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Il grande Sam

Il western secondo Peckinpah

di Redazione Rai Movie - 20 aprile 2018

News del 20 aprile 2018 ore 12:43

Dal 23 aprile l’appuntamento con il western porta la firma di Sam Peckinpah. Si parte lunedì 23, alle 21.10 con La ballata di Cable Hogue. Lunedì 30, sempre in prima serata, è la volta del Cult Pat Garret e Billy Kid con James Coburn e Kris Kristofferson, colonna sonora di Bob Dylan. Si prosegue lunedì 7 maggio con Sierra Charriba alle 21.10, interpretato da Charlton Heston e Richard Harris, per finire con La morte cavalca a Rio Bravo alle 23.15, film d’esordio del regista americano.

Quattro film che raccontano l’evoluzione della poetica e dello stile di Peckinpah, regista che dagli anni sessanta in poi ha introdotto grandi innovazioni nel genere western americano, approfondendone personaggi e tematiche, ma rivoluzionandone anche prospettive e tecniche di ripresa. Quello che fece Peckinpah nel raccontare il West fu di mostrare ciò che fino ad allora era stato lasciato all’immaginazione dello spettatore. Originale e iconoclasta, scelse di raccontare l’epopea dei ‘perdenti’: cowboy, cercatori d’oro e pistoleri che lottano contro l’ineluttabile autodistruzione per salvaguardare la propria dignità. Ne viene fuori un cinema intimistico in cui alla violenza e alla morte si accostano l’eroismo e il romanticismo. Gli uomini della frontiera di Peckinpah sono sradicati, uomini in cerca di riscatto o di espiazione in lotta contro se stessi, che viaggiano verso un destino inevitabile: il crepuscolo del West e dei suoi miti. 


La ballata di Cable Hogue (The Ballad of Cable Hogue
di Sam Peckinpah (Usa, 1970)
con Jason Robards, Stella Stevens, David Warner
Il cercatore d'oro Cable viene abbandonato nel deserto dai suoi due compagni d'avventura, ma si salva grazie alla fortuita scoperta di una sorgente d'acqua. L’uomo decide, così, di sfruttare la vena acquifera, preziosa tanto quanto l’oro, per costruirci attorno una stazione di rifornimento. Nel frattempo stringe amicizia con prostituta e con un bizzarro predicatore fondatore di una setta. Ma la sua fortuna, con il progresso alle porte, sarà anche causa di rovina. Uno degli ultimi grandi western di Sam Peckinpah, canto del cigno del genere picaresco e delle avventure dei pionieri, concetti e modalità oramai superati dall’avanzare della modernità. Splendide le interpretazioni di Stella Stevens e David Warner. La scena è rubata, tuttavia, da un mai così vitale Jason Robards.

Pat Garrett e Billy Kid (Pat Garrett and Billy the Kid
di Sam Pechinpah (Usa, 1973)
con James Coburn, Kris Kristofferson, Slim Pickens, Bob Dylan, Harry Dean Stanton
New Mexico, 1881. Pat Garrett, diventato sceriffo, viene incaricato di  liberare il territorio dalle scorribande di un ex compagno di viaggio, il fuorilegge Billy Kid. Dopo la fuga di Billy, Pat raduna una squadra per catturarlo. L’inseguimento culmina in uno scontro a Fort Sumner, ma lo sceriffo non è a conoscenza dei piani completi per il Nuovo West dei ricchi latifondisti che lo hanno assoldato. Narrazione piuttosto fedele di un episodio storico che ha ispirato molti western, incentrato ancora una volta sulla fine dell’Ovest leggendario. James Coburn e Kris Kristofferson interpretano i due antagonisti e, in un ruolo secondario, c’è l’autore della splendida colonna sonora Bob Dylan. Imperdibile ultimo capolavoro western di Peckinpah in cui, in un dialogo tra i protagonisti, riafferma che la dignità dell’uomo prescinde dal proprio ruolo nella società, ma appartiene piuttosto a una coerenza interna, anche quando non sarà la coerenza a evitarci la fine. 
Pat Garrett:I tempi sono cambiati
Billy Kid:I tempi, forse, ma non io

Sierra Charriba (Major Dundee)
di Sam Pechinpah (Usa, 1964)
con Charlton Heston, Richard Harris, Senta Berger, James Coburn, Jim Hutton 
Nel 1864, a causa delle frequenti incursioni degli Apache dal Messico negli Stati Uniti, un ufficiale dell'Unione decide di attraversare illegalmente il confine ed eliminare Sierra Charriba, capo della tribù Apache che, durante una delle tante razzie, ha rapito tre bambini dopo averne massacrato l’intera famiglia. Il maggiore Amos Dundee, da poco nominato comandante di una prigione dell'esercito del nord, raduna una schiera eterogenea di prigionieri: militari e civili, nordisti e sudisti, onesti e ladri, bianchi e indiani, per la spedizione punitiva. Giunto in Messico, il manipolo di uomini si scontra con l’esercito francese che presidia il territorio ed è costretto a rimandare la cattura del capo indiano. Film “spina nel fianco” di Peckinpah che, per i tagli fatti dalla distribuzione, segnò l’inizio delle lunghe battaglie tra il regista e i produttori. Ritornò dietro la macchina da presa dopo quattro anni e dopo aver perso la regia di Cincinnati Kid, affidato a Norman Jewison, ma si prese la sua rivincita dirigendo uno dei suoi capolavori, Il mucchio selvaggio, che fu un trionfo di pubblico e critica.

La morte cavalca a Rio Bravo (The Deadly Companions)
di Sam Pechinpah (Usa, 1961)
con Maureen O'Hara, Brian Keith, Steve Cochran
L’ex sergente dell’esercito Yellowleg intende vendicarsi di un disertore sudista: finge di voler partecipare a un colpo da lui progettato ma il suo piano segreto e’ invece regolare i conti. Purtroppo, durante una sparatoria, Yellowleg uccide accidentalmente un bambino e la vendetta passa in secondo piano. Per attenuare i sensi di colpa l’uomo decide allora di scortare la madre attraverso il territorio indiano per andare a seppellire il figlio. Durante il corteo funebre l’iniziale ostilità lascerà il posto alla malinconica consapevolezza della loro comune condizione di emarginati. Film d’esordio per Sam Peckinpah, La morte cavalca a Rio Bravo è tratto da un romanzo di A. S. Fleishman, autore anche della sceneggiatura. Da anni invisibile nel nostro paese, il film è stato ri-doppiato a cura di Rai Movie ed è dedicato ai veri cultori del genere western. 

 

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