Forse il più celebre è “
I mostri” che
Dino Risi ha diretto giusto sessant’anni fa. Ma sono tanti i titoli italiani che hanno la caratteristica di essere divisi in due o più episodi - addirittura 20 per quello di Risi - e che hanno nella commedia il genere più con rare eccezioni come
Tracce di vita amorosa, coprodotto da
Rai 1 nel 1990 per la regia di
Peter Del Monte, diviso in 14 episodi. Fra la seconda metà degli anni Settanta e la prima degli Ottanta,
Adriano Celentano,
Renato Pozzetto ed
Enrico Montesano sono le principali star che “si accontentano” di vedersi protagonisti per metà tempo o anche meno; accanto a loro anche
Paolo Villaggio e
Lino Banfi spesso fanno parte di quella che molti definiscono sbrigativamente moda del momento.
“Il mio è un
movie movie, come il titolo di un film americano, dal quale mi sono discostato per un dettaglio”:
Neri Parenti sta parlando del suo “
Pappa e
ciccia” (
Rai Movie venerdì 17 febbraio ore 19.20, disponibile su RaiPlay), girato nel 1983. Parenti fa riferimento a “
Il boxeur e la ballerina”, titolo originale “
Movie movie”, che
Stanley Donen aveva realizzato cinque anni prima. Quello di Donen ha protagonisti
George C. Scott e
Trish Van Devere (nella vita marito e moglie) e a seguire altri grandi attori come
Eli Wallach,
Art Carney e il non accreditato
George Burns che ha il compito di introdurre i due episodi che compongono il film che ha lo stesso cast. In “Pappa e ciccia” il gruppo di sceneggiatori formato da
Leonardo Benvenuti,
Piero De Bernardi,
Franco Marotta,
Laura Toscano,
Gianni Manganelli e gli stessi Villaggio e Parenti, hanno voluto concedere ai due protagonisti, Banfi e Villaggio, soltanto un cameo ciascuno da “consumare” nell’episodio dell’altro. A legare le due parti ci pensa
Milly Carlucci che nel primo è Rosina Calore, nipote di zio Nicola/Banfi, mentre nel secondo è Claudia, animatrice di un villaggio vacanze in Kenya che vede fra gli ospiti il geometra Paolo/Villaggio.
“La mia fortuna è stata quella di lavorare con
Renzo Arbore in
L’altra domenica dove le donne non avevano un ruolo solo decorativo”, afferma Carlucci, la quale non ha difficoltà ad ammettere che la sua esperienza cinematografica, riconducibile sostanzialmente ai soli anni Ottanta, è breve per la diversa modalità di lavoro che hanno cinema e tv, con la seconda capace di regalarle, specie con la diretta, quell’adrenalina di cui la brava e bella conduttrice nata a Sulmona non può fare a meno. “Sul set - dice - ci vogliono ore per preparare una sequenza di pochi minuti, provo invidia per gli attori che lasciano e riprendono la concentrazione come e quando vogliono, io invece ho bisogno di continuità”.
In quei primi anni Ottanta, Carlucci faceva la spola con Los Angeles dove studiava per diventare quella che è oggi; gli USA erano all’avanguardia nel mondo dello spettacolo e quel faticoso periodo di pendolarismo, durato ben tre anni, per Carlucci dette i suoi frutti anche al cinema, disciplina che comunque non era in cima ai suoi desideri: “Feci un provino e venni scritturata per Pappa e ciccia, era il mio terzo film”. Riguardo la presenza di Banfi, alfiere di celebri
b-movie dove l’attrice protagonista prima o poi sente l’esigenza di farsi una doccia, Carlucci esplode in una risata e respinge al mittente l’ipotesi che in “Pappa e ciccia” ci fosse la necessità di girare una sequenza del genere: “Avevo letto con attenzione il copione”.
