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Dio mio
DIO MIO


L'uomo in bianco
L'UOMO IN BIANCO


6 AGOSTO

Il Santo  del Giorno
 

trasfigurazione del signore
AGOSTO VI
 

La Trasfigurazione di Gesù è un episodio della vita di Cristo descritto nei vangeli. La corrispondente ed omonima festa viene celebrata il 6 agosto dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da altre confessioni cristiane in ricordo dell'episodio biblico.

L'episodio della trasfigurazione è narrato nei tre vangeli sinottici ( secondo Marco, secondo Matteo e secondo Luca). Gesù dopo essersi appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, cambiò aspetto mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e uno stupefacente candore delle vesti. In questo contesto si verifica l'apparizione di Mosè ed Elia che conversano con Gesù e si ode una voce, proveniente da una nube, che dichiara la figliolanza divina di Gesù. Lo splendore di Cristo richiama la sua trascendenza, la presenza di Mosè ed Elia simboleggia la legge e i profeti che annunciarono sia la venuta del Messia che la sua passione e glorificazione; la nube si riferisce a teofanie ( apparizioni divine) già narrate nell’Antico Testamento.

Una tradizione attestata già nel IV secolo da Cirillo di Gerusalemme e da Girolamo, identifica il luogo dove sarebbe avvenuta la Trasfigurazione con il monte Tabor in Galilea ( Israele ). Una montagna rotondeggiante e isolata, alta 588 m s.l.m., ossia circa 400 metri sul livello delle valli circostanti. È su questo colle che i bizantini costruirono le tre chiese di cui parla l’Anonimo Piacentino.

Nel 1631 ai francescani col Custode di Terra Santa, Diego Campanile, fu concesso di prendere possesso del monte sacro. Due secoli dopo, nel 1854, essi cominciarono a studiare le rovine del passato, iniziando nuove costruzioni che culminarono con l'attuale basilica a tre navate, su disegno ed esecuzione dell'architetto Antonio Barluzzi, inaugurata nel 1924.

 

Nel Martirologio si celebrano:
 

SS. Giusto e Pastore
A Complutum (Alcalà de Henares), in Spagna, ricordo dei SS. Giusto e Pastore, che, ancora fanciulli, abbandonate le tavolette nella scuola, accorsero spontaneamente al luogo del martirio, dove il governatore ordinò che fossero presi e fustigati; incoraggiandosi l'un l'altro con reciproche esortazioni, furono quindi entrambi sgozzati dal carnefice con la spada, dando la vita per Cristo.

 

  I SANTI DEL GIORNO

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