CRITERI E PROCEDURE PER LE ASSEGNAZIONI DEI CONTRATTI NEL SETTORE RADIOTELEVISIVO

Ai sensi dell’art. 49 ter del d.lgs 177/2005, così come introdotto dalla Legge 220/2015 (Legge di Riforma Rai): 

(i) i contratti conclusi da Rai e dalle società interamente partecipate dalla medesima aventi ad oggetto lo sviluppo, la produzione, la coproduzione, l’acquisto e la commercializzazione di programmi radiotelevisivi ed opere audiovisive nonché le relative acquisizioni di tempo di trasmissione, ivi inclusi gli appalti concernenti la fornitura di programmi aggiudicati a fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici - esclusi dall’applicazione della disciplina del codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs 163/2006, ai sensi dell’art. 19 del codice stesso – non sono soggetti agli obblighi procedurali previsti dall’art.27, comma 1, secondo periodo, del citato codice (ovvero: il preventivo inviato ad almeno 5 concorrenti, ove presenti sul mercato, se compatibile con l’oggetto del contratto); 

(ii) i contratti conclusi da Rai e dalle società interamente partecipate dalla medesima  di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria - aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture collegati, connessi o funzionali ai contratti sub (i) – non sono soggetti agli obblighi procedurali previsti per tale tipologia di contratti dal d.lgs 163/2006; il relativo affidamento deve avvenire però nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità.

Il D.Lgs. 50/2016 (Nuovo Codice Appalti), abrogando il richiamato D.Lgs. 163/2006, ha stabilito espressamente - in raccordo con le previsioni della Legge di Riforma Rai - che “All’articolo 49-ter del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177 e successive modificazioni, il rinvio agli articoli 19 e 27, comma 1 e alla disciplina del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, si intende riferito, rispettivamente, agli articoli 17, 4 e alla disciplina del presente codice” (cfr. art.216, comma 24).

In particolare:
(a)          l’art. 17 del Nuovo Codice Appalti contempla, inter alia, una categoria di “contratti esclusi” dall’applicazione delle procedure di gara sia analoga a quella di cui all’art. 19, comma 1, lett. b), del previgente D.Lgs. 163/2006 sia in larga parte coincidente con quella sub (i), attualmente prevista dall’art. 49-ter della Legge di Riforma Rai:  si tratta, infatti, dei contratti “(…) aventi per oggetto l’acquisto, lo sviluppo, la produzione e coproduzione di programmi destinati ai servizi di media audiovisivi o radiofonici che sono aggiudicati da fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici ovvero gli appalti (…) concernenti il tempo di trasmissione o la fornitura di programmi aggiudicati ai fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici”;

(b)          l’art. 4 del Nuovo Codice Appalti stabilisce espressamente che “L’affidamento dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, esclusi, in tutto o in parte, dall’ambito di applicazione oggettiva del presente codice avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica”.

(c)          il Nuovo Codice Appalti non reca più, invece, una disposizione analoga a quella dell’art. 27 del previgente D.Lgs. 163/2006, il quale, tra l’altro, stabiliva l’obbligatorietà di uno specifico meccanismo competitivo anche per l’affidamento dei contratti esclusi, disponendo che: “L’affidamento deve essere preceduto da invito ad almeno 5 concorrenti, se compatibile con l’oggetto del contratto” (cfr. art. 27, comma 1, secondo periodo).

Alla luce delle predette intervenute modifiche legislative, Rai sta procedendo alla revisione delle attuali procedure di affidamento: la nuova normativa di riferimento, infatti, consente alla concessionaria pubblica di definire regole procedurali, per molti aspetti, più flessibili rispetto alle attuali e maggiormente aderenti alle peculiari esigenze organizzative e gestionali Rai, derivanti dalla specificità del prodotto radiotelevisivo, pur nel rispetto dei principi di cui all’art. 4 del Nuovo Codice Appalti. Nelle more di definizione del processo di revisione, Rai continua ad applicare le regole procedurali approvate dal Consiglio di Amministrazione nel corso dell’anno 2014 e successive modifiche e integrazioni (Istruzioni 2014), sulla base del previgente D.Lgs. 163/2006, in quanto comunque non in contrasto con la Legge di Riforma Rai e con il Nuovo Codice Appalti. Infatti - in considerazione dell’esclusione del citato art. 19, comma 1, lett. b), del previgente D.Lgs. 163/2006 (analoga, come sopra precisato, a quella dell’art. 17 del Nuovo Codice Appalti) - le Istruzioni 2014 già prevedono una serie di categorie di lavori/servizi/forniture che, essendo finalizzati allo sviluppo, produzione, coproduzione e acquisto (incluso il preacquisto) di programmi radiotelevisivi, si inquadrano nell’ambito del cd. “settore radiotelevisivo”, non soggetto alle procedure di gara previste dal codice degli appalti pubblici, ferma restando l’applicazione di queste ultime per l’affidamento dei contratti aventi ad oggetto lavori/servizi/forniture non rientranti nelle categorie del settore radiotelevisivo. Le attuali procedure – comunque informate ai principi generali di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità del tutto analoghi a quelli previsti anche dal Nuovo Codice Appalti – prevedono, tra l’altro, che l’affidamento dei contratti esclusi avvenga sulla base dei seguenti criteri generali: (a) esclusione di qualsiasi forma di discriminazione degli operatori economici nazionali ed europei; (b) tracciabilità dell’intero processo di affidamento e conservazione della relativa documentazione, tutelandone l’integrità e la riservatezza; (c) uniformità di trattamento, in particolare, con riferimento ai termini di presentazione e selezione delle offerte e degli operatori economici; (d) divieto di fornire informazioni che possano favorire alcuni partecipanti rispetto ad altri.
 
