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Tenebre di Dario Argento

La morte arriva con la luce, le "Tenebre" sono quelle della mente - in onda giovedì 23 all'1.20

di Redazione Rai Movie22 aprile 2020 ore 17:57
E' dell'82 il film della svolta "al femminile" di Dario Argento, in precedenza accusato di misoginia.
Tenebre, in onda giovedì 23 all'1.20, è stato un affare di famiglia, quella degli Argento. Dopo Suspiria e Inferno, girati da Dario Argento nel 1977 e 1980, nel 1982 Daria Nicolodi, attrice e moglie del regista romano, era pronta a completare la trilogia sulle streghe collaborando alla realizzazione di La terza madre. A opporsi ai desideri della Nicolodi furono Salvatore e Claudio Argento, suocero e cognato dell’attrice fiorentina, produttori di Dario fin dal suo esordio del 1970. L’amarezza della Nicolodi fu enorme, come anni dopo l’attrice raccontò a Francesca Lenzi, saggista ed esperta del cinema di Argento. Lenzi rammenta come Nicolodi puntasse il dito sul suo ormai ex suocero, criticandolo per la miopia di voler ricondurre il figlio al giallo e al thriller, costringendolo così ad abbandonare la strada dell’horror. Lenzi ammette che papà Salvatore tutti i torti non li aveva. Quei due titoli, specie il secondo, in Italia non avevano riscosso il favore di pubblico e critica: gli italiani apprezzavano “più il suo talento espresso verso l’indagine che quello verso gli esorcismi”. All’estero accadeva il contrario, soprattutto negli Usa e in Giappone: nel paese del sol levante l’uscita di Profondo rosso, girato nel 1975, fu non solo successiva a quella di Suspiria, ma grazie al successo di quest’ultimo, per Profondo rosso fu scelto il titolo di Suspiria 2. Riguardo l’omonima versione diretta da Luca Guadagnino, interrogato da Lenzi su cose ne pensasse, Argento ha risposto che di quel film ha ammirato “i bellissimi divani e le magnifiche tende” scelte dallo scenografo.

Per La terza madre si dovette attendere il 2007, protagonista Asia Argento, quando ormai Nicolodi e Argento erano definitivamente separati. Lenzi sottolinea anche il secondo motivo di rammarico della Nicolodi legato a Tenebre, quello della forzata rinuncia a interpretare il personaggio di Jane McKerrow, un ruolo minore rispetto a quello di Anne, ma che Nicolodi era certa sarebbe rimasto a lungo nell’immaginario collettivo. L’attrice non si sbagliava: infatti ancora oggi è indelebile il ricordo della terribile sequenza dell’omicidio della McKerrow e dell’attrice che l’interpreta, Miriam Raffaella Bartolini, in arte Veronica Lario, qui all’esordio di una brevissima carriera.
Lenzi esalta la duplice svolta “al femminile” che Argento ha in Tenebre , dove il regista non solo mostra per la prima volta splendidi nudi di donna, ma per il suo ottavo lungometraggio affida il ruolo dell’assassino a un uomo (ci si perdoni lo spoiler): un modo questo per ristabilire un equilibrio con i lavori precedenti, a proposito dei quali più volte alcuni critici avevano parlato di manifesta misoginia. Se in Suspiria gli omicidi erano pochi ma con una “durata lunga” che evidenziava l’agonia della vittima, in Tenebre Argento aumenta il numero degli assassinii, comunque efferati, diminuendone però l’impatto emotivo.

Grazie alla magnifica fotografia di Luciano Tovoli e a dispetto del titolo, Tenebre si contrappone ai film precedenti di Argento per l’impiego dell’illuminazione anche per le scene girate in notturna. Non ci sono più omicidi nel buio, ripresi con colori scuri e intensi: in Tenebre le vittime muoiono in pieno giorno, in luoghi affollati o di notte, dove lampioni e lampadari permettono allo spettatore di vedere l’orrore anche nei particolari. La morte arriva con la luce, le tenebre sono quelle della mente.

Scritto dallo stesso Argento e con le musiche dei Goblin, Tenebre si avvale di un cast di assoluto livello a cominciare dai due attori americani Anthony Franciosa e John Saxon, uniti da una carriera simile quando, nella seconda metà degli anni ’50, i loro nomi figuravano nei film girati da Elia Kazan, Fred Zinnemann, George Cukor, Blake Edwards, Vincente Minnelli, John Huston, Otto Preminger. Nei decenni successivi Franciosa diventa prima Matt Helm, poi Cary Maxwell in Detective per amore, due celebri serie tv; Saxon entra nel cuore degli appassionati dell’horror per la presenza in alcuni capitoli di Nightmare. Negli anni ’70 e ‘80 l’Italia rappresentò per i due attori una seconda giovinezza grazie ad Alberto Lattuada, Pupi Avati, Stelvio Massi, Sergio Martino.

Quando Lenzi presentò il suo libro dedicato a Tenebre , nello sfogliarlo Giuliano Gemma fu attratto da alcuni disegni e rivelò all’autrice la sua passione per l’arte, accennando anche alla scultura come suo hobby: Quanto al film l’attore romano espresse tutto il suo divertimento per un ruolo - quello del capitano Germani - e un genere per lui inediti. Da registrare le apparizioni di due artigiani del “brivido italiano” come Lamberto Bava e Michele Soavi. Fra le attrici doverose sono le citazioni per Lara Wendel, nella parte di Maria Alboreto, e per Roberto Maurizio Coatti, poi diventato Eva Robin's, nel ruolo breve ma fondamentale della ragazza sulla spiaggia.
Tenebre fu un successo, benché vi si fosse abbattuta la scure della Commissione Censura che aveva imposto il divieto ai minori di anni 18, derubricato quattro anni dopo ai 14 con l’obbligo di “alleggerire” alcune sequenze.

Scheda del film
Tenebre di Dario Argento - 1982 - 95’

con Anthony Franciosa, Giuliano Gemma, John Saxon, Daria Nicolodi

Arrivato a Roma per presentare il suo ultimo successo editoriale “Tenebrae”, il celebre giallista americano Peter Neal (Franciosa) è accolto dal suo agente letterario Bullmer (Saxon) e dalla segretaria Anne (Nicolodi). Passano pochi giorni e Neal inizia a essere perseguitato da uno sconosciuto che lo chiama continuamente al telefono, avvisandolo che si ispirerà alla trama del suo libro per compiere i propri efferati omicidi. A indagare su quei terribili delitti è lo stesso scrittore insieme a Bullmer e Anne, ma decisivo è l’intervento del capitano della Polizia Germani (Gemma), il quale arriva molto vicino ad acciuffare il colpevole, commettendo però l’errore di voltargli le spalle.

Produzione Sigma Cinematografica, distribuzione Titanus. Prima cinema 28 ottobre 1982, prima tv Rai3 9 gennaio 1990. 

Per gentile concessione della Direzione Comunicazione

Fonti
La Stampa, 6 ottobre 1982

Demetrio Soare Il cinema thrilling, Fanucci 1982

Corriere Della Sera, 26 marzo 2004

Fabio Maiello Dario Argento: confessioni di un maestro dell'horror, Alacrán 2007

Francesca Lenzi Tenebre - L’analisi del film, Profondo Rosso 2009

Conversazione con Francesca Lenzi, 3 dicembre 2019
 

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