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Qui comincia l'avventura

I nuovi amori di Vitti e Cardinale. Quel set tormentato dalle passioni delle dive

di Redazione Rai Movie22 febbraio 2021 ore 17:45
Per la censura cattolica Qui comincia l’avventura ha tutte le carte in regola per meritarsi il timbro di “discutibile/scabroso”, essendo un film che “non può essere accettato in tutti i suoi aspetti: l’incontro fra elementi positivi e negativi esige un’attenta valutazione critica, le espressioni verbali, le immagini e/o le situazioni comportano riserve morali”. Se l’estensore di questa sentenza avesse saputo cos’era accaduto su quel set, il suo ‘anatema’ sarebbe stato ben più severo. 

Del film diretto nel 1975 da Carlo Di Palma autori del soggetto sono Amedeo Pagani e Barbara Alberti, che insieme al regista romano firmano anche la sceneggiatura di questa sorta di Trivial Pursuit di cinema, dove gli appassionati possono gareggiare a chi individua per primo i numerosi riferimenti citati nel film. Raccontare cosa accadde durante quelle settimane è per Pagani un tuffo nel passato di cui ha forte nostalgia: lo emoziona e naturalmente lo diverte ripensare anche ai patemi d’animo che ebbe sul set, quando rimase ‘stritolato’ dai due melodrammi sentimentali che ebbero per protagoniste le stesse del film, Monica Vitti e Claudia Cardinale.

Vitti aveva una relazione con Di Palma iniziata alcuni anni prima, ma sul set di Qui comincia l’avventura galeotto fu l’incontro con Roberto Russo, fotografo di scena più giovane di lei di sedici anni, per il quale l’attrice romana perse letteralmente la testa. Un sentimento ricambiato che resiste ancora oggi, con i due sposati da più di venti anni; di questa storia Pagani ricorda come un incubo le serate passate a consolare il disperato Di Palma. 
Cardinale invece era sposata da una decina d’anni con Franco Cristaldi, produttore del film e uomo tra i più potenti del cinema italiano; pur consapevole di dovere molto del suo successo al marito, l’attrice nata a Tunisi era però da tempo stanca di vivere in una specie di bolla impenetrabile, le mancava quella libertà che nessun amore dovrebbe mai affossare. Nelle sue memorie Neile McQueen, moglie di Steve, racconta che durante i soggiorni californiani di Cardinale, era praticamente impossibile invitarla a una semplice serata fra amici senza che fosse accompagnata da tre bodyguard. Inevitabile che l’incontro con un noto dongiovanni come Pasquale Squitieri, che aveva diretto Cardinale l’anno precedente ne I guappi, fosse fatale al matrimonio con Cristaldi: il puntuale arrivo serale della Porsche del regista napoletano sul set di Di Palma ne suggellava la fine. Roberto Andreucci, ultimo segretario di Cristaldi, raccontò che quando Cardinale chiamò al telefono suo marito per dirgli che era finita, con un’azione fulminea Cristaldi spedì un comunicato all’Ansa informando di essere lui l’artefice della fine del matrimonio. L’unica coppia che resse “l’urto” del film di Di Palma fu proprio quella di Pagani e Alberti. 

Di Qui comincia l’avventura Pagani sottolinea che in fondo anticipa i temi resi celebri da Ridley Scott nel suo Thelma e Louise: “due donne che si incontrano, una un po’ ingenua e molto sognatrice, l’altra di scarsa cultura e infelice”. Nel cast doveva esserci anche Terence Hill nel ruolo dell’eroe di Miele/Vitti, che di mestiere fa la maschera in un cinema: purtroppo l’attore veneziano era impegnato altrove e costrinse così il regista ad accontentarsi di mostrarlo sul grande schermo in alcune sequenze di …e continuavano a chiamarlo Trinità. Un vero peccato, perché anche in questo caso il film di Di Palma sarebbe stato anticipatore de La rosa purpurea del Cairo che Woody Allen dirigerà dieci anni dopo. 

