Rita Pavone è nata a Torino nel 1945.
La fama le arriva a soli diciassette anni, nel 1962, quando partecipa e vince la prima edizione del Festival degli Sconosciuti di Ariccia, organizzata da Teddy Reno. Vittoria che le consente di incidere il suo primo 45 giri: sulla facciata A "La partita di pallone" e sulla B "Amore twist". Il 45 giri ha un successo eccezionale e già dopo un mese Rita debutta in televisione partecipando ad "Alta pressione", insieme con Gianni Morandi, e, successivamente, diventando ospite fissa di "Studio Uno". 
Da allora l'artista ha venduto in Italia e nel mondo intero oltre 50 milioni di dischi, incidendo brani intramontabili che ancora oggi tutti conoscono a memoria: "La partita di pallone", "Il ballo del mattone", "Come te non c'è nessuno", "Alla mia età”", "Fortissimo", "Cuore", "Datemi un martello", "Geghegè", "Che m'importa del mondo", solo per citarne alcuni.
Vince due Cantagiri: con "Lui" nel 1965 e con "Questo nostro amore" (con il testo a firma del Premio Oscar Lina Wertmuller) nel 1967, entrambe composte dal Premio Oscar Luis Enriquez Bacalov. 

Un successo veramente unico, strabiliante e 'senza confini': Brasile, Giappone, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, sono solo alcuni dei principali Paesi esteri che la acclamano e, soprattutto negli USA, in cui è ospite per ben cinque volte all'Ed Sullivan Show dividendo il palco con Artisti di caratura mondiale, come, ad esempio, Ella Fitzgerald e Duke Ellington, The Beach Boys, The Supremes, Tom Jones, comparendo con i suoi brani nelle prime venti posizioni delle classifiche Billboard e Cash Box. 
Un successo, quello statunitense che il 25 maggio del 1965, le consentirà di esibirsi, presentata dallo stesso Ed Sullivan, alla Carnegie Hall di New York con un sold out e un successo di cui parlerà in una splendida recensione il New York Times. 
Nel suo percorso artistico l'accompagna Teddy Reno, che la scoprì al Festival di Ariccia - suo compagno anche nella vita, con un matrimonio che dura ormai da più di cinquant'anni e che è stato impreziosito dalla nascita di due figli, Alex e Giorgio - e la collaborazione dei migliori musicisti della RCA, a cominciare da due straordinari arrangiatori quali Ennio Morricone e Luis Enriquez Bacalov.
Ma il talento di Rita Pavone, sin da giovanissima, le consente di essere non 'solo' un'eccezionale cantante bensì una vera e propria interprete a 360 gradi. Credibile e apprezzatissima persino quando, nel 1964, veste i panni del più famoso ragazzino della storia della televisione italiana, il protagonista dello sceneggiato "Il Giornalino di Gian Burrasca": regia di Lina Wertmüller, musiche composte da Nino Rota e arrangiate da Bacalov e la cui sigla, "Viva la pappa col pomodoro", cantata ovviamente da Rita, diventa un successo mondiali senza confronti e viene puntualmente usata in spot televisivi.
Da allora in poi, non si contano più non solo i brani cantati, ma anche le sue partecipazioni a programmi televisivi (ancora "Studio Uno" e "Canzonissima", "Premiatissima", "Festival di Sanremo", ma anche programmi scritti appositamente per lei come "Stasera Rita", "Ciao Rita", "Stasera giochiamo con Rita", "Rita ed Io", "Che Combinazione", "Come Alice", dove l'artista si rivela anche brava ballerina, imitatrice e presentatrice); i film interpretati ("Rita la figlia americana" con Totò; "Little Rita nel West" con Terence Hill, "Rita la Zanzara" e "Non stuzzicate la zanzara", con Giancarlo Giannini e Giulietta Masina, sotto la direzione di Lina Wertmuller, "La Feldmarescialla", ancora con Terence Hill e la regia di Steno; importanti spettacoli teatrali ("Due sul pianerottolo" con Erminio Macario, "Risate in salotto" con Carlo Dapporto, "Quel diavolo di Santarellina" con Piero Mazzarella, "La dodicesima notte" di William Shakespeare con la regia di Franco Branciaroli e "La Strada" di Federico Fellini con la regia di Filippo Crivelli). 
