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"Una notte italiana" che anticipò Tangentopoli

Mazzacurati esordiente già maturo

di Redazione Rai Movie18 settembre 2020 ore 10:10
“Quando se ne vanno persone che sono come querce, si rimane con meno ombra e riparo”: questo è l’incipit del toccante ricordo che Vinicio Capossela ha dedicato a Carlo Mazzacurati poche settimane dopo la sua scomparsa, avvenuta nel gennaio 2014. Nel leggere le varie testimonianze di chi l’ha conosciuto bene, una caratteristica che viene spesso citata del regista padovano è quella della sua fisicità, che unita alla personalità spiega le parole di Capossela. Di Mazzacurati Roberto Citran è stato prima di tutto amico, poi attore in quasi tutti i suoi lavori: a cominciare da Vagabondi, film girato in 16mm agli inizi degli anni ’80, ritirato poi dalle sale per una questione legata al copyright delle musiche. In occasione de La sedia della felicità, Citran ci ha raccontato la storia dell’amicizia fra lui, Mazzacurati ed Enzo Monteleone, tre ragazzi che con il loro amore viscerale per il cinema furono una luce nella Padova immersa nel buio della violenza politica. 

Il momento del vero debutto per Mazzacurati arriva nel 1987 con Notte italiana. L’idea del film traeva spunto da un racconto del regista e di Monteleone intitolato Bologna game over, dove il protagonista Otello Morsiani indagava su alcuni episodi accaduti in riva al Po (nella realtà Morsiani era un padovano che, tempo prima, aveva regalato ai due una moviola); successivamente Mazzacurati e Franco Bernini ne scrissero soggetto e sceneggiatura col titolo di Notte italiana. A quel punto non restava che trovare un produttore che realizzasse il film. Fu grazie alla passione per il cinema e per lo sport che avvenne l’incontro fra Mazzacurati e Nanni Moretti: i due erano al cinema Rialto di Roma, spettatori di una retrospettiva sul cinema russo con Moretti, che in un inusuale atto di umiltà si era letteralmente inginocchiato di fronte a un riottoso proiezionista, implorandolo di dare il via alla proiezione. Alcuni giorni dopo il regista romano invitò Mazzacurati, discreto rugbista, a far parte della sua squadra di calcetto. In quello stesso periodo Moretti, insieme ad Angelo Barbagallo, aveva fondato la Sacher Film e una delle prime sceneggiature che lessero fu proprio quella di Notte italiana.
Passarono pochi mesi e i due della Sacher proposero alla Rai un “pacchetto” di tre film da produrre insieme a Rai1: il film di Mazzacurati sarebbe stato il primo, seguìto da Domani accadrà di Daniele Luchetti e infine da Palombella rossa dello stesso Moretti. Al tavolo della trattativa erano seduti Moretti e Barbagallo da una parte, dall’altra i vicedirettori generali Mario Motta e Carlo Livi con accanto i vertici di Rai1 rappresentati dal direttore Emmanuele Milano, dal responsabile coproduzioni Carlo Orichuia e dal capostruttura cinema Giuseppe Cereda; la rete ammiraglia delegò poi Cecilia Valmarana a seguire il terzetto di film. 
Barbagallo sottolinea l’importanza dell’aiuto della Rai in quell’accordo e ricorda la straordinaria particolarità che ebbe il set di Mazzacurati dove, fra cast e troupe, per molti Notte italiana costituì un esordio: Barbagallo e Moretti produttori; Valmarana al primo lungometraggio italiano; Citran al primo vero film; Marco Messeri protagonista; Corso Salani e Umberto Contarello aiuti registi, solo per citarne alcuni.
Di Salani, diventato poi attore e regista - il 16 giugno ricorreranno dieci anni dalla prematura scomparsa - Barbagallo ricorda lo zelo nel guidare a velocità sostenuta il suo Volkswagen van anni ’60 con cui accompagnava Mario Adorf, al quale Salani impediva di fare colazione al bar pur di arrivare puntuale sul set. Adorf, attore svizzero di fama internazionale, aveva esordito nel nostro cinema nel 1961 in A cavallo della tigre di Luigi Comencini, film di cui, nel 2002, Mazzacurati ha diretto il remake; solitamente doppiato, in Notte italiana Adorf parla con la sua voce, una scelta che Barbagallo accredita all’ammirazione che Mazzacurati aveva per il poliedrico Adorf. 

In una sequenza che vede Messeri dialogare con Adorf, Mazzacurati omaggia il grande cinema con la celebre novella della rana e dello scorpione: una favola che molti registi hanno citato nei loro film, primo fra tutti Orson Welles in Rapporto confidenziale. Barbagallo rivendica la scommessa vinta insieme a Moretti per aver proposto un cinema diverso da quello che dominava la scena italiana degli anni ’80 e nel farlo ricorda che Notte italiana anticipò la cronaca che avrebbe imperversato durante i primi anni ’90, quella di Tangentopoli.
Il ruolo dello zingaro Gabor assegnato a Citran fu un’idea di Mazzacurati il quale, in ogni suo film, nel delineare un personaggio, pensava per primo al suo amico Bobo Citran. L’attore, in perfetto stile Actors Studio, imparò a memoria alcuni proverbi ungheresi e passò dei giorni ospite in un campo rom. Di Mazzacurati Citran ricorda che nonostante fosse al suo esordio, si dimostrò subito padrone della situazione: aveva le idee chiare, il set era il suo habitat naturale. 
Le riprese terminarono in coincidenza del cambio della guardia a Rai1 fra Milano e Giuseppe Rossini. Il film fu presentato fuori concorso a Venezia dove, durante un rinfresco, Moretti bofonchiò a Citran un complimento che l’attore conserva come una reliquia visto che, per averne un secondo da lui, dovette attendere 25 anni. Chiude le testimonianze Valmarana la quale, trattenendo la commozione, descrive nei dettagli quel “meraviglioso carrello all’indietro” che Mazzacurati fa nella scena d’amore fra Messeri e Giulia Boschi, una ripresa che è il ritratto della sensibilità del regista. Valmarana aveva promesso al suo amico la realizzazione di un cofanetto dvd dedicato alla “Trilogia del Po” con Notte italiana, L’estate di Davide e La giusta distanza: una promessa che ha mantenuto.   

NOTTE ITALIANA di Carlo Mazzacurati - 1987 - 93’
Con Marco Messeri, Giulia Boschi, Mario Adorf, Tino Carraro

L'avvocato Otello Morsiani (Messeri) accetta l'incarico dall'assessore padovano Ettore Melandri (Carraro) di stimare un terreno sito a ridosso del Delta del Po, destinato a diventare parco naturale. Sul posto Morsiani conosce varie persone fra cui Daria (Boschi), una ragazza madre in passato sospettata di terrorismo, e Alvise Tornova (Adorf), ricco proprietario di un allevamento di polli. Lentamente Morsiani scopre segreti e complicità che nascondono le reali intenzioni che Tornova ha su quel terreno sul quale, anni prima, era avvenuto uno strano incidente stradale.

Produzione Sacher Film/Rai1/SO.FIN.A; distribuzione Titanus. Prima cinema 4 settembre 1987, prima tv Rai1 10 novembre 1990. Nastro d’Argento 1988 miglior regista esordiente. 

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI

Cineforum n. 269, novembre 1987
Alberto Barbera (a cura di) Cavalcarono insieme, Electa 2004
Federico Pedroni (a cura di) La trilogia del Po (opuscolo cofanetto dvd), 01 Distribution 2014
Conversazione con Angelo Barbagallo, 20 marzo 2020
Conversazione con Roberto Citran, 20 marzo 2020
Conversazione con Cecilia Valmarana, 20 marzo 2020

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