Il primo film trasmesso dall’appena nata Rai Radiotelevisione Italiana, il 3 gennaio 1954, fu “Le miserie del signor Travet” di Mario Soldati. La televisione era un mezzo ancora difficile da mettere a fuoco e il regista torinese - che nella vita fu un intellettuale eclettico e raffinato, studioso e docente di arte, scrittore e giornalista - più che capirla contribuì a inventarla, avendone intuito il valore di strumento per catturare e raccontare una società in profondo cambiamento. Trasposizione della commedia di Vittorio Bersezio del 1863, “Le miserie del signor Travet” fu, appunto, una scelta appropriata per la televisione, simbolo di un Paese in via di trasformazione. E per oltre un decennio, a partire dal 1954, furono molti i film di Mario Soldati messi in onda: da “È l’amor che mi rovina” a “Piccolo mondo antico”, da “Malombra” a “Fuga in Francia”.
In occasione dei venticinque anni dalla scomparsa, avvenuta il 19 giugno del 1999 all’età di novantatré anni, è importante ripercorrere il contributo che Soldati ha saputo dare alla storia della televisione italiana.
Il 3 dicembre del 1957 esordì nel triplice ruolo di autore, regista e conduttore con l’antesignano dei programmi televisivi enogastronomici: “Alla ricerca dei cibi genuini - Viaggio nella valle del Po”. Fu uno straordinario successo e resta tra le inchieste più studiate per la rilevanza antropologica. Tra insegnamenti e curiosità, la trasmissione fu in onda per dodici settimane, permettendo al pubblico - come disse lo stesso Soldati - “di conoscere luoghi, genti e Paesi, e il modo più semplice, elementare di viaggiare è quello di mangiare, di praticare la cucina di un Paese. Perché se ci pensate bene nella cucina c’è tutto: la natura del luogo, il clima, l’agricoltura, la pastorizia, la caccia, la pesca e nel modo di cucinare c’è la tradizione, la storia, la civiltà di un popolo.”
I suoi viaggi sono un percorso in soggettiva dove Soldati mantenne il ruolo del conduttore, sebbene completamente diverso dai primi protagonisti della televisione come Mike Bongiorno e Mario Riva. Lo schema venne ripreso nel 1960 in “Chi legge? Viaggio lungo le rive del Tirreno”, inchiesta in otto puntate alla scoperta delle letture degli italiani, realizzata insieme a Cesare Zavattini. Nel saggio di Giuliana Galvagno e Peppino Ortoleva, dedicato a Soldati, si evidenzia come “avvicinandosi alla televisione Soldati capisce l’esigenza di una mediazione che colleghi in modo morbido lo spazio domestico con il mondo; una mediazione dichiaratamente d’autore”. Mentre Aldo Grasso ricorda: “Mario Soldati è il primo letterato che diventa divo televisivo oggetto di una memorabile parodia da parte del duo Tognazzi-Vianello e bersaglio fisso delle critiche di Achille Campanile”.
Nel 1962 collaborò con Daniele D’Anza per gli sceneggiati “Il colpo grosso” e “La finestra”, della serie “Racconti dell’Italia di oggi”. Nel 1968 furono trasmessi “I racconti del maresciallo”, tratti dal libro omonimo di Soldati e realizzati in sei episodi interpretati da Turi Ferro per la regia di Mario Landi. Nel 1984 è stata la volta dei “Nuovi racconti del maresciallo”, cinque episodi interpretati da Arnoldo Foà, scritti da Mario Soldati e diretti da suo figlio Giovanni.
Soldati ha ribadito spesso il ruolo decisivo della televisione nel comprendere e spettacolarizzare la realtà, come è evidente nel duro attacco rivolto ai telegiornali accusati di “insensibilità al gusto dello spettacolo”. E resta provocatoria la sua tesi incentrata sul calcio in televisione – diventata famosa come “teorema di Soldati” - in cui afferma che le partite bisogna vederle conoscendo già il risultato. “Non c’è nulla di più divertente di sapere come vanno a finire le cose e, intanto, vedere, momento per momento, come si svolgono: o piuttosto, come sembra che si svolgano. È una sensazione esilarante, inebriante, demiurgica”.
Per un approfondimento in Mediateca Torino:
- Aldo Grasso,
Viaggio lungo la televisione di Mario Soldati. In:
Mario Soldati, la scrittura e lo sguardo, Lindau,1991
- Giuliana C. Galvagno, Peppino Ortoleva,
Alle fonti del Po. Soldati, il viaggio televisivo in Val Padana e una personale invenzione della Televisione. In:
Mario Soldati e il Piemonte – Atti del Convegno del 18/11/2014, Centro Pannunzio
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