Rai Movie

Anche i soldati invecchiano

Ford e Wayne insieme per un grande western: I cavalieri del Nord Ovest, giovedì 25 alle 15.45

di Redazione Rai Movie23 giugno 2020 ore 17:07

Dei tre lungometraggi diretti da John Ford dedicati alla Cavalleria, I cavalieri del Nord Ovest (il film è presente anche su RaiPlay) è il secondo e il regista del Maine lo riteneva superiore sia al precedente Il massacro di Fort Apache che al successivo Rio Bravo. I protagonisti sono dei soldati, ma il lavoro di Ford è un inno antimilitarista oltre che una commovente analisi della vecchiaia, un momento della vita in cui, sosteneva il regista, “ci sentiamo o ci fanno sentire inutili”. 

Di questo film, uscito nelle sale nel 1949, sono molte le sequenze entrate nella storia del cinema: come quella del monologo di Nathan Brittles, interpretato dal quarantaduenne John Wayne, per l’occasione “invecchiato” di venti anni, inginocchiato sulla tomba della moglie, una scena questa omaggiata da Clint Eastwood nel suo Gli spietati; o anche quella della consegna di un orologio da taschino allo stesso Brittles, regalo della truppa per il suo imminente pensionamento.
Ispiratosi alle opere di Frederic Remington, pittore americano della seconda metà dell’800, Ford ottenne dal direttore della fotografia Winton C. Hoch uno straordinario lavoro, come ad esempio la Monument Valley ripresa in controluce. Tratto dai racconti di James Warner Bellah War Party e The Big Hunt, il titolo originale She wore a yellow ribbon allude al nastro giallo con cui il personaggio di Olivia Dandridge rivela il suo status di sposa promessa; il giallo è pure il colore della striscia dei pantaloni dei soldati, l’unico ornamento che hanno in comune le divise unioniste del nord con quelle confederate del sud. She wore a yellow ribbon è anche una vecchia canzone e non è la prima volta che Ford trae spunto da un classico musicale: basti ricordare My darling Clementine, diventata poi il titolo originale di Sfida infernale

Come molti registi, anche Ford aveva un suo clan di attori con i quali amava lavorare. Oltre a Wayne, nel cast de I cavalieri del Nord Ovest ci sono Harry Carey Jr., figlio di Harry Carey, star del western all’epoca del cinema muto e amico di Ford, e Ben Johnson, qui nella parte del sergente Tyree. Grandi amici dentro e fuori il set, nel marzo 1996 Carey Jr e Johnson furono i testimonial di una retrospettiva sul western al Bergamo Film Meeting. I due raccontarono alcuni aneddoti su Ford e Wayne: Carey Jr rivelò che il Duca, mentendogli, aveva finto di accettare l’invito al suo matrimonio con Marilyn Fix solo perché la donna era figlia del grande caratterista western Paul Fix, facendo arrabbiare non poco il neo sposo. Wayne e Ford restarono legati per sempre: pochi giorni prima di morire Ford chiese di vedere il suo attore per un ultimo saluto. Impegnato a Seattle per le riprese di E’ una sporca faccenda tenente Parker, con un aereo privato il Duca volò a Palm Desert per un’ultima chiacchierata con il suo maestro. 

Con circa 130 film e 4 Oscar, per molti Ford è il regista americano più prestigioso, maestro di quello che André Bazin definì “il genere americano per eccellenza”, il western. Per anni parte della critica italiana e internazionale ritenne Ford uno “yankee fascista”: Elio Petri ricordò più volte che, durante il periodo passato nella redazione de L’Unità, di Ford era obbligatorio parlare male. Questa avversione accompagnò Ford anche durante gli ultimi anni di vita, come ad esempio nel 1971 quando Jane Fonda, in quel momento meglio conosciuta come Hanoi Jane, capeggiò una contestazione contro il presidente Richard Nixon per la sua intenzione di gratificare Ford con la Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile americana. Era la prima volta che quel premio andava a un regista e la cerimonia voleva essere un omaggio a un grande artista, autore di film memorabili, non di rado con protagonista Henry Fonda. Di Ford si ricorda la celebre frase pronunciata di fronte alla Commissione McCarthy: “Mi chiamo John Ford. Faccio western!”. Ma per meglio comprendere l’uomo c’è Robert Parrish, regista anche lui e più volte collaboratore di Ford. Del suo maestro Parrish ripeteva spesso un monito: “Fai il bene di nascosto. E arrossisci se vedi che lo hanno scoperto”. 

I CAVALIERI DEL NORD OVEST di John Ford - 1949 - 103’
Con John Wayne, Joanne Dru, John Agar, Harry Carey Jr.

Dopo la disfatta di Little Big Horn, per i soldati degli Stati Uniti e per qualsiasi uomo bianco attraversare i territori dell’ovest è diventata un’impresa molto rischiosa. Il capitano Nathan Brittles (Wayne) viene incaricato dal suo comandante di scortare la moglie e la giovane nipote Olivia Dandridge (Dru) alla più vicina stazione della diligenza in partenza verso l’est del paese. La missione di Brittles però fallisce e il capitano è costretto al rientro al Forte dove lo attende una lettera di congedo per raggiunti limiti di età. Del ritorno di Olivia ne sono felici due giovani ufficiali che si contendono il suo amore, il tenente Flint Cohill (Agar) e il sottotenente Ross Pennell (Carey Jr.). Intanto all’orizzonte si profilano venti di guerra. 

Titolo originale She wore a yellow ribbon. Produzione Argosy Pictures, distribuzione cinema Usa e Italia Rko. Uscita cinema Usa 22 ottobre 1949, Italia 30 ottobre 1950. Oscar per la miglior fotografia a Winton C. Hoch.

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

FONTI
Peter Bogdanovich Il cinema secondo John Ford, Pratiche 1990
Patrice Rollet e Nicolas Saada (a cura di) John Ford, Cahiers du Cinéma 1990
Elisabetta Bruscolini (a cura di) Mi chiamo John Ford. Faccio Western, Comune di Roma 1993
Tom Thurman Ben Johnson: Third cowboy on the right, documentario 1996
Aldo Viganò (a cura di) Sentieri di John Ford, Le Mani 1996
Testimonianza di Umberto Berlenghini, 6 settembre 2019 
 

Altre news