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La terrazza

Sulla "Terrazza" della Roma borghese un gioco di citazioni e sosia

di Redazione Rai Movie05 gennaio 2021 ore 11:50
Pur con uno scarso successo di pubblico, La terrazza di Ettore Scola rimane un punto fermo nella sua filmografia, è un lavoro che può definirsi un all star visto il cast costituito non soltanto da celebrità, ma anche da una serie di personalità legate al mondo del cinema, della cultura e della politica italiana a cavallo degli anni ’70 e ’80. Impreziosito dal manifesto disegnato da Alberto Sughi, La terrazza è un divertissement per chi ama individuare le varie citazioni di noti lungometraggi e le somiglianze di attori e comparse con personaggi reali - quasi fotocopie quelle di Eugenio Scalfari e Alberto Moravia - che Scola sparge per tutta la sua opera (la prima versione sfiorava le tre ore). 

Sono tante le sequenze presenti in La terrazza rimaste nell’immaginario collettivo: citiamo il tenero abbraccio fra Jean-Louis Trintignant e Vittorio Gassman che i due non si davano dai tempi de Il sorpasso; seduti in un bar, Stefania Sandrelli e Gassman improvvisano una sorta di remake di un famoso sketch di Totò, nel tentativo di non farsi notare da Francesco Maselli; Stefano Satta Flores è un critico cinematografico e intellettuale di sinistra, personaggio analogo a quello interpretato sei anni prima in C’eravamo tanto amati dello stesso Scola; Galeazzo Benti è un attore tornato in Italia dopo il successo riscosso in Sud America, cioè quanto gli era accaduto nella realtà in Venezuela fra la seconda metà degli anni ’50 e tutti i ’70, prima del rientro grazie a La terrazza. Fabio Garriba è un giovane e spocchioso regista, di cui è evidente la somiglianza con Nanni Moretti, allora astro nascente: qui la perfidia di Scola - “dai una macchina da presa a Jekyll e diventa subito Hyde” - raggiunge l’apice nel fargli dirigere un film che cita apertamente L’impero dei sensi di Nagisa Oshima, con la nota scena dell’evirazione. 

Neanche la Rai si salva dalla scure di Scola e dei suoi sceneggiatori Age & Scarpelli grazie al personaggio di Serge Reggiani nel ruolo di un depresso dirigente Rai che tenta di convincere il suo Presidente, interpretato da Mino Monicelli (scrittore, giornalista e fratello di Mario), a concedergli il finanziamento per un film tratto da Il viaggio di Capitan Fracassa. Nel surreale colloquio, con il Presidente intento a farsi tagliare le unghie dei piedi da una pedicure, Reggiani comprende che in azienda non c’è più spazio per lui, anche letteralmente dato il ridimensionamento della sua stanza, per cui decide di lasciarsi morire. Nel 1990 Scola girerà Il viaggio di Capitan Fracassa, ma lo farà lontano dalla Rai. A Marcello Mastroianni Scola affida il compito di impedire a un bambino di guardare in tv un western troppo violento, ma il cambio del canale peggiora le cose a causa dei dialoghi, purtroppo veri, di Processo per stupro, primo documentario su un processo per violenza carnale che la Rai mandò in onda nel 1979. 

Si potrebbe continuare all’infinito descrivendo i ruoli di Ombretta Colli, Carla Gravina, Maurizio Micheli, Elena Fabrizi, Irina Sanpiter, Marie Trintignant, Remo Remotti, Ugo Gregoretti e Venantino Venantini

Ne La terrazza va in scena la crisi politica di quegli anni attraverso uno spaccato della società culturale romana e italiana di quel tempo. Nella finzione proprietario di quella terrazza è Lucio Villari, noto professore di Storia che con il cinema ha sempre avuto un legame speciale: per Scola fu naturale inserire nel cast Villari, che sconta la somiglianza con Enzo Siciliano, al punto da far confondere qualcuno ancora oggi. Del film Villari rivendica la bellezza e l’importanza e si rammarica di saperlo più apprezzato in Francia che nel nostro Paese: “merita la prima serata!”. A proposito di Gassman, a Villari rimase impressa la magrezza dovuta a una cura anticolesterolo che gli creò non pochi problemi sul set, visti i numerosi e succulenti piatti preparati per l’occasione: “per fortuna che aveva con sé Carmen Pericolo, sua fidata assistente che ne sorvegliava ogni movimento”. Per la scena del litigio fra Sandrelli e Gassman furono necessari una decina di ciak, che obbligarono l’attrice viareggina a mangiare più volte pomodori farciti di riso, causa di una lieve indigestione e di un pianto sulla spalla di Villari.

