Rai Movie

Mine vaganti di Ozpetek

Un cast di prim'ordine per uno dei film italiani di maggior successo del primo decennio degli anni 2000

di Redazione Rai Movie 13 luglio 2020 ore 13:07
Di Mine vaganti una cosa è certa: è stata un’esperienza divertente e umanamente indimenticabile per tutti, produzione, cast e troupe. Leggere e ascoltare i racconti di chi è stato su quel set fa pensare più a una gita scolastica di fine anno che alle riprese di uno dei film italiani di maggior successo degli anni ’10, con Ferzan Ozpetek “preside”, Ilaria Occhini “insegnante” ed Ennio Fantastichini “capoclasse” di una schiera di “alunni”, tutti immersi nella magia del Salento. 

L’idea del film nacque a New York nel 2005 quando, durante la presentazione del suo La finestra di fronte, a Ozpetek si avvicinò un amico che viveva col fratello e che aveva rivelato ai propri genitori la sua omosessualità. Passarono alcuni anni e il regista nato a Istanbul, ripensando a quell’episodio, ne parlò con il produttore Domenico Procacci della Fandango, che entusiasta del racconto contattò Cecilia Valmarana, in quel momento responsabile produzioni di Rai Cinema. Intanto Ozpetek e Ivan Cotroneo avevano iniziato a scrivere soggetto e sceneggiatura e nel farlo il primo attore che venne in mente a Ozpetek fu Riccardo Scamarcio. Sicuro del suo successo, nel presentare lo script di Mine vaganti Procacci intendeva sdebitarsi con Rai Cinema per il decisivo aiuto che aveva ricevuto per Un giorno perfetto dello stesso Ozpetek: un film drammatico che - Valmarana ne è certa - prima o poi verrà rivalutato, ma che nel 2008 non riscosse il risultato sperato. Nell’accordo fra Rai Cinema e Fandango, 01 Distribution si impegnò a far uscire Mine vaganti in 500 copie, di cui una decina con sottotitoli destinate ai non udenti. 
Il film segna la prima volta di Ozpetek lontano da Roma: la location scelta fu quella di Lecce e dintorni. Quanto alla troupe, Valmarana riserva parole di simpatia e ammirazione per Gianluca Leurini, produttore esecutivo, conosciuto come “4 di tutto”, uno in grado di prevenire e/o risolvere qualsiasi tipo di problema, “dal vento che si alza improvvisamente, al mal di denti di un attore”. La troupe era numerosa, sul set arrivarono via via attori, tecnici e lo stesso Cotroneo, pronto a ridefinire scene e dialoghi ove ce ne fosse bisogno. 
Carolina Crescentini racconta quelle giornate dell’autunno 2009 come se fossero accadute ieri. Crescentini, che ha il ruolo della nonna dei Cantone quando era una ragazza, fu segnalata a Ozpetek dal celebre costumista Piero Tosi, che dopo averla studiata a fondo, aveva convinto il regista che Crescentini era una credibilissima Occhini “da giovane”. Nel film Crescentini non pronuncia una sola parola: il suo dramma interiore è evidente grazie a una serie di sguardi intensi e tristi, quelli di una donna costretta a rinunciare al vero amore e a ripiegare su uno che vero non è. Quando parla di Ozpetek, non solo ne elogia la simpatia e sensibilità artistica e umana, ma attribuisce al regista anche il merito di rendere gli attori partecipi del film fin dai sopralluoghi. Crescentini ricorda il ruolo di “capoclasse” di Fantastichini, come fa anche Daniele Pecci che nel film è Andrea, uno degli amici gay di Tommaso/Scamarcio. E aggiunge un simpatico aneddoto: eccetto Ozpetek e Scamarcio che erano alloggiati in un hotel del centro di Lecce, il resto del cast era stato sistemato in un albergo fuori città e per gli spostamenti c’era un pulmino che li prelevava la mattina per portarli sul set. Sulle prime Fantastichini si lamentò del trattamento riservato a un “anziano di 54 anni” come lui, con alle spalle un curriculum di alto profilo, ma bastarono pochi giorni perché a quel viaggio quotidiano nessuno volesse rinunciare: sembrava davvero una gita scolastica, con Fantastichini entusiasta di guidare il gruppo. 

