Collaborazione di Carla Rumor
La vigilanza degli ispettorati del lavoro vive un momento di transizione che ne diminuisce l’efficacia: dal primo gennaio 2017, infatti, gli ispettori del ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail sono stati unificati nell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), ma i dipendenti di Inps e Inail non sono confluiti nel nuovo ente. Si è creato quindi un corto circuito, prendono le direttive dall’INL ma resteranno dipendenti dei propri enti fino alla pensione con un “ruolo a esaurimento”.

Collaborazione di Carla Rumor

Nel magazzino Conad del centro Italia su 400 lavoratori 380 sono forniti da una cooperativa esterna, che periodicamente cambia limitando i diritti dei lavoratori. Nei cantieri navali della Fincantieri a Porto Marghera, su cinquemila lavoratori, quattromila sono forniti da 300 società esterne. Lavorano per 3-4 euro l’ora senza alcun diritto. Un sistema definito “paga globale”, un’illegalità di massa che gli organi preposti al controllo non riescono a regolarizzare.

La vigilanza degli ispettorati del lavoro vive un momento di transizione che ne diminuisce l’efficacia: dal primo gennaio 2017, infatti, gli ispettori del ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail sono stati unificati nell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), ma i dipendenti di Inps e Inail non sono confluiti nel nuovo ente. Si è creato quindi un corto circuito, prendono le direttive dall’INL ma resteranno dipendenti dei propri enti fino alla pensione con un “ruolo a esaurimento”. La riforma, prevista dal Jobs Act e approvata a costo zero, fino a oggi avrebbe determinato incertezza, rallentamento dell’attività ispettiva e minori introiti dal recupero dei contributi previdenziali evasi.