Nel 1972, la sua "Bonjour la France" svetta nelle chart francesi e Rita si esibirà per un intero mese all'Olympia di Parigi. 
Sempre in quell'anno, allo Sporting Club di Montecarlo, dopo un suo concerto, le viene consegnato il 20 Milionesimo Disco D'Oro offertole da tutte le etichette con cui ha collaborato.
Una vita professionale e umana quella di Rita Pavone che, negli anni, si arricchisce di così tanti aspetti, aneddoti, incontri, esperienze, successi e decisioni che difficilmente può trovare compimento in un'unica descrizione. Ed è, quindi, lei stessa a raccontare tutto, nel 1997, nell'autobiografia "Nel mio piccolo" e, successivamente, nel 2005, nel suo ultimo spettacolo teatrale, "Goodbye - La mia favola infinita" con il quale annuncia il ritiro dalle scene.
Un ritiro che si interrompe nel 2013, per produrre e pubblicare, a distanza di 19 anni dall'ultimo disco inciso e a 8 dal ritiro, l'album che da sempre aveva sognato di fare: "Masters", doppio studio album, uscito l'8 ottobre 2013, tributo ad artisti che ha molto amato nella sua primissima adolescenza. Artisti inarrivabili come Fats Domino, Bobby Darin, Timi Yuro, Tony Bennet, Jerry Lee Lewis e ad alcuni loro autori, Hoagy Carmicheal, Burt Bacharat, Schwartz. E brani che Rita ripropone, nel secondo CD, anche in lingua italiana con testi firmati da Enrico Ruggeri, Lina Wertmuller, Franco Migliacci, Dario Gay e da lei stessa. 
L'album ha ottenuto un riscontro tale e recensioni entusiastiche tanto da convincere Rita Pavone a tornare non solo al "live" - con una serie di concerti-evento che si sono tenuti nel maggio 2014 - ma anche, dopo oltre dodici anni di assenza, alla televisione - come 'giurata' del programma "La pista", condotto da Flavio Insinna in prima serata su Rai1 (aprile 2014).
E dopo i concerti italiani tenutisi a Milano, Napoli, Torino e Padova, Rita porta il suo live oltreoceano, in Canada, al Casino Rama di Toronto, anche lì sold out, nella città in cui l'artista aveva debuttato - con uguale straordinario successo - esattamente cinquant'anni prima, nel 1964, al Maple Leaf Garden, guadagnandosi il Disco d'Oro "For Entertaining More Italo Canadians Than Any Other Female Entertainer" (per aver avuto più pubblico italo - canadese di qualunque altra artista donna). 
Nel settembre 2015, compiuti da poco i 70 anni, è uscito il libro "Tutti pazzi per Rita" in cui Rita Pavone ha ripercorso e descritto - insieme al co-autore Emilio Targia - tutto d'un fiato le tappe della sua carriera con tanti racconti di backstage.
Il 2016 si apre con una esperienza del tutto nuova: l'artista partecipa, infatti, come concorrente a "Ballando con le stelle", trasmissione di Rai1 condotta da Milly Carlucci, riscuotendo complimenti e standing ovation ad ogni esibizione e arrivando a classificarsi terza nella finale, che decide di disputare nonostante la frattura di una costola.
Nel 2017 riceve, durante il Festival di Sanremo, il Premio alla Carriera e viene acclamata dal pubblico con una splendida standing ovation.
Nel maggio del 2018, dopo molti anni, torna in Brasile per una serie di concerti, tutti sold out, tra cui le città di Rio de Janeiro (Vivo Rio) San Paulo (Tom Brasil) Curitiba e Porto Alegre. Nel marzo del 2019 è una dei giurati di "SanremoYoung", condotto da Antonella Clerici.
E finalmente arriviamo ad oggi. Al 2020. Rita Pavone si rimette nuovamente in gioco e ritorna a Sanremo, ma questa volta in gara, con un brano scritto dal figlio minore Giorgio Merk, musicista polivalente, il cui titolo è "Niente (Resilienza 74)". Un pezzo grintoso che lei descrive con questa frase: «Un abito che mi è stato fatto su misura. Con un testo che mi rappresenta oggi come sono».