MONDIALI DI CALCIO 2026: TRENTASETTESIMA GIORNATA

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Siamo arrivati all'evento decisivo dei Mondiali 2026.

Abbiamo assistito a tantissime partite, dai gironi eliminatori fino alle semifinali, e questa sera, alle ore 21.00, a Miami, si affronteranno Spagna e Argentina, probabilmente le due squadre che più hanno meritato di arrivare fino in fondo in questa edizione dei Mondiali.

Prima di parlare della finalissima, però, vediamo che cosa è successo ieri sera nella sfida per il 3^ posto tra Francia e Inghilterra.

È quella partita che, come ha detto il commissario tecnico Tukel, “nessuno vorrebbe mai giocare”. Eppure, una volta scesi in campo, le cose possono prendere una piega del tutto inattesa.

Succede così che l'Inghilterra segni 4 goal alla Francia e chiuda il 1^ tempo sul clamoroso punteggio di 4 a 0.

A quel punto la Francia si sente ferita nell'orgoglio e il commissario tecnico Deschamps, che aveva lasciato alcuni titolari in panchina, decide di cambiare la squadra.

Nella ripresa la gara si riequilibra: i francesi segnano a loro volta 4 goal, ma gli inglesi ne realizzano altri 2. Il risultato finale è un incredibile 6 a 4.

Sembra quasi una partita di tennis, una sorta di luna park calcistico.

Per gli inglesi sono andati a segno Rice, Konsa, Saka, autore di una tripletta, e Bellingham nel finale. Proprio Bellingham, uno dei protagonisti di questi Mondiali, che però ha vissuto un rapporto piuttosto complicato con il commissario tecnico Tukel e che nella partita con l’Argentina certamente non è stato decisivo come forse ci si aspettava.

Per quanto riguarda la Francia, Mbappé ha realizzato una doppietta e sale così a quota 10 reti nel torneo. Potrebbe conquistare il titolo di capocannoniere, ma bisognerà attendere la finale di questa sera per capire se qualcuno riuscirà a superarlo o quantomeno ad avvicinarlo. Per la Francia sono andati in rete anche Barcola e Dembelè, oltre a Mbappè.

E veniamo ora alla finalissima, quella che tutti aspettavano: Spagna contro Argentina.

Si tratta di 2 squadre che interpretano il calcio in modo molto diverso.

La Spagna è una formazione compatta, organizzata, sempre alla ricerca della qualità del gioco. Ama il possesso del pallone ma sa essere anche letale nelle ripartenze. Dispone di giocatori di altissimo livello e di una grande intelligenza tattica.

In poche parole, è un collettivo nel quale i singoli riescono a esaltarsi grazie alla forza del gruppo.

L'Argentina, invece, è una squadra che vive maggiormente di accelerazioni improvvise, di intuizioni e di talento individuale. Lo abbiamo visto più volte durante questo Mondiale: ha la capacità di risorgere quando sembra sul punto di precipitare. Una squadra che spesso si affida al proprio campione più rappresentativo, Lionel Messi.

Le due nazionali sono guidate da commissari tecnici tra i più esperti e preparati del panorama internazionale: Luis de la Fuente per la Spagna e Lionel Scaloni per l'Argentina. Tecnici capaci di trovare sempre la soluzione migliore in relazione all'avversario da affrontare.

I titoli dei giornali e le sintesi televisive presentano la sfida come il confronto tra Messi e Yamal. In parte è così: rappresentano i simboli delle rispettive squadre.

Messi, ha 41 anni, sogna di conquistare un altro titolo mondiale e continua a stupire per qualità, carisma e capacità di incidere nei momenti decisivi. Yamal, invece, è il volto del futuro: ha soli 19 anni deve ancora dimostrare tutto il proprio talento e questa finale potrebbe rappresentare per lui un'occasione straordinaria.

Naturalmente il risultato è imprevedibile e sarà soltanto il campo a parlare. Il terreno di gioco di Miami, ma anche quel pizzico di fortuna che spesso accompagna le grandi partite e che rende il calcio uno sport tanto affascinante quanto imprevedibile.

Non mancano, come sempre, i rituali scaramantici. In Argentina si parla del cosiddetto "palo santo": negli spogliatoi viene acceso un bastoncino aromatico e lasciato fumare nell'aria, con l'intento simbolico di allontanare gli spiriti maligni.

Un'altra tradizione è “il patto dell'asado”: sembra infatti che dopo ogni vittoria il commissario tecnico Scaloni organizzi una grande grigliata per tutta la squadra.

Anche il presidente dell'Argentina rispetterà il proprio rituale personale. Seguirà infatti la finale nello stesso modo in cui ha assistito alle precedenti sette partite disputate dalla nazionale argentina.

Parliamo infine di premi.
La FIFA distribuirà alle 48 squadre partecipanti circa 870 milioni di dollari. La squadra vincitrice riceverà un premio di 50 milioni di dollari, mentre la finalista sconfitta ne incasserà 33. Alle nazionali che hanno disputato la finale per il terzo posto andranno rispettivamente 29 e 27 milioni di dollari.

Chiudiamo con le parole di Pierluigi Collina, storico arbitro internazionale e oggi responsabile della commissione arbitrale FIFA. Intervistato nelle ultime ore, Collina ha affrontato diversi temi emersi durante il torneo. Ha difeso la regola degli 8 secondi concessi al portiere per rinviare il pallone e ha ribadito quanto la tecnologia sia ormai indispensabile nel calcio moderno.

«È paradossale che il pubblico possa vedere tutto sul maxischermo dello stadio e che l'arbitro non possa usufruire degli stessi strumenti», ha sottolineato. «Abbiamo investito molto nella tecnologia: meglio se non serve utilizzarla, perché significa che gli arbitri stanno facendo bene il loro lavoro».

Per quanto riguarda il discusso episodio legato alla Croazia e al presunto contatto del pallone con il cavo di una telecamera, Collina ha confermato la propria convinzione: i tracciamenti tecnologici non hanno evidenziato alcun contatto.

Secondo lui si è trattato soltanto di un movimento dell'aria, una spiegazione quasi poetica.

Con questa immagine suggestiva vi lasciamo, sperando che la finale di questa sera sia all'altezza delle aspettative e che a vincere sia soprattutto il vero protagonista di questi Mondiali: la bellezza del calcio.