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Neutralizzato dalla polizia il ripetitore principale nei pressi di Atene

Grecia, chiude per crisi
la Radio-tv di Stato

La decisione di chiudere l'emittente pubblica nazionale è stata una conseguenza delle misure di austerità imposte al Paese europeo dalla Trojka per procedere al risanamento. L'operazione prevede il licenziamento di quasi 2.800 dipendenti. Sara' creato un nuovo ente radio-tv, non piu' a controllo statale, con meno personale

Gli studi della Ert
ROMA -Come preannunciato, la Ert, la radiotelevisione pubblica greca, ha cessato poco prima della mezzanotte le sue trasmissioni: i canali sono stati oscurati e il ripetitore principale situato su una montagna vicino ad Atene, e' stato neutralizzato dalla polizia, secondo quanto riferito da fonti sindacali. L'operazione prevede il licenziamento di quasi 2.800 dipendenti e rientra nel piano di dismissioni imposto dalla Troika per procedere al risanamento finanziario del Paese. Sara' creato un nuovo ente radio-tv, non piu' a controllo statale, con meno personale.
La decisione del governo greco, formalizzata con un atto legislativo che concede ai ministri la facolta' di procedere alla chiusura o alla fusione di Enti pubblici, e' stata spiegata dal portavoce del governo: ''in un periodo di crisi in cui tutto il popolo greco sta sopportando grandi sacrifici si deve agire senza ritardi. Se vogliamo uscire dalla crisi - ha detto Kedikoglou - dobbiamo lavorare nella trasparenza e senza sprechi''. La Ert, sovvenzionata dallo Stato e anche da un canone che i cittadini pagano con la bolletta della luce - ha aggiunto -  ha un numero di dipendenti da tre a otto volte considerato superiore alle necessita' e asset mal gestiti.   All'emittente pubblica con introiti pari a circa 300 milionidi euro l'anno fanno capo cinque stazioni televisive (ET1, Net,ET3, Ert World e Ert HD), 29 radiostazioni, siti web, un settimanale, oltre all'Orchestra Sinfonica nazionale e l'Orchestra di Musica contemporanea.   Non e' ancora chiaro quanti dipendenti saranno riassunti nel nuovo ente, ma il portavoce ha assicurato che coloro che perderanno il posto di lavoro saranno indennizzati mentre circa 700 di essi potranno andare in pensione anticipata.   La questione della chiusura dell'azienda radio-televisivastatale e' destinata a mettere di nuovo a dura prova i gia' tesi rapporti tra i partiti della coalizione governativa dal momento che sia il Pasok (socialista) sia Sinistra Democratica si sono subito dichiarati contrari alla decisione del governo.   Secondo i giornali, il primo ministro Antonis Samaras (di NeaDimokratia, centro-destra) ne aveva parlato ieri sera con i leader dei due partiti - Evanghelos Venizelos (Pasok) e FotisKouvelis (Sinistra Democratica) - ed entrambi si erano opposti alla misura nonostante faccia parte di quelle riforme che i rappresentanti dei creditori internazionali considerano una condizione 'sine qua non' per continuare a garantire al Paese l'aiuto finanziario necessario all'uscita dal tunnel.

Ultima Modifica: 12 giugno 2013, 23:54
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