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Cartoline da Napoli: Emigrazione

Cartoline da Napoli: Emigrazione
Emigrazione

L’emigrazione è, senza dubbio, uno degli argomenti più trattato nel repertorio canoro napoletano. La coincidenza temporale, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, dell’esplosione del fenomeno migratorio con la stagione più aurea della canzone partenopea l’ha più volte fissata in accorati componimenti sul dramma (più spesso sentimentale che economico) delle centinaia di migliaia di individui costretti a cercare fortuna oltre l’oceano Atlantico. Basterà ricordare Libero Bovio di ‘A canzone ‘e Napule (“Me ne vogl’ì all’America”), Lacreme napulitane (“E nce ne costa lacreme st’America”), ‘O paese d’ ‘o sole, Tammurriata americana, Mamma addò sta? … o E.A.Mario di Santa Lucia luntana (“Partono ‘e bastimente”), Mandulinata ‘e ll’emigrante, Ll’America…, Rocco Galdieri di Sora mia o Raffaele Viviani di L’emigrante.
A far da contraltare a questa visione fosca di lacrime e nostalgie incurabili si contrappone la produzione canora realizzata negli Stati Uniti proprio da quegli emigranti, inizialmente inclini al rimpianto ma ben presto armati di grande ironia e gioiosa rilettura delle proprie disgrazie. Erano Eduardo Migliaccio, in arte Farfariello, Giuseppe De Laurentiis, Gennaro Amato, Alfredo Bascetta, Guglielmo Onofri e tanti altri semisconosciuti, ma rivelatori di una dimensione finora quasi ignota di quanti seppero non abbattersi in quella drammatica situazione.



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