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Biathlon

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STORIA
Discendente diretta della caccia sugli sci, diffusa in Scandinavia da decine di secoli come pratica di sostentamento, la storia di questa disciplina ha per sua natura una forte impronta militare tanto che nel 1895, in Germania, e nel 1912, in Norvegia, la partecipazione alle prime kermesse ufficiali di questo sport era riservata a militari o circoli militari. Nel 1910 nacque la gara di Pattuglia Militare, considerata da molti l'antenato di quello che sarà il vero e proprio Biathlon moderno. Fino al 1930 le gare, che si svolgevano su una distanza variabile di 25/30 Km, contemplavano solo la formula a squadra: i team, solitamente, erano formati da un graduato o ufficiale, un sottoufficiale e due soldati semplici. Sarà tra il 1920 ed il 1930 che il Biathlon conoscerà uno dei suoi momenti più alti di popolarità tanto che, nel 1924, verrà introdotto, se pur a titolo dimostrativo, ai primi Giochi Olimpici Invernali di Chamonix. Solo al termine della Seconda Guerra Mondiale la disciplina assumerà una propria autonomia tanto da farne decadere il carattere meramente militare, inoltre l'apertura delle gare anche ai partecipanti civili sdoganerà in modo definitivo questo sport. Nel 1954 viene ufficialmente riconosciuto come disciplina sportiva dal Comitato Olimpico, mentre sei anni dopo, nel 1960, ai giochi invernali di Squaw Valley il Biathlon diviene disciplina Olimpica a tutti gli effetti. Ostracizzato per molti anni, il Biathlon femminile nacque tardi, addirittura nel 1981, mentre solo dal 1992 -in occasione dei Giochi di Albertville- entrò a far parte del programma olimpico. FORMULA E GARE
Il Biathlon prevede ben 11 competizioni, e mette quindi in palio meno medaglie solamente dello sci di fondo e del pattinaggio di velocità (12 ori da assegnare per il primo, 14 per il secondo). Queste competizioni sono cinque, ognuna organizzata sia a livello maschile che a livello femminile, sia pure con alcune differenze sulla lunghezza in chilometri delle gare (quelle femminili sono lunghe tra il 15% e il 25% in meno in termini di chilometraggio), alle quali si somma una mista. Nel dettaglio, queste gare sono: lo sprint (10 km per gli uomini, 7.5 km per le donne), l'inseguimento (rispettivamente 12.5 km e 10 km), l'individuale (20 km e 15 km), la partenza in linea (15 km e 12.5 km) e la staffetta (4 x 7.5 km a livello maschile e 4 x 6 km per le femmine), oltre alla staffetta mista 2 x 6 km + 2 x 7.5 km, una novità inserita a partire dalla scorsa edizione di Sochi 2014. Le prove di tiro cambiano di categoria in categoria, da un minimo di due (nello sprint) a un massimo di otto (nella staffetta e nella staffetta mista), e vengono svolte in un poligono di tiro composto da trenta corsie, dove ogni corsia prevede cinque bersagli distanti 50 metri. Si parte sabato 10 febbraio con la 7,5 km sprint maschile e si chiude venerdì 23 con la staffetta maschile. Gli atleti che prenderanno parte complessivamente alle 11 gare previste saranno in totale 230, equamente suddivisi in 115 uomini e 115 donne. SOCHI 2014
Nell'ultima edizione dei Giochi Olimpici le competizioni di Biathlon sono state dominate come sempre dalle nazioni europee: quella di Sochi è stata la sesta edizione consecutiva in cui tutte le medaglie in palio sono state conquistate da atleti del Vecchio Continente. A vincere il medagliere di disciplina è stata la Norvegia, forte dei suoi tre ori (sprint maschile, partenza in linea maschile e staffetta mista), un argento e due bronzi. Con i due ori conquistati nello sprint e nella staffetta mista, la leggenda Ole Einar Bjorndalen salì a quota 13 medaglie olimpiche di cui otto ori, diventando l'atleta più medagliato nella storia delle Olimpiadi Invernali. Al secondo posto si è piazzata la Bielorussia con tre ori ed un bronzo, davanti alla Francia terza con due ori, un argento ed un bronzo. La più grande sorpresa fu la disastrosa spedizione di una superpotenza del biathlon come la Germania che, dopo aver conquistato complessivamente 25 medaglie con 10 ori nelle tre edizioni precedenti, a Sochi si fermò a sole due medaglie conquistate, entrambe d'argento nel maschile. Altre medaglie d'oro, oltre alle prime tre nazioni del podio, furono conquistate anche da Ucraina, Slovacchia e Russia. Proprio alla Russia sono state revocate, nel corso del quadriennio, due medaglie d'argento a causa dello scandalo doping: quella di Olga Vilukhina nello sprint e quella della squadra femminile di staffetta, a causa delle squalifiche di Yana Romanova e della stessa Vilukhina. L'Italia conquistò una medaglia (la prima dall'argento di Pier Alberto Carrara a Nagano 1998 e la quarta complessivamente nella storia olimpica della disciplina) chiudendo al terzo posto la staffetta mista, dietro a Norvegia e Repubblica Ceca, grazie a Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer.