degli adepti dei culti mitraici.


 

Rilancia ancora "Avvenire", con un recentissimo articolo del 3 aprile 2011, puntando questa volta alle radici e all'ambito complessivo della Bande Dessinée: "la scuola belga, oltre ad avere una maggioranza di esponenti formati nell’associazionismo e nelle scuole della Chiesa - compreso Peyo (Pierre Culliford, 1928-1992), il creatore dei Puffi - resta impregnata dei valori del cattolicesimo tradizionale, che emerge anche in contesti inattesi."

Quindi finora abbiamo scoperto che i Puffi sono nazisti, comunisti, stalinisti, razzisti, antisemiti, massonici, cristiani e specificatamente cattolici.

Abbiamo finito? no, ci spiace.

Perché i Puffi, come spiega anche Scott McCloud nel suo saggio "Capire il fumetto" (Ed. Pavesio), sono tra le massimee iconizzazioni dell'essere umano.
Un "minimo comune multiplo" dell'immaginario umano, una base ideata appositamente all'origine per essere quanto più neutra possibile, e quindi per poter permettere al lettore di proiettarci sopra tutto se stesso e ottenere così il massimo dell'empatia dal pubblico.

 

Il rovescio della medaglia è che quando i Puffi finiscono sotto l'occhio dei critici e degli studiosi, questi partono senza freni, in quella che Umberto Eco ha definito l' “interpretazione infinita”.


E in questa interpretazione infinita, il villaggio dei Puffi è stato anche "seriamente" scoperto essere una comune hippy di fricchettoni drogati e anarchici, col grande puffo vecchio figlio dei fiori, che dispensa polverine bianche dagli effetti mutogeni e psicotropi e dove si vive senza leggi, senza tribunali, senza forze dell'ordine, tutti a contatto con la natura, dentro enormi funghi allucinogeni.

I Puffi quindi come cavallo di Troia, per convincere subliminalmente i ragazzi a drogarsi e a ribellarsi alla società moderata, fin da bambini.


Ma non solo... Alcune tesi ricordano e sottolineano che gli gnometti dalla pelle azzurra, in Italia sono andati in onda a partire dagli anni '80 sui canali Mediaset contribuendo al lancio delle allora neonate reti di Berlusconi. L’elevato gradimento popolare dei programmi del Biscione, tra cui i cartoni dei Puffi, fu proprio uno degli argomenti che indusse a superare molti degli ostacoli legislativi nello sviluppo delle TV private.


Il popolo azzurro dei Puffi avrebbe insomma contribuito alla nascita, decenni dopo, del popolo azzurro di Forza Italia, come messaggio subliminale, ma anche nei fatti.



Peraltro, a opporsi al "popolo azzurro" c'è da qualche tempo quello che sul web è stato definito da più parti come il sosia sputato di Gargamella...: Pier Luigi Bersani.
Diversi siti, montaggi di foto e gruppi di Facebook sono dedicati sa questa somiglianza (basta fare una ricerca su Google con "Bersani Gargamella"), con l'aggiunta di un inquietante particolare, ovvero l'aspetto del personaggio del Gargamella "in carne ed ossa" nel prossimo fim dei Puffi in uscita il prossimo agosto: è praticamente Bersani, con i capelli poco più lunghi e spettinati...



Se pensate che tutta questa teoria sia solo una boutade, una delle tante, tipica del web, ci sono due video inquietanti, mandati in onda proprio sull'ammiraglia delle reti Mediaset, che sanciscono ufficialmente a livello mediatico l'appropriazione dell'immaginario dei Puffi come parte berlusconiana:


da "Striscia la notizia" del 21 gennaio 2010

 

 

da "Striscia la notizia" del 25 novembre 2010

 

E con questo terribile e spaventoso pensiero, vi lasciamo, rimandandovi al prossimo articolo sui segreti del malvagio e pericoloso Puffo Nero e su Gargamella complottista pluto-giudaico!!!

 

[continua...]

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