A un inizio che sembra un western di Sergio Leone segue una lunga lista di citazioni e omaggi al cinema italiano e internazionale: si va dalle comiche dell’era del muto per finire proprio su I guappi, passando per Il sorpasso; ma anche attraverso l’opera di Pier Paolo Pasolini, con il cameo di Ninetto Davoli un po’ angelo e un po’ diavolo; e poi I clowns, Pat Garrett e Billy Kid, La stangata, Braccio di ferro, Altrimenti ci arrabbiamo

Fra i caratteristi presenti in Qui comincia l’avventura ci sono Guido Leontini e Salvatore Baccaro. Leontini è il marito di Laura/Cardinale, compare pochi minuti, non dice una parola ma basta il suo celebre sguardo per fartelo ‘odiare’: è sempre stato difficile per lo spettatore provare empatia con i personaggi di Leontini. Baccaro, qui nel ruolo di guardia-spalle del boss Michelone, resta una figura inconfondibile nel panorama del cinema italiano degli anni ’70. I suoi tratti somatici ricordano quelli dell’uomo di Neanderthal: fioraio a Cinecittà, Baccaro fu notato proprio per il suo aspetto e reclutato in numerosi western, horror ma anche commedie; poi all’improvviso di lui si persero le tracce senza che nessuno ne sapesse più nulla. Nel 2004 Marco Giusti, nel suo Stracult, invitò il fratello di Baccaro che raccontò della morte dell’attore avvenuta venti anni prima. 

Pagani ricorda il feeling che c’era fra Vitti e Cardinale: entrambe si divertirono a girare quel film e pazienza se a cavallo della moto Honda non ci fosse la Vitti ma la sua storica controfigura Fiorella Mannoia, magistralmente diretta da Remy Julienne, il più grande coordinatore di stuntman d’Europa, scomparso il 21 gennaio 2021. 
Su Di Palma Pagani ha un’idea molto precisa: “indiscutibile come direttore della fotografia, come regista forse era più indicato per storie più vicine al neorealismo che alla commedia”, e il precedente Teresa la ladra, con Vitti protagonista, ne è un po’ la conferma.

Qui comincia l’avventura fu accolto molto bene dal pubblico, meno da alcuni critici come Tullio Kezich, stupiti che una produzione di alto profilo come quella organizzata da Cristaldi potesse aver generato un film così deludente. Pagani sottolinea che all’impianto produttivo non mancava nulla, Cristaldi era un produttore d’altri tempi, profondamente strutturato: “lo chiamavano Tabellina, rivedeva i copioni, li studiava fino in fondo”. Dalla sceneggiatura Pagani è poi passato alla produzione: nel suo curriculum fra gli altri ci sono Theo Angelopoulos, Wong Kar-Wai, Marco Bechis, Milco Mancevski, Pasquale Scimeca. “In tutti i film che ho fatto come produttore - dice oggi - c’è sempre lo zampino dello sceneggiatore, fare film per me significa riempire la mia vita”. E sul mestiere di produttore Pagani ci lascia con una lezione di stile: “il cinema di oggi invita all’omologazione e non mi piace perché è il contrario della creatività. E’ importante che sia il pubblico a cercare la sua opera e non il contrario, non intendo essere corrivo seguendo i gusti del pubblico che nascono non dalla sua anima, ma dalla sua pancia”. 

QUI COMINCIA L’AVVENTURA di Carlo Di Palma - 1975 - 100’
Con Monica Vitti, Claudia Cardinale, Guido Leontini, Fernando Camerini

A cavallo di una potente Honda arriva in un piccolo paese fra la Puglia e la Basilicata un misterioso centauro vestito con una tuta di pelle nera. Parcheggiata la moto, l’uomo entra nella lavanderia di Laura (Cardinale), alla quale consegna dei vestiti da lavare: con la visiera del casco alzata Laura scopre che in realtà il centauro è una donna, il suo nome è Miele (Vitti). Stanca del suo laido marito (Leontini), Laura molla tutto e fugge con Miele, attratta dal suo spirito libero e dalla ricerca di una nuova vita. Prima tappa del viaggio che dovrebbe portare le due donne fino a nord è Napoli; nella città partenopea Miele e Laura devono vedersela con Michelone (Camerini), pericoloso capoclan camorrista che le coinvolge in una partita a poker truccata. Quella con Michelone è solo la prima di una serie di avventure per le due simpatiche amiche. 

Produzione Vides, distribuzione United Artists. Uscita cinema 17 settembre 1975; prima tv ReteA 27 ottobre 1984, prima Rai Rai Movie 16 dicembre 2010 (primi dati rilevabili).

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI
imdb.com
AAVV Nuova guida cinematografica, Ente dello Spettacolo 1977
Tullio Kezich Il mille film, Il Formichiere 1980
Radio Corriere Tv 21/27 ottobre 1984
Neile McQueen Toffel Mio marito un amico, Sperling & Kupfer 1988
Conversazione con Roberto Andreucci, Roma 14 giugno 2019
Conversazione con Amedeo Pagani, 8 febbraio 2021

    
 

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