26/05/2024
10/08/2010

Sbarchi immigrati
guerra di cifre

E' guerra di cifre tra il Governo e la Caritas sugli sbarchi degli immigrati sulle coste italiane. Diminuiti per Maroni, aumentati per la Caritas

In un anno in cui si sente parlare poco di sbarchi resta forte la polemica.

Se i dati del ministro dell'Interno Maroni sembrano dare il merito al governo di aver messo un freno al flusso proveniente dalla Libia, la Caritas è pronta a fornire altri numeri, che smentiscono proprio Maroni.

Secondo la Caritas, l’accordo con la Libia ha fatto sì che i trafficanti di uomini si stiano riorganizzando, puntando “su nuove rotte e nuove modalità di arrivo nel nostro paese. I trafficanti passano ora per la Turchia - spiega il responsabile immigrazione Oliviero Forti -  e da lì puntano sul sud Italia o verso le coste nord orientali italiane.”
Anche la Sardegna è diventata meta di sbarchi. E’ di ieri la notizia di un nuovo approdo. La Guardia Costiera di Cagliari ha individuato un barchino con 12 clandestini a bordo, probabilmente partiti dall'Algeria, che tentavano di arrivare sull’isola sfruttando le eccezionali condizioni di mare calmo.

“C’è un flusso costante e una pressione migratoria che rimane sostanzialmente immutata se non aumentata al di là e a dispetto di tutti gli accordi presi tra Italia e Libia. - affermano dalla Caritas - Rispetto ai mesi scorsi c’è stata infatti una ripresa degli sbarchi, soprattutto in Salento e in Sicilia. Il cambio di passo dei trafficanti di disperati è dimostrato proprio dal caso recente della Puglia, dove un paio di settimane fa una imbarcazione "anomala" di lusso trasportava 60 migranti irregolari stipati nelle cabine nella speranza di non essere intercettati dalla Capitaneria di Porto, come invece è avvenuto. E nuova - continua - sembra anche la procedura seguita la notte scorsa a Linosa dalla barca che ha scaricato i migranti sulla spiaggia e poi si è allontanata”.

E' molto dura la critica del responsabile Caritas al modo in cui la politica ha affrontato negli anni il tema dell'immigrazione clandestina. "Sempre nell'agenda politica - rileva Forti - ma solo come elemento di strumentalizzazione. Trattarla così vuol dire non voler trovare delle soluzioni reali a un problema che sta diventando di proporzioni sempre più rilevanti, sia in negativo che in positivo".