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L'albero degli zoccoli

Venerdì 24 luglio alle 0.00, Rai Movie ricorda Ermanno Olmi nel giorno del suo compleanno con il capolavoro L'albero degli zoccoli​​​​​​​

di Redazione Rai Movie23 luglio 2020 ore 22:33


L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi nel maggio 1978 conquistò a Cannes la Palma d’Oro. Dopo la proiezione sulla Croisette l’opera del regista bergamasco uscì in sala nel settembre successivo e poco più di un anno dopo, diviso in due parti, alla vigilia di Natale e a Natale stesso, il pubblico televisivo italiano poté godere di questo magnifico regalo fatto dalla Rai.

Per una bizzarra coincidenza la prima stesura del soggetto Olmi l’aveva scritta nel 1954, anno di nascita della tv, ma fu dopo la metà degli anni Settanta che il direttore di Rai1 Mimmo Scarano, coadiuvato da Ludovico Alessandrini, Giulio Mandelli e Paolo Valmarana, decise di approvare il progetto. Le riprese iniziarono nel febbraio 1977 per terminare tre mesi dopo; il cast fu scelto dopo numerosi provini effettuati nelle province di Brescia e Bergamo; Mandelli e Valmarana seguirono le riprese lasciando libertà d’azione a Olmi, ammirandone il metodo di regia e direzione del set.

Fondamentale fu l’intervento della Rai anche in sede di edizione italiana, che fu interamente finanziata dall’azienda. Il doppiaggio de L’albero degli zoccoli venne effettuato nella cascina di Martinengo, paesino set delle riprese, tramite due registratori Nagra: sul primo c’era il nastro con i dialoghi in dialetto, che i contadini protagonisti del film ascoltavano in cuffia per ripetere poi la stessa frase in italiano da incidere sul secondo.

Alla 31esima edizione del festival di Cannes il film fu proiettato durante la seconda giornata e ottenne un successo di cui Valmarana andò fiero, rimanendo però scettico sulla vittoria finale. I suoi timori apparivano fondati: sia per la vittoria conseguita soltanto un anno prima da Padre padrone, coprodotto da Rai2, sia per la sensibilità artistica di Alan J. Pakula, presidente di giuria e regista di un cinema certamente diverso da quello di Olmi, sia per il livello degli altri film in concorso, tra i quali concorrenti temibili come Tornando a casa, Violette Nozière, Ciao maschio, Pretty Baby, Ecce bombo, Fuga di mezzanotte e Molière, quest’ultimo coprodotto da Rai2, in una sorta di derby interno all’azienda. Ma l’opera di Olmi mise tutti d’accordo: votato all’unanimità, L’albero degli zoccoli trionfò.

 

L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI di Ermanno Olmi - 1978 - 175’

Con Luigi Ornaghi, Lucia Pezzoli, Franco Pilenga, Carmelo Silva

 

Bassa bergamasca, fine ‘800. Quattro famiglie di contadini condividono le fatiche che quella terra riserva loro ogni giorno. Non c’è soltanto il lavoro a scandire le giornate: anche l’amore è protagonista, come quello fra Stefano (Pilenga) e Maddalena (Pezzoli). Ma la povertà è sempre in agguato.

Produzione Gpc/Italnoleggio/Rai1, distribuzione Italnoleggio. Palma d’Oro e Premio Ocic Cannes 1978; David di Donatello miglior film; Nastro d’Argento miglior regia, miglior soggetto originale, sceneggiatura, fotografia, scenografia e costumi.

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione
 

FONTI

Lorenzo Codelli (a cura di) L’albero degli zoccoli 30 anni dopo Federico Motta Editore, 2008.

Conversazione con Alessandro Calosci, direttore di produzione di Ermanno Olmi, Roma 12 dicembre 2018.


 

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