Nel rispetto dei predetti principi e criteri generali, Rai, ad oggi, per l’affidamento dei contratti del richiamato settore radiotelevisivo adotta le seguenti procedure: 1. i contratti aventi ad oggetto lo sviluppo, la produzione, la coproduzione, l’acquisto o il preacquisto di programmi, allo stato, possono essere affidati a trattativa diretta solo in presenza della titolarità di diritti esclusivi in capo ad un operatore economico determinato in quanto, in questo caso, lo svolgimento di una procedura competitiva sarebbe incompatibile con l’oggetto dell’appalto. Gli altri casi di affidamento a trattativa diretta relativi alle categorie del settore radiotelevisivo coincidono sostanzialmente con le fattispecie previste dall’art. 57 del d.lgs 163/2006, oggi corrispondente all’art. 63 del Nuovo Codice Appalti, nonché con i contratti di importo inferiore a euro 40.000; 2. al di fuori dei predetti casi di trattativa diretta, anche per l’affidamento dei contratti di lavori/servizi/forniture rientranti nell’ambito delle categorie del settore radiotelevisivo, al fine di assicurare il rispetto dei principi di parità di trattamento e non discriminazione, Rai procede all’affidamento previo esperimento di una procedura competitiva tra gli operatori economici selezionati, applicando il criterio della rotazione, prevalentemente nell’ambito del cd. Albo Fornitori Rai, sulla base del know how e dell’esperienza dagli stessi sviluppati. A tutti gli operatori economici selezionati vengono fornite da Rai le medesime informazioni ai fini della partecipazione alla procedura competitiva, attraverso il contestuale invio agli stessi di apposita ed analoga Richiesta di Offerta. Inoltre, nell’ottica della massima trasparenza, le sedute di apertura delle offerte sono pubbliche, cioè aperte agli operatori economici interessati a parteciparvi ed i criteri di individuazione della migliore offerta sono predeterminati (criterio del prezzo più basso ovvero dell’offerta economicamente più vantaggiosa). Qualora sia utilizzato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, a maggior garanzia di imparzialità, le offerte tecniche sono valutate da apposita Commissione tecnica. In caso di ricorso a tale criterio, in seduta pubblica, prima di procedere all’apertura delle offerte economiche, viene data lettura dei punteggi attribuiti dalla Commissione tecnica. Rai, nel corso degli anni, ha provveduto ad una sempre maggiore apertura al mercato. Infatti, per determinate categorie merceologiche dell’Albo Fornitori Rai (ad esempio servizi di montaggio e scenografici), si è offerta la possibilità di iscrizione a tutti gli operatori economici in possesso dei requisiti generali e di idoneità professionale previsti dalla normativa (cfr. artt. 38 e 39 del d.lgs 163/2006 e, oggi, artt. 80 e 83 del Nuovo Codice Appalti) e di quelli speciali (capacità economica e finanziaria e capacità tecnica e professionale) predeterminati da Rai sempre in conformità alla normativa di riferimento (cfr. artt. da 40 a 45 del d.lgs 163/2006 e, oggi, artt. 83 e 84 del Nuovo Codice Appalti). Inoltre, per affidamenti di particolare rilievo e/o di elevato valore economico Rai, pur muovendosi nell’ambito delle categorie “escluse” del settore radiotelevisivo, ha comunque ritenuto, in totale autonomia, di adottare procedure concorrenziali che si ispirano a quelle previste dal codice degli appalti pubblici (es. pubblicazione del bando di gara). Rai, in conformità all’art. 2 delle Legge di Riforma Rai, provvederà a pubblicare sul proprio sito istituzionale gli adeguamenti degli attuali criteri e procedure di affidamento dei contratti di cui all’art. 49 ter del d.lgs 177/2005 ad avvenuto completamento del processo di revisione qui richiamato. Per i criteri e le procedure relativi alle società Rai Cinema, Rai Com e Rai Pubblicità (interamente partecipate da Rai) che riguardano le assegnazioni dei contratti di cui all’art. 49-ter del predetto D.lgs 177/2005, così come introdotto dalla Legge di Riforma, si prevede un collegamento con i corrispondenti siti delle medesime società.