Mancava il cemento nella nuova galleria, quattro anni dopo l'inchiesta di Report rischiano il processo in dieci

21 marzo 2019 ore 17:20
“Questa è la volta della galleria, queste sono le spalle, che devono tenere lo sforzo, ma qua cemento non ce n’è! Ci sono 10 cm e invece dovrebbero essercene minimo 40. Non c’è lo spessore. E può cascare. Essendo una zona sismica, trema, si rompe, e tristo chi passa sotto”. Questo è quanto spiegava a Giovanna Boursier un operaio che lavorava alla costruzione della galleria La Franca, lunga un chilometro, sulla statale Foligno-Civitanova, tra l’Umbria e le Marche, in un’intervista andata in onda nell’inchiesta “Anas per l’Italia”. Dopo la puntata, nuove analisi con georadar e carotaggi confermarono che c’erano delle “non conformità”. A ordinarle era stato l’allora neopresidente di Anas Vittorio Armani, dopo che il suo predecessore Pietro Ciucci era stato costretto a dimettersi. Ciucci, alle domanda di Giovanna Boursier sulla galleria, aveva risposto: “Ma questi operai che ne sanno di più del progetto di un direttore lavori o del progettista stesso, ma dove sono? A prima vista mi sembrano affermazioni difficilmente verificabili, confermabili”. La Procura di Spoleto aprì un fascicolo: oggi ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci tra manager e tecnici che si occuparono dell’opera, contestando proprio l’insufficiente spessore del rivestimento del tunnel e ipotizzando a vario titolo i reati di frode in fornitura pubblica, attentato alla sicurezza dei trasporti e gestione non autorizzata di rifiuti. La galleria fu aperta al traffico solo nell’estate 2016, dopo essere stata messa in sicurezza.

Dall'inchiesta del 12/04/2015
 


 
Da "Com'è andata a finire" del 07/06/2015
 

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