Si è conclusa la fase eliminatoria, quella che dai 16cesimi e dagli 8ttavi di finale ci ha portato fino alle semifinali. Siamo in una fase interlocutoria, in attesa delle 2 giornate decisive di sabato e domenica che definiranno la classifica finale: la finale per il terzo posto e, naturalmente, la finalissima di domenica tra Argentina e Spagna.
È una giornata in cui si accumulano le notizie su quello che è stato e su quello che potrà essere.
Intanto in Inghilterra sono furiose le reazioni per l'eliminazione della Nazionale dei Tre Leoni, mandata a casa da un “magico Messi”. La stampa britannica non fa sconti:
The Times parla del "dolore profondo" per l'Inghilterra.
Altri tabloid titolano “le lacrime Inglesi” e “la doppietta argentina che ha spezzato i loro sogni”.
I media statunitensi non usano giri di parole e parlano di "arroganza argentina", riferendosi soprattutto a un episodio che ha colpito la sensibilità inglese: un cartello esposto da alcuni giocatori argentini alla fine della partita con la scritta: "Le Malvinas sono argentine" (rifiutando il nome Falkland usato dagli inglesi).
Dall'orizzonte argentino arrivano dichiarazioni molto interessanti.
Lionel Scaloni - C.T. dell’Argentina - dice : "Questa vittoria è la dimostrazione che nel calcio ci vogliono tante cose: talento, spirito di squadra, fratellanza. I miei ragazzi sono come indios: sono cresciuti in situazioni estreme e non hanno paura di niente."
Anche Lionel Messi ha rilasciato dichiarazioni importanti sul suo percorso e sul rapporto con il mister: "Ho parlato a lungo con Scaloni sulla decisione di andare ai Mondiali; l'ho lasciata in sospeso fino all'ultimo. Mi sono preparato solo con questo obiettivo. Nell'ultima Copa América ero arrivato stanco e ho faticato, ma questa volta ho lavorato duramente per essere al top, e alla fine ce l'ho fatta. Forse era destino, le cose accadono per una ragione."
Infine, Lautaro Martínez, il centravanti entrato negli ultimi minuti che ha segnato il gol decisivo destinato a rimanere nella storia, ha confessato emozionato: "Lo sognavo da quando mio padre mi ha comprato i primi scarpini. È una vera occasione per emozionarsi e lasciare il segno nella storia dell'Argentina e del calcio."
Non sono mancati i momenti di forte tensione alla fine della partita tra Argentina e Inghilterra. Già nel corso dei 90 minuti regolamentari e dei tempi supplementari si era registrato un clima molto nervoso, specialmente nella parte iniziale, a causa di interventi particolarmente duri e provocatori da parte degli argentini. L'arbitro non è sembrato all'altezza della gestione del match.
Al triplice fischio, oltre alla provocazione del cartello sulle Malvinas, Jude Bellingham — uno dei giocatori inglesi più attesi e oggi profondamente deluso — ha avuto un duro scontro (si parla di uno schiaffo o un forte spintone) con l'argentino Barco, non tollerando i festeggiamenti provocatori degli avversari intorno a lui. Momenti concitati che, fortunatamente, sono poi rientrati.
La grande novità per la finale di domenica conferma la sensazione che il calcio si stia scomponendo, rischiando di diventare una variabile dipendente dello spettacolo e del business.
Il recupero (stile white/blackout o tempo effettivo) sta diventando sempre più lungo, passando da due a tre o più minuti a tempo.
Prima della partita finale ci sarà un grande show con Jennifer Lopez, Laura Pausini e Robbie Williams (che canterà il brano ufficiale).
Tra il primo e il secondo tempo ci sarà un intervallo extra-large di circa 25 minuti (stile Super Bowl) utile per montare e smontare un palco gigante. Su di esso si esibiranno star mondiali come Madonna, Shakira, i BTS (idoli del K-Pop) e la popstar Justin Bieber.
Il calcio viene manipolato nei suoi tempi tradizionali a uso e consumo dello spettacolo e di giganteschi interessi economici e politici.
Non a caso, la Casa Bianca ha confermato che il Presidente degli Stati Uniti seguirà con enorme attesa la finale tra Spagna e Argentina. Al contrario, il Presidente argentino ha preferito dichiarare che guarderà la partita da Olivos (la residenza presidenziale) fin dal primo giorno, spiegando di non voler modificare la propria routine per scaramanzia, preferendo la televisione agli spalti.
Che il calcio sia ormai un mercato al limite del "baraccone" lo confermano le ultime tariffe della FIFA: servono 70 € solo per assistere alla conferenza stampa finale di Gianni Infantino, e addirittura 150 € per scattare una foto con le stelle del Mondiale. Ormai si vende e si compra tutto.