Sulla genesi di “Pappa e ciccia” Parenti rammenta che proprio in quel 1983 si trovò vicino a girare un film le cui tematiche sarebbero poi state quelle di “
Sapore di
mare” diretto da
Carlo Vanzina, Parenti aveva già scritto un breve trattamento, ma le insistenze della produzione e gli impegni di Villaggio lo obbligarono ad abbandonare quel progetto. Aiuto regista in “Pappa e ciccia” è
Marina Mattoli, figlia di
Mario Mattoli, non nuova alla collaborazione con Parenti; della sua collaboratrice Parenti ne traccia un commovente ricordo in cui cita anche
Mity Mignone, la madre, vera memoria storica di Mario Mattoli, regista di vari film con
Totò e soprattutto, come sottolinea Parenti, era un vero maestro nel gestire le tante stelle che si trovavano a lavorare per lui: “Quella è una peculiarità che devo avere anch’io”, afferma ridendo. Di Mattoli, invece, il regista fiorentino rivela l’abitudine che aveva di portare sempre con sé una piccola cinepresa con la quale riprendeva qualsiasi cosa, perché poteva tornare utile ai suoi film. Nel tracciare un ritratto di Banfi e Villaggio, Carlucci non ha difficoltà a definirli due grandi della comicità: “Il loro è una sorta di meccanismo a orologeria”. Da entrambi ha tanto appreso durante quelle settimane, e se con Villaggio i rapporti sono scemati col tempo per le diverse strade intraprese, di Banfi Carlucci rimarrà sempre sua nipote come ancora oggi lei si sente ripetere dall’attore pugliese, di quasi venti anni più anziano. Non molto diverso è l’
identikit di Parenti che definisce “aggressivo” lo stile di Banfi, “di rimessa” quello di Villaggio; a proposito dell’attore genovese, Parenti rivela che il personaggio di Guido Calzi inizialmente era stato pensato per
Gigi Reder, storica spalla di Villaggio, ma gli impegni che in quel momento il caratterista napoletano doveva assolvere gli impedirono di accettare la parte poi andata, con successo, a
Pippo Santonastaso. Girato brevemente a Roma e in Puglia, le principali
location di “Pappa e ciccia” sono quelle di Zurigo e delle distese del Kenya. Del soggiorno in Africa, Carlucci ricorda come un incubo le decine di scimmiette che le avevano invaso la camera da letto, lasciata incautamente aperta. Ma peggio ancora fu la malaria che, rammenta Parenti, colpì quasi tutta la troupe rendendo vana la vaccinazione fatta in Italia. Per guarire occorsero vaccini più potenti, acquistati nelle farmacie di Nairobi.
TRAILER
https://www.youtube.com/watch?v=IAMDeSyiDXs
PAPPA E CICCIA di Neri Parenti – 1983 – 95’
Con Lino Banfi, Paolo Villaggio, Milly Carlucci, Pippo Santonastaso
Zurigo. Nicola Calore (Banfi) è un emigrato pugliese che sbarca il lunario lavorando come imbianchino, ma ai suoi concittadini rimasti in paese fa credere di essere un imprenditore di successo. Un giorno Nicola riceve l’avviso che sua nipote Rosina (Carlucci) sta per arrivare a Zurigo, ansiosa di rivedere lo zio dopo tanti anni: apriti cielo. Con l’aiuto dei suoi amici, Nicola mette in scena una serie di trovate per far credere a Rosina di essere un miliardario. Roma. Paolo (Villaggio) è un geometra che racconta in una lettera inviata al Corriere Della Sera le disavventure che lui e il suo collega Guido Colzi (Santonastaso) hanno dovuto affrontare durante una terrificante vacanza in Kenya.
Produzione Maura International Film, distribuzione Titanus. Uscita cinema 14 aprile 1983, prima tv Canale5 4 dicembre 1985, prima tv Rai Rai 3 11 giugno 1997.
FONTI
imdb.com
Radio Corriere Tv, 7/14 maggio 1983
Radio Corriere Tv, 1/7 dicembre 1985
Neri Parenti
Due palle…di Natale, Gremese 2020
Conversazione con Milly Carlucci, 7 febbraio 2023
Conversazione con Neri Parenti, 9 febbraio 2023