Rai Movie

Squadra antifurto

Tomas Milian, quel cubano gentile che in Italia divento' star del 'poliziottesco'

di Redazione Rai Movie23 giugno 2020 ore 20:01
“È ora di smetterla con questi cubani che vengono in Italia a rubare il posto agli attori italiani”. Stando a Tomas Milian è così che Gian Maria Volonté si esprimeva fra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, quando l’attore milanese faticava a trovare una parte in un film, mentre il suo collega cubano aveva già nel proprio curriculum registi come Mauro Bolognini, Citto Maselli, Alberto Lattuada, Nanny Loy. Forse non fu un caso che Carlo Lizzani, per il suo Banditi a Milano del 1967, assegnò a Volonté il ruolo del bandito e a Milian quello del poliziotto, evitando qualsiasi contatto fra i due durante le riprese. Per Milian il primo impatto con l’Italia era stato addirittura violento: nel 1958 a Spoleto, alla fine di Il poeta e la musa di Jean Cocteau, un mimo gli dette uno spintone facendolo cadere dal palco perché lo considerava un raccomandato: il risultato fu per Milian una ferita al braccio ricucita con 17 punti di sutura.

Se negli anni ’60 Milian diventa celebre con il nostro western, è nel decennio successivo che arriva a essere una star grazie al poliziottesco. Nel 1976 Milian debutta nel ruolo del maresciallo Nico Giraldi, protagonista in undici film fino al 1984: fra questi c’è Squadra Antifurto (in onda su Rai Movie giovedì 25 alle 19.20) diretto da Bruno Corbucci proprio nel 1976. Del numeroso cast fecero parte fra gli altri Giuseppe Pambieri, Anna Bonaiuto e Franco Oppini, tutti e tre all’inizio delle loro carriere.
Fino a un recente passato Pambieri è stato più volte riconosciuto in strada da gente che poi lo ha salutato chiamandolo “er Tapparella”, il personaggio che l’attore nato a Varese interpreta in Squadra Antifurto, suo quarto film. Pambieri, che aveva esordito proprio in un poliziottesco, racconta questo episodio con divertimento misto a sorpresa visto che fra tv, cinema e teatro, il secondo lo ha frequentato poco e non certo per sua scelta. Di quel cinema sottolinea la dose di ingenuità che però non incideva mai negativamente sul film, anche per merito della bravura e professionalità di registi come Corbucci (erano opere che si giravano in sole 5/6 settimane). Pambieri ricorda con simpatia Franco Lechner, in arte Bombolo, qui “er Trippa” (nei successivi film assumerà il nomignolo di “Venticello”), suo complice nella gang di ladri. L’unica amarezza che Pambieri ebbe con il film di Corbucci fu al momento del doppiaggio quando, intenzionato a prestare la propria voce a se stesso, gli fu preferito Cesare Barbetti, storico doppiatore di tanti divi, fra i quali lo stesso Milian.
Anna Bonaiuto, anche lei al quarto film, entrò nel cast di Corbucci grazie alla sua amica Sandra Cardini, celebre costumista, collaboratrice del regista e amica di Milian, la quale per il ruolo di una testimone le fece guadagnare 50mila lire: una somma che secondo l’attrice nata in Friuli equivaleva a una rata d’affitto di quei tempi per un appartamento del centro della capitale. Quella somma si rivelò una goccia rispetto al mare dei quasi due miliardi di incasso al botteghino.
Squadra antifurto segnò l’esordio di Oppini, allora già uno dei Gatti di Vicolo Miracoli, gruppo che di lì a poco la trasmissione di Rai1 Non stop avrebbe reso celebre. Nel film Oppini è Luigi Rapetti, detto “Frustino”; sul set l’attore nato nel mantovano rimase sorpreso dal carattere taciturno di Milian, professionista gentile, disponibile ma caratterialmente lontano dal personaggio che interpretava. Per la sequenza all’ippodromo di Capannelle, Corbucci fece sistemare sul terreno delle pedane che permisero a Milian di attenuare quei 10/15 centimetri di altezza che lo separavano dallo “spilungone” Oppini.

Nel film Corbucci omaggia suo fratello Sergio con un dialogo fra Milian e Nello Pazzafini, qui capitano di una nave spagnola, dove il primo dice al secondo “Vamos a matar, compaňeros” che è il titolo del western che Sergio aveva girato sei anni prima con Milian protagonista. Nei poliziotteschi non era rara la presenza di attori americani: qui c’è Robert Webber, straordinario second role, con una carriera cinetelevisiva sterminata (un titolo su tutti: La parola ai giurati, in cui Webber è il giurato n. 12). In Squadra Antifurto Webber corrompe politici e generali per la vendita di mezzi militari: un riferimento nemmeno tanto nascosto allo scandalo Lockheed, che nella metà degli anni ‘70 imperversava nelle cronache italiane.

SQUADRA ANTIFURTO di Bruno Corbucci - 1976 - 100’
Con Tomas Milian, Lilli Carati, Giuseppe Pambieri, Robert Webber

Roma. Osvaldo Proietti (Pambieri), conosciuto come “er Tapparella”, è capo di una piccola gang di “topi d’appartamento”. Convinto di rubare denaro contante nella cassaforte del malcapitato di turno, Proietti si trova in mano un’agenda zeppa di nomi e appunti riferiti a politici e generali italiani e americani. L’agenda è di Ralph Douglas (Webber), ambiguo uomo d’affari statunitense: vistosi sottratta quella che è la prova del suo essere un corruttore, scatena contro Proietti un gruppo di killer professionisti. Sul furto inizia a indagare il maresciallo Nico Giraldi (Milian), un tipo che quando lo guardi pensi più a un reduce di Woodstock che a un poliziotto.

Produzione Cinemaster; distribuzione Titanus. Uscita cinema 29 ottobre 1976; prima tv Rete4 28 febbraio 1987, prima tv Rai, Rai Movie 7 aprile 2008.

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI
imdb.com
audirai.rai.it
Giorgio Navarro e Fabio Zanello Tomas Milian er cubbano de Roma, Molino Editore 1999
Conversazione con Giuseppe Pambieri, 18 ottobre 2019
Conversazione con Anna Bonaiuto, 20 ottobre 2019
Conversazione con Franco Oppini, 20 ottobre 2019
 

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