Rai Movie

Intervista di Federico Fellini

Mercoledì 15 alle 23.30

di Redazione Rai Movie13 luglio 2020 ore 14:04
In una delle sequenze de La dolce vita, Marcello Mastroianni e Anita Ekberg danzano guancia a guancia con lui che, ipnotizzato dalla bellezza di lei, le sussurra all’orecchio chiedendole chi sia veramente. Quasi trent’anni dopo, in Intervista i due attori guardano quella scena e mentre lei si commuove, lui le chiede “Ma chi sei tu? Sei una dea? La madre? Il mare profondo? La casa? Sei Eva, la prima donna apparsa al mondo? Quante domande ti vorrei fare ancora Anita… per esempio che c’avresti ‘n goccettino de grappa?”.
Intervista è un altro autoritratto di Federico Fellini, ma questa volta il regista non delega al suo attore-feticcio il proprio ruolo, riservandolo invece a stesso con tanto di nome e cognome. Per Fellini questo è un film confessione, un Amarcord. Nel recensirlo Alberto Moravia affermò che solo Marcel Proust e Fellini erano riusciti a raccontare la memoria come “oggetto rappresentabile, essendo questa più un’atmosfera”; ma il regista, per Moravia, con Intervista aveva fatto di più, mescolando memoria e ricordi, questi ultimi riferiti alla Roma dei suoi esordi.

Da tempo Fellini aveva in mente un film tratto da Amerika di Franz Kafka, uno dei tanti progetti rimasti tali. Ebbe miglior fortuna presentando la sceneggiatura di Cinecittà, poi diventato Intervista, al direttore di Rai1 Emmanuele Milano e al suo capo struttura Giuseppe Cereda. Del racconto di Kafka Fellini inserì un frammento nello script, quello della sequenza in cui chiede a Mastroianni di accompagnarlo a Villa Pandora, residenza di Grottaferrata della Ekberg, per chiederle di fare un provino per Brunelda, uno dei personaggi di Amerika. Da sempre influenzabile da cabale o segni premonitori, la scelta di affidare a Sergio Rubini la parte di se stesso giovane fu facile per Fellini grazie a Marcello Rubini, il protagonista de La dolce vita. Con la supervisione del delegato Rai Silvio Specchio, il primo ciak fu dato nell’agosto 1986 a Cinecittà, con i dirigenti degli studi sicuri che il film fosse un omaggio alla città del cinema che l’anno successivo avrebbe compiuto 50 anni: era invece solo una casualità.

Per l’ottava volta consecutiva Giuliano Geleng, insieme a suo padre Rinaldo, era su un set di Fellini; per il maestro i Geleng sono stati autori di pitture e affreschi. Geleng ama sottolineare l’amore che Fellini nutriva per il disegno: tutti i suoi film sono nati da schizzi preparatori che faceva quasi meccanicamente. Geleng rammenta come Fellini ritraesse i futuri protagonisti dei suoi film, disegnandoli anche nei dettagli. Appena si svegliava Fellini disegnava quello che aveva sognato per non dimenticarsene. Per Geleng quelli del regista sono disegni fantastici e quattro pagine di questi sono state il regalo che Fellini gli fece come suo artista e amico. In effetti Fellini aveva iniziato la sua carriera come disegnatore per la rivista satirica Marc’Aurelio, nata negli anni ’30 e pubblicata fino alla fine dei ’50.

Dopo la breve apparizione in E la nave va, per Intervista Francesca Reggiani vinse un regolare provino. Per l’attrice l’incontro con Fellini era scritto nelle stelle o, meglio ancora, nelle vignette del Marc’Aurelio: Vito De Bellis, uno dei fondatori della rivista, era il padre di Francesco, zio della Reggiani, mentre il nonno materno dell’attrice, Primo Parrini, oltre a essere stato 75 anni fa uno dei fondatori dell’agenzia Ansa, era anche uno degli editori della rivista. Reggiani racconta che andava al trucco alle prime ore dell’alba, poi arrivava Fellini e solo in quel momento le scriveva i dialoghi. Quando il regista si posizionava accanto al direttore della fotografia Tonino Delli Colli e si rivolgeva all’attrice, Reggiani faceva una fatica immane a capire cose volesse a causa della sua celebre voce dal tono troppo basso. Reggiani afferma che quello di Fellini era un “caos ordinato”, quasi una festa; ma quando si irritava sapeva essere sgradevole, come quella volta con Maurizio Mein, suo storico aiuto-regista che nel film interpreta se stesso. Mein era salito su una gru alta almeno trenta metri con Fellini che, dal basso, gli ordinava di gesticolare con una mano e con l’altra di tenere un megafono. All’obiezione di Mein su come potesse reggersi senza cadere, il regista replicò: “Che non c’hai il pisello prensile?”.

Le riprese terminarono nel febbraio 1987 e il film fu presentato fuori concorso al Festival di Cannes, la cui giuria era presieduta da Yves Montand: pur di gratificare Fellini, l’attore italo-francese pretese l’istituzione del Premio per il Quarantennale del Festival. A Mosca andò ancora meglio, grazie alla scelta della giuria guidata da Robert De Niro di consegnare a Fellini il primo premio.
Per la prima tv, Fellini tempestò di telefonate i vertici Rai chiedendo che il suo film fosse trasmesso senza alcuna interruzione. Al direttore generale Gianni Pasquarelli, che intendeva far rispettare almeno la messa in onda del tg fra il primo e il secondo tempo, si contrappose la decisione del presidente Enrico Manca il quale, solidale con il regista, impose che Intervista andasse in onda senza nessun break. Il beau geste di Manca, che Fellini definì “un atto d’amore verso il cinema”, causò gli strali di Franco Zeffirelli, tutti riservati a “quel raccomandato di Fellini”.   

INTERVISTA di Federico Fellini - 1987 - 113’
Con Sergio Rubini, Antonella Ponziani, Marcello Mastroianni, Anita Ekberg

Mentre Federico Fellini sta girando a Cinecittà un film tratto dal romanzo di Frank Kafka “Amerika”, arriva un gruppo di giornalisti giapponesi intenzionati a strappargli un’intervista in esclusiva. Fellini inizia la sua storia quando, giovane giornalista (Rubini), visitò per la prima volta i celebri stabilimenti cinematografici. Il racconto del regista è interrotto da una serie di eventi, i più disparati: da una telefonata anonima che avverte della presenza di una bomba a un improvviso uragano. C’è spazio anche per la commozione grazie all’incontro fra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, una accanto all’altro a (ri)vedere QUEL film che li ha consegnati alla leggenda.

Produzione Aljosha/Cinecittà/Fernlyn/Rai1; distribuzione Academy. Uscita cinema 28 settembre 1987, prima tv Rai1 9 luglio 1991. Premio del 40° Anniversario Festival di Cannes 1987. Primo premio al Festival di Mosca 1987. Globo d’Oro 1988 miglior film.

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI

L’Espresso, 1 novembre 1987
La Stampa, 10 luglio 1991
Mario Verdone Federico Fellini, Il Castoro 1995
Aldo Grasso Storia della televisione, Garzanti 2000
Matilde Hochkofler Marcello Mastroianni, Gremese 2006
Tullio Kezich Federico, Feltrinelli 2010
Jean A. Gili Marcello Mastroianni, EdizioniSabinae 2019
Conversazione con Giuliano Geleng, 20 dicembre 2019
Conversazione con Francesca Reggiani, 21 dicembre 2019
 

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