Il monologo di Rula Jebreal commuove l'Ariston

05 febbraio 2020 ore 02:10
Due leggii, uno con un libro bianco uno con un libro nero. Sul primo, le parole della speranza. Sul secondo, gli orrori della realtà. Sul primo le parole di "La cura" di Battiato, sul secondo le frasi contro le donne.
La giornalista internazionale e co-conduttrice della prima serata del 70° Festival della Canzone Italiana coinvolge il pubblico con parole che arrivano dritte al cuore di tutti. Con gli occhi lucidi, Rula Jebreal guarda ora il libro bianco, ora il libro nero, parlando del suo impegno e dei numeri spaventosi della violenza sulle donne. 

«Non dobbiamo più avere paura - dice - noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo, essere silenzio e rumore e musica».
L'urlo di Rula Jebreal contro la violenza sulle donne ha il tono pacato e durissimo insieme della denuncia, del racconto del dramma della madre suicida dietro lo stupro, delle canzoni scritte da uomini, Battiato, Vasco Rossi e Francesco De Gregori che dimostrano che «è possibile trovare le parole 
giuste per raccontare l'affetto, il rispetto e la cura».
E, rivolgendosi agli uomini, la Jebreal conclude «lasciateci essere quello che siamo e quello che vogliamo essere»



Altre news