Pecci arrivò sul set grazie al ricordo che Ozpetek aveva di lui dopo averlo visto nella serie tv Il bello delle donne. Il regista doveva ancora affidare i ruoli dei quattro amici gay di Tommaso e concesse a Pecci la facoltà di scegliere per primo. L’attore romano optò per quello più “estremo”: Andrea è il più sopra le righe di tutti e per Pecci, abituato a ben altri ruoli, quello di Andrea costituiva una sfida, poi puntualmente vinta. Pecci spiega così il suo personaggio: “Andrea mi dava la possibilità di giocare di più, era forse il più gay di tutti, obbligava a un particolare studio, nel film assumo una serie di movimenti impercettibili che purtroppo lo spettatore difficilmente coglie”. 

Di Occhini scherzosamente Ozpetek dichiarò che l’aveva voluta semplicemente per la sua bellezza. In Mine vaganti l’attrice fiorentina è protagonista di alcune sequenze struggenti, come quella in cui si “libera” dalla condizione di malata gustando un mucchio di dolci: un inno alla libertà da qualsiasi condizionamento, oltre che un omaggio a La finestra di fronte. Il cibo è spesso presente nel cinema di Ozpetek e Mine vaganti non fa eccezione: è durante un pranzo di famiglia che assistiamo all’outing di Antonio/Alessandro Preziosi, un momento che evoca anche il nuovo cinema danese - Festen su tutti - o il tenero confronto a suon di tramezzini mangiati da Tommaso e Alba Brunetti/Nicole Grimaudo, in un “duello” dal doppio significato che richiama quello, meno delicato, presente in Tom Jones di Tony Richardson. Proprio Scamarcio fu protagonista di un divertente episodio accaduto sul set: dopo aver litigato varie volte con Ozpetek per la sua continua pretesa di accorciare ogni giorno i capelli dell’attore pugliese, a quest’ultimo fu chiesto di ripetere una scena perché quella precedente non era venuta bene; Scamarcio iniziò a recitare senza accorgersi che la troupe aveva furtivamente abbandonato il set. Quando l’attore si rese conto di essere stato lasciato solo, iniziò a inveire urlando frasi irripetibili contro tutto e tutti: solo in quel momento cast e troupe sbucarono fuori da chissà dove, lasciandosi andare ad un fragoroso applauso.  

MINE VAGANTI di Ferzan Ozpetek - 2009 - 110’
Con Riccardo Scamarcio, Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Alessandro Preziosi

Lecce. Vincenzo Cantone (Fantastichini) è il proprietario di un importante pastificio in procinto di cedere il ruolo ai suoi adorati figli, Antonio (Preziosi) e Tommaso (Scamarcio). I due fratelli nascondono un segreto: sono entrambi omosessuali. Antonio è pronto a confessare la sua condizione, conscio che questa gli costerà l’espulsione dall’azienda e anche dalla famiglia; stessa cosa vorrebbe fare Tommaso, anche perché di seguire l’attività paterna non ne ha proprio voglia, vista la sua intenzione di diventare scrittore. E’ durante un pranzo dove tutti i Cantone sono riuniti a tavola che Antonio, anticipando Tommaso, fa la sua dichiarazione fra gli esterrefatti commensali. L’unica a capire il particolare momento è la nonna dei due fratelli (Occhini), comprensiva perché a suo tempo, da giovane, si era trovata in una situazione analoga.  

Produzione Fandango/Faros/Rai Cinema; distribuzione 01 Distribution. Anteprima mondiale Festival di Berlino 2010, sezione Panorama; uscita cinema 12 marzo 2010; prima tv Rai1 2 maggio 2012. David di Donatello 2010 attore non protagonista (Fantastichini) e attrice non protagonista (Occhini); Nastro d’Argento miglior commedia, attore non protagonista (Fantastichini), attrice non protagonista (Lunetta Savino ed Elena Sofia Ricci), miglior fotografia (Maurizio Calvesi), miglior canzone originale (Patty Pravo); Globo d’Oro miglior film, miglior sceneggiatura (Ozpetek e Cotroneo), fotografia (Calvesi), attrice rivelazione (Grimaudo). 

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI
Conferenza stampa presentazione del film, Roma e Torino marzo 2010
Uno Mattina Estate, Rai1 22 luglio 2019
Conversazione con Carolina Crescentini, 6 aprile 2020
Conversazione con Daniele Pecci, 6 aprile 2020
Conversazione con Cecilia Valmarana, 9 aprile 2020

 

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