VITE E FATTI MEMORABILI (ALMENO PER ORA)

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La Mostra tra La grazia e Gaza

di Guido Barlozzetti

Come in ogni inaugurazione che si rispetti si stanno dando gli ultimi ritocchi alla scenografia del Palazzo del Cinema, compreso il red carpet che sarà protagonista assoluto delle prossime serate.

Stasera l’inaugurazione ufficiale nella gloriosa Sala Grande della Mostra numero 82. Si comincia con La grazia di Paolo Sorrentino e la consegna del Leone d’oro alla carriera a Werner Herzog, preceduta da una laudatio che terrà Francis Ford Coppola. Un momento evocativo e affascinante che metterà insieme due visionari inventori di cinema. Sulla Mostra qualche tensione e un possibile braccio di ferro che porta nella Mostra l’eco di quello che sta succedendo a Gaza.

Blindatissimo il film d’apertura, una cortina di ferro impenetrabile, non si sa nulla della trama se non che si tratta di una storia d’amore che dovrebbe essere stata girata in Piemonte. Di sicuro, al centro del cast l’attore prediletto, Toni Servillo, con cui Sorrentino ha girato otto dei suoi undici film.

Lungo è il rapporto con Venezia, cominciato nel 2001 con la presentazione de L’uomo in più, quattro anni fa il premio speciale della giuria per È stata la mano di Dio. Il direttore della mostra Alberto Barbera ha solo detto che si tratta di un film capace di lasciare il segno “per originalità e sintonia con il presente” e che “ci ha lasciati a bocca aperta”. La grazia è anche il primo dei cinque film italiani inseriti nella selezione ufficiale: Un film fatto per Bene di Maresco, Elisa di Di Costanzo, Sotto le nuvole di Rosi e Duse di Marcello.

La cerimonia inaugurale sarà presentata da Emanuela Fanelli, due David di Donatello, come miglior attrice non protagonista in Siccità di Paolo Virzì e C’è ancora domani di Paola Cortellesi. Parlerà della tragedia palestinese? “Umanamente mi addolora moltissimo, ma quella frase non ci sarà. Ovviamente ci ho pensato, ma affrontare quel tema con una sola frase, in una situazione in cui indosso un abito stupendo, costosissimo, con dei gioielli costosissimi, mi farebbe sentire in imbarazzo. Sono molto contenta che ci sarà una manifestazione sulla Palestina a cui la Biennale darà spazio”.

Come da tradizione, Emanuela si è esibita sulla battigia della spiaggia della spiaggia davanti all’Hotel Excelsior e a un nugolo di fotografi eccitati e alla ricerca dello scatto memorabile.

In ogni caso, all’insegna di “Stop al genocidio”, nel pomeriggio di sabato prossimo un corteo prenderà il via dal piazzale di Santa Maria Elisabetta al lido per raggiungere il cuore della mostra, peraltro presidiato dalle forze dell’ordine. La richiesta è quella di una presa di posizione dura e precisa da parte della Mostra che ha già ricordato una tradizione di aperture e confronto che accoglie e non esclude come vorrebbe l’insieme di associazioni e movimenti ProPal proposito della presenza di Gal Gadot e Gerald Butler, nel cast film di Julian Schnabel In the Hand of Dante, che sarà presentato fuori concorso.

È una vicenda aperta e da qui a sabato promette novità e, comunque, segna l’irruzione dell’attualità nel recinto di una manifestazione cinematografica che peraltro nel programma annuncia The Voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania: una bambina, il 24 gennaio dello scorso anno, intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza, i volontari della Mezzaluna che tengono un contatto con lei al telefono e cercano di far arrivare un’ambulanza, ma tutto è inutile…

 

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