22 - 28 giugno 2024

Settegiorni

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SCENARI MEDIA

Fuori Orario – Speciale

Mercoledì 26 giugno alle 14.15 a Bologna, all’interno del prestigioso Festival Il Cinema Ritrovato, e poi in onda sabato 29, su Rai 3 a partire dalle 2.15, Fuori Orario cose (mai) viste – Rai Cultura, presenta Tropici (di Gianni Amico, 1967) per la prima volta in edizione restaurata digitalmente.
Il restauro del film, girato in Brasile negli anni ‘60, con Francesco Altan assistente alla regia, è stato realizzato dalla Rai, Centro Servizi Salario 1, Linea C.e.R., con il contributo della Cineteca Nazionale che ha messo a disposizione i materiali in pellicola ricavati nel 2002 dai negativi della Rai. 
Tropici, primo film di produzione Rai che dà il via a una stagione produttiva strepitosa da parte della TV pubblica italiana, che toccherà l’apice con la Palma d’oro a Cannes a Padre padrone dei fratelli Taviani, è un film fondamentale per quello che è stato storicizzato come “Nuovo cinema”, che, forte della lezione di Roberto Rossellini e della Nouvelle Vague francese, porta cambiamenti epocali all’interno del cinema, sia sul piano produttivo che formale.
Il film racconta il viaggio, a piedi e in camion, dal Nordest del Brasile fino a Recife, sull'Atlantico, e poi a São Paulo di una famiglia di salariati agricoli, composta da padre, madre e due piccoli figli, alla disperata ricerca di lavoro. La storia della povera famiglia brasiliana è intervallata da parti che raccontano la situazione sociale, politica e culturale del Brasile degli anni ’60.
Per la prima volta Tropici, riferimento costante per Fuori Orario che lo ha programmato tante volte in questi 35 anni, andrà in onda nella versione originale in portoghese e italiano con sottotitoli.
Il programma che ha supervisionato il restauro digitale e l’edizione dei sottotitoli in italiano, ringrazia Rai Teche e  i tecnici che hanno realizzato la lavorazione: Antonio Lanzi, Roberto Persiani, Stefano Ricco.

Di seguito la programmazione dettagliata

Sabato 29  giugno 2024 - RAI3 - dalle 02.15 alle  07.00 (285’)
Fuori Orario cose (mai) viste
di Ghezzi Baglivi Di Pace Esposito Fina Francia Luciani Turigliatto

presenta

(GIANNI) AMICO PER SEMPRE
a cura di Fulvio Baglivi

TROPICI [EDIZIONE RESTAURATA 2024] PRIMA VISIONE TV
(Brasile/Italia 1968, b/n, dur., 81', versione originale italiano/portoghese con sott. italiano) 
Regia: Gianni Amico
Con: Joel Barcelos (Miguel), Janira Santiago (Maria), Antonio Pitanga (il mulatto), Graciete Campos (Graciete), Batista Campos (Batista).
Per la prima volta Tropici, film fondamentale nella storia del “nuovo cinema” italiano, nonché primo film interamente prodotto dalla Rai, va in onda per la prima volta nella sua versione originale, in italiano e portoghese, con sottotitoli, e restaurato digitalmente. Grazie a Rai Teche e con il contributo della Cineteca Nazionale che nel 2002 aveva restaurato il film grazie ad Adriano Aprà e Roberto Perpignani, montatore di Tropici, per un omaggio dedicato a Gianni Amico dal Torino Film Festival. 

“È la storia di un gruppo di persone che passano dalla schiavitù al capitalismo internazionale”. (G. Amico).

LO SPECCHIO ROVESCIATO – UN’ESPERIENZA DI AUTOGESTIONE OPERAIA
(Italia, 1981, colore, 177’)
Regia: Gianni Amico e Marco Melani
Prodotto dalla Rai Liguria e trasmesso in tre puntate (Carovana e camalli; Compagnia unica lavoratori merci varie; Il sacco e il container) tra il 26 gennaio e il 2 febbraio 1981, il film di Amico e Melani narra la storia della Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie che da centinaia di anni anima il porto di Genova. La storia della Compagnia fa da sfondo alle questioni affrontate dai lavoratori agli inizi degli anni ’80 che hanno come obiettivo l’autogestione da parte dei lavoratori della Compagnia e come orizzonte la fine dello sfruttamento.
Un’opera fortemente voluta da Arnaldo Bagnasco, con musiche di Alvin Curran.

“Mitico antro di ogni favola marina. Il porto è sogno e incubo per tutti i cinefili d’acqua salata, luogo canonico di contraddizioni tra socialità e ammirazione estatica, scenario mitologico dove le casse sostituiscono la Monument Valley e le gru ricordano gli invasori spaziali, croce e delizia del ricercatore sociologico e dell’antropologo urbano….”. (Paolo Mereghetti)

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