Truccato in modo da somigliare ad Antonio Gramsci, Gassman è Mario, un deputato del Pci che si trova in una situazione analoga a quella in cui si era trovato Palmiro Togliatti per la sua relazione extraconiugale con Nilde Iotti: Villari sottolinea che per un comunista era difficile accettare l’idea di far soffrire qualcuno, in questo caso la moglie di Mario. Restando in ambito Pci, Villari volentieri ricorda l’amico e collega Lucio Lombardo Radice che nel film è Gerardo, probabile omaggio a Gerardo Chiaromonte, allora importante esponente del partito di Enrico Berlinguer, come lo era del resto lo stesso Lombardo Radice. 

Scola era indeciso sul finale, e fu Villari a suggerirgli come chiudere l’opera: mettendosi al pianoforte e suonando musica degli anni ’30 e ’40, in una scena che attira tutti i personaggi maschili, lasciando da parte quelli femminili. Per Villari La terrazza racconta la crisi dell’uomo: la sua figura domina l’intero racconto, risultando però perdente sotto ogni profilo, dall’essere respinto da una donna, al fallimento nella professione, fino ad arrivare all’evirazione citata nel finto film. ù

Fra le donne del cast spicca Milena Vukotic, qui nel ruolo di Emanuela Dorsi moglie di Trintignant. Vukotic è una delle eccellenze del nostro cinema. Una carriera lunga 60 anni, uno sterminato curriculum nel quale è impossibile elencare tutti i maestri, italiani e stranieri, che l’hanno diretta: da Federico Fellini a Luis Buñuel - il preferito di Fellini - passando per Alberto Lattuada e Robert Mulligan e tanti altri di quel livello: “lavorare con Scola era una festa umana e professionale e La terrazza fu un’occasione unica, visto chi c’era su quel set”. Ricordando quei giorni Vukotic cita l’abitudine di Gassman a scrivere poesie, che poi amava leggere durante le sessioni di trucco dove arrivava sempre puntuale. Di Ugo Tognazzi Vukotic ricorda l’incredibile verve di birbante: “evidentemente non si era più tolto i panni del Raffaello Mascetti di Amici miei, anzi forse si allenava per i due successivi capitoli”. Fatto sta che, armato di una bomboletta spray, l’attore cremonese si divertiva a spruzzare acqua sulla nuca del malcapitato di turno, emettendo un finto, rumoroso starnuto.          

Domenica 9 gennaio alle 22.50
LA TERRAZZA di Ettore Scola - 1980 - 146’
Con Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Serge Reggiani

Una bella e grande terrazza affacciata sul centro di Roma è teatro di serate mondane, dove i partecipanti sono esponenti della borghesia intellettuale della capitale. Gli invitati sono molti, si conoscono fra loro, alcuni lavorano nello stesso settore. Luigi (Mastroianni), giornalista politico alle prese con le agitazioni del comitato di redazione del suo quotidiano, tenta di riconquistare la sua ex, diventata celebre conduttrice tv. Mario (Gassman) è uno stanco e disilluso deputato di mezza età del Pci, inaspettatamente coinvolto in una relazione sentimentale con una donna molto più giovane di lui: sposato, Mario è combattuto fra la morale pubblica e la personale felicità. Sergio Stiller (Reggiani) è un dirigente Rai perennemente a dieta al punto da sfiorare l’anoressia, depresso e amareggiato dalla sua azienda che lo emargina ogni giorno di più. Amedeo (Tognazzi) è un produttore cinematografico di opere di serie B, che pur di andare incontro ai desideri della sua donna decide di realizzare un film lontanissimo dalle sue corde, per giunta con un regista a dir poco antipatico. Tutti in terrazza, è ora di mangiare!

Produzione Dean Film/International Dean Film/Film Marceau Cocinor; distribuzione United Artists. Uscita cinema 8 febbraio 1980; prima tv Italia1 6 dicembre 1982, prima tv Rai Rai2 6 gennaio 1990. Palma d’Oro 1980 miglior sceneggiatura e migliore attrice non protagonista (Carla Gravina); Nastro d’Argento miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista (Stefania Sandrelli).

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI
Conversazione con Lucio Villari, 1° luglio 2020
Conversazione con Milena Vukotic, 1° luglio 2020
 

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