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TV - PROGRAMMI REGIONALI

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 Nello spazio della programmazione di Rai 3 bis canale 810  




MERCOLEDI' 7  DICEMBRE  ALLE ORE 21.20



vanno in onda 





"TSxGS IN VIDEO"

e, a seguire,

"Villafredda. Il borgo medioevale"


 


TSxGS IN VIDEO

Domenica 4 e mercoledì 7 dicembre 2022 in onda il docu-film realizzato nell'ambito del progetto «Trieste per Giorgio Strehler a cento anni dalla nascita»

 

 

Il 25 dicembre ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Giorgio Strehler. In vista di questa ricorrenza, va in onda domenica 4 dicembre alle 9.15 su RAI3 e mercoledì 7 dicembre alle 21.20 su RAI3bis il docu-film «TSxGS / Trieste per Giorgio Strehler a cento anni dalla nascita», curato da Stefano Bianchi e Roberto Canziani e la cui realizzazione è stata commissionata dal Comune di Trieste alla Cappella Underground, per la regia di Diego Cenetiempo.

Il docu-film ripercorre le tappe del progetto che, nel 2021, il Comune di Trieste e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia hanno dedicato a Giorgio Strehler nel centenario della nascita, a partire dai materiali del Fondo “Giorgio Strehler” del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, istituito a seguito della donazione delle eredi del Maestro, Andrea Karina Stumpf Strehler Jonasson e Mara Maria Bugni e costituito da oltre 4.000 tra volumi e periodici, 148 buste d'archivio, scatole d'archivio contenenti bozzetti scenografici, figurini, fotografie, manifesti e locandine.

«TSxGS / Trieste per Strehler»: in questa formula, un po' enigmatica, un po' matematica, si dispiega l'omaggio che la città ha voluto fare a una delle figure d'artista più rilevanti del '900.

Strehler era nato qui, il 14 agosto del 1921. E qui, nel cimitero di Sant'Anna, riposano le sue ceneri. Con lui - regista europeo, attivatore culturale, uomo di ragioni e di passioni - la città ha intrattenuto sempre un rapporto schietto, e tuttavia ambivalente. Si attraevano e si respingevano assieme.

Tra l'agosto del 2021 e la fine dell'anno, l'anno strehleriano, TSxGS ha proposto a cittadini e turisti diverse attività: lo scoprimento di una targa sulla casa natale di Strehler; una serie di incontri con autori, biografi, studiosi, che in tempi recenti hanno scritto e realizzato libri su Strehler; delle passeggiate guidate per le vie della città, nei luoghi significativi della storia personale di Strehler; iniziative spettacolari che hanno visto gli attori a lui più cari raccontare l'uomo e l'artista nelle sale del Politeama Rossetti, assieme anche a proiezioni cinematografiche; un allestimento site-specific, sempre nelle sale del Rossetti che, accanto a una mostra documentaria, ha accolto le marionette di Vittorio Podrecca, i Piccoli, per rendere omaggio a un "collega" che ha dato altrettanto lustro al teatro italiano del '900.

I protagonisti di questa serie di iniziative fanno rivivere l'omaggio triestino a Giorgio Strehler in questo docu-film, che vede la partecipazione (in ordine di apparizione) di Stefano Bianchi, Roberto Canziani, Franca Tissi, Paolo Valerio, Andrea Jonasson, Cristina Battocletti, Moni Ovadia, Claudio Riva, Davide Barzi, Agnese Colle, Paolo Quazzolo, Carlo de Incontrera, Giancarlo Stampalia e Barbara Della Polla.




Villafredda (foto)

Il borgo medioevale

 

Il documentario prodotto da Marco Virgilio e Ivo Pecile racconta la storia del piccolo borgo medioevale di Villafredda, nei pressi di Tarcento dal 1300 ai giorni nostri. Le prime citazioni riferibili al borgo risalgono al 1319, l’insediamento crebbe nei secoli su una collina leggermente più elevata rispetto al territorio circostante, molto probabilmente nei pressi di un precedente posto di vedetta di epoca romana.

Il piccolo borgo, feudo di appartenenza della famiglia Liruti, è stato una proprietà unica fino alla fine dell’800. Fu Marquardo, figlio di Bartolomeo di Mantova, in fuga dalla città lombarda, il primo che stabilì la sua dimora a Villafredda. Oggi il paesino è diviso in una decina di proprietà.

L’evoluzione architettonica e la storia del piccolo e suggestivo borgo friulano è strettamente legata alla famiglia Liruti. Nel tempo, la famiglia gestì oltre alle attività agricole degli impianti proto-industriali: due fornaci, un mulino e un battiferro.  Il borgo ospitava un centinaio di persone e dal 1600 fu arricchito da una piccola chiesa. Diversi nomi della famiglia Liruti, che ottenne dalla Repubblica di Venezia i titoli nobiliari nel 1647, furono personaggi importanti della società friulana.

Oggi il borgo, dopo gli ultimi restauri seguiti agli eventi sismici del 1976, è un po’ disomogeneo dal punto di vista architettonico e meriterebbe un piano di rinascita. Anche per favorire questa rinascita la famiglia Sello ha dato vita alla “Festa di piante, di storie e di mostre”, un evento annuale che si ripete ogni estate dal 2010.