Va in scena Erminio Macario
Gradatamente Macario costruisce una comicità personale, fatta di una maschera clownesca le cui caratteristiche più appariscenti erano un ciuffo di capelli sulla fronte, gli occhi arrotondati e la camminata ciondolante. Ma intuisce anche che il successo di uno spettacolo dipendeva soprattutto nella presenza sulla scena di donne avvenenti e soprattutto dalle gambe lunghe.
A partire dal 1937 Macario ogni anno presenta una nuova rivista con sempre nuove fanciulle, tra cui attrici bellissime e brillanti (che scrittura in sostituzione delle ballerine, nel tentativo di innovare il genere). Tra le tante attrici lanciate da Macario si ricordano Tina De Mola, Olga Villi, Isa Barzizza, le sorelle Nava (Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini), Elena Giusti, Lily Granado, Marisa Maresca, Lauretta Masiero, Dorian Gray, Flora Lillo, Marisa Del Frate, Lucy D'Albert, Valeria Fabrizi, Sandra Mondaini e Lea Padovani.
Grazie alle sue rilevanti doti sceniche e mimiche, ad una comicità giocata sul clownesco e sul nonsense, nonché grazie alla presenza di un sempre sostenuto numero di procaci e sfavillanti soubrettes, in breve tempo Macario diventa il protagonista più famoso della rivista italiana, tanto da essere consacrato come il "Re della rivista". I suoi spettacoli, a parte la sua comicità, restano esemplari per la ricchezza delle scene, i costumi sfarzosi, le musiche brillanti e soprattutto per il numero di gambe femminili (sempre raddoppiato) che costituivano il suo corpo di ballo.
Abbandonata la rivista, Macario si dedica soprattutto al teatro di prosa, distinguendosi anche in ruoli drammatici e facendo qualche incursione nel teatro in lingua piemontese. Anche qui ottiene un grande successo con una rivisitazione del famoso testo piemontese Miserie 'd Monssù Travet, messo in scena allo Stabile di Torino nel 1970.
In televisione fu protagonista della puntata di Milleluci, con Mina e Raffaella Carrà, dedicata al genere del varietà. Nel 1975 è protagonista di un varietà in televisione, Macario uno e due. Nel 1978 la Rai gli tributa un altro varietà, Macario più, sei puntate tra prosa e rivista in cui l'attore ripercorre le tappe della sua lunga carriera all'insegna di un umorismo gentile, immediato e popolare.
Durante l'ultima replica della sua ultima fatica teatrale, Oplà, giochiamo insieme, Macario accusa un malessere.Il 26 marzo 1980, Erminio Macario si spegne in una clinica torinese all'età di 77 anni.