Rai Movie

Senza nessuna pietà

Venerdì 4 settembre alle 21.10 uno straordinario Favino, con venti chili in più, e un insolito Ninetto Davoli noir

01 settembre 2020 ore 11:40
A scoprire le doti di attore noir di Ninetto Davoli furono i francesi, maestri riconosciuti di uno dei generi cinematografici più amati dal pubblico. Nel 1989 Davoli era Gino, un marsigliese, nell’episodio Main pleine della nota serie tv Série noire; sei anni dopo per l’attore romano di origini calabresi arrivò la “consacrazione” anche da noi, grazie al ruolo di Tenente in L’anno prossimo vado a letto alle dieci di Angelo Orlando. Ancora oggi Davoli ride quando rammenta il suo stupore nel vedersi assegnata la parte di un pazzo sanguinario nel film di Orlando: una reazione che non ha più da tempo grazie alle successive, analoghe performance su piccolo e grande schermo. Fra queste ultime c’è Senza nessuna pietà, diretto nel 2014 dall’esordiente Michele Alhaique.

Davoli è Santili, patriarca di una piccola ma pericolosa gang di taglieggiatori della periferia romana. L’attore ricorda che all’inizio della sua professione non c’era produttore o regista che pensasse a lui per un thriller, un horror o semplicemente un poliziottesco, genere in voga negli anni ’70: la causa era da addebitarsi - sostiene - a quel suo essere “marchiato a fuoco” come attore pasoliniano e di commedie. In effetti nei suoi primi venticinque anni di carriera c’è un solo caso: Abuso di potere, un poliziottesco diretto da Camillo Bazzoni nel 1972 in cui Davoli è lo spacciatore Yoyo. Cresciuto nelle borgate della capitale, dove le amicizie buone si alternano a quelle cattive, per il personaggio di Santili Davoli non ha fatto altro che reinterpretare linguaggio e mimica appresi sul campo.

Sullo stato di salute del noir italiano Maurizio Piazza, coproduttore di Senza nessuna pietà, esprime ottimismo: “a patto che questi film vengano prodotti in un numero maggiore, anche a costo di qualche inevitabile flop al botteghino”. Dopo essersi conosciuti al Centro Sperimentale di Cinematografia, Alhaique consegnò a Piazza la sceneggiatura del film scritta insieme ad Andrea Garello ed Emanuele Scaringi. Lo script, in cui emergono le influenze del cinema di Jacques Audiard, Michael Mann e François Truffaut, passò poi nelle mani di Pierfrancesco Favino, profondo appassionato di noir, il quale non si accontentò del ruolo di protagonista ma chiese anche quello di coproduttore a fianco di Piazza e Alexandra Rossi. La sceneggiatura arrivò infine sulla scrivania di Carlo Brancaleoni, responsabile produzione di Rai Cinema per le opere prime e seconde, grazie al quale si dette il via definitiva al progetto.

Il film venne presentato in concorso al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti. Contemporaneamente, in quella ufficiale c’era Anime nere, altro noir coprodotto da Rai Cinema, per molti un capolavoro assoluto e vincitore morale della rassegna. Il film di Alhaique fu accolto con favore dalla critica: un successo confermato qualche settimana dopo al Toronto International Film Festival.

Con un cast in stato di grazia - dall’esperto in ruoli di villain come Claudio Gioè alla quasi esordiente Greta Scarano, fino ad Adriano Giannini, straordinario nella parte del viscido Manuel - al Lido le attenzioni dei giornalisti furono rivolte quasi tutte alla trasformazione fisica di Favino. Per interpretare Mimmo, Favino si era sottoposto a una speciale dieta che gli aveva consentito in poco tempo di ingrassare ben venti chili. Piazza sostiene che la bravura e la classe di Favino diventano evidenti perché, in quella metamorfosi fisica, di chili l’attore romano sembra averne presi il doppio, ma nonostante ciò egli “abita” quell’inedita fisicità come fosse stata sempre sua. Un mutamento che ha permesso a Favino di sentire in maniera totalizzante il proprio personaggio. Per capire meglio il metodo di lavoro di Favino, somigliante a quello che si insegna all’Actors Studio, Piazza suggerisce di (ri)vedere l’attore ne Il traditore di Marco Bellocchio e in Hammamet, ultima fatica di Gianni Amelio in cui Favino interpreta Bettino Craxi.
 




SENZA NESSUNA PIETA’ di Michele Alhaique - 2014 - 95’
Con Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioè, Adriano Giannini, Ninetto Davoli

Periferia romana. Mimmo (Favino) è un carpentiere e fa parte di una piccola ma pericolosa gang di taglieggiatori in cui lui, insieme a un suo amico siciliano chiamato il Roscio (Gioè), ha il compito di riscuotere il pizzo. Orfano di padre ucciso in un regolamento di conti, Mimmo è cresciuto in casa dello zio insieme al cugino Manuel (Giannini). A Mimmo viene affidato l’incarico di scortare Tania (Scarano), una giovane prostituta destinata a passare la notte con Manuel. Durante il viaggio Mimmo sente nascere dentro di sé un sentimento mai provato prima per la giovane donna. Tania diventa così il motivo che serve a Mimmo per abbandonare la propria condizione di malavitoso. Ma “la famiglia” la pensa diversamente.

Produzione Lungta Film/PKO/Rai Cinema; distribuzione BIM. In concorso nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2014. Uscita cinema 11 settembre 2014; prima tv Rai4 13 ottobre 2018.

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione
 

FONTI
Il Tempo, 11 settembre 2014
Il Manifesto, 11 settembre 2014
Il Mattino, 11 settembre 2014
Conversazione con Ninetto Davoli, 14 ottobre 2019
Conversazione con Maurizio Piazza, 14 ottobre 2019
 

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