21/11/2019

Notizie TGR:

O “SOCIAL” O MORTE

Compie 60 anni, ma dove va la tv?

LA TV INTELLIGENTE

Il palinsesto me lo gestisco io! Quello che fino a ieri era il “sogno proibito” di ogni telespettatore sta per diventare realtà. Anzi: è dietro l’angolo. Significherà, ad esempio, tornare a casa dal lavoro e poter vedere il programma televisivo che si è perduto la sera o la settimana precedente, senza dover ricorrere a registrazioni preimpostate o da pianificare. E vederlo, poi, nel modo che si desidera, selezionando a piacimento all’interno del flusso i vari contenuti o i punti salienti, appositamente “spacchettati” e facilmente accessibili. E’ la smart tv, la tv intelligente: la convergenza tra il mondo di internet e quello della televisione in un unico apparecchio, grazie alla presenza già piuttosto capillare della banda larga nelle case degli italiani.



Una rivoluzione senza precedenti, perché mai come in questo caso l’incontro tra due tecnologie - fino ad oggi nel complesso sviluppate separatamente - è riuscito a dar luogo a un mutamento così radicale nel modo di concepire il mercato televisivo e di sfruttare (individualmente e a casa nostra) le sue immense potenzialità. E mai come stavolta è la tecnologia stessa ad imprimere direttamente una svolta tanto profonda nell’organizzazione personale del nostro “tempo libero mediatico”. Niente a che vedere con il pur importante passaggio dall’analogico al digitale, come chiarisce l’ingegner Alberto Morello, responsabile del Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica (CRIT) della Rai.



“L’avvento del digitale – spiega infatti Morello – di fatto non ha provocato una sostanziale trasformazione nel nostro modo di intendere e di usare il mezzo. L’offerta televisiva si è ampliata, ma identica è rimasta la limitata possibilità del telespettatore di costruirsi una propria personale programmazione. Mutamenti notevoli si sono certo registrati, ma non sul piano dell’interazione specifica tra il sistema e il suo utente”. In effetti le novità che il digitale ci ha già consegnato concernono pressoché esclusivamente due aspetti: il numero di canali disponibili a tutto il pubblico si è innalzato, con un proliferare di reti tematiche che ha indubbiamente contribuito ad erodere il concetto stesso di tv generalista in senso stretto. E in secondo luogo, sotto il profilo più squisitamente tecnico, l’introduzione di schermi televisivi piatti, attraverso una tecnologia che in media ogni tre-quattro anni permette di “salire al gradino superiore” quanto a efficienza e qualità delle trasmissione e della ricezione.

LA TV INTELLIGENTE

“L’investimento nello sviluppo sperimentale (in cui anche Rai è impegnata) per il transito dall’alta definizione a quella denominata “super” o “ultra” -alta è in questo senso decisivo – commenta Gino Alberico del CRIT-Rai – perché significherà consentire al vasto pubblico in un futuro prossimo l’accesso a segnali televisivi sempre più definiti e sempre più idonei a schermi molto grandi. Apparecchi con quattromila punti in orizzontale, rispetto ai duemila attuali, fino ad arrivare ai 60-80 pollici di schermo, giungeranno sul mercato alla classica cifra-sbarramento di mille euro, e perciò - potenzialmente e poi nella realtà - entreranno in gran parte delle nostre case”.



Qui, però, sorge un problema, che talvolta si trasforma in uno spauracchio: lo switch off. Letteralmente si traduce in “spegnimento”, ossia l’abbandono di una tecnologia a favore di un’altra, passaggio che potrebbe comportare l’obsolescenza di apparecchiature già ampiamente commercializzate e diffuse. In altre parole i decoder, integrati e no, improvvisamente diventerebbero ferraglia senza valore, oggetti da buttare. Al Crit sono molto netti: “dobbiamo cercare in ogni modo di evitarlo – spiegano – affiancando la nuova tecnologia 4K alla vecchia. Si potrebbe farlo sfruttando un ampliamento di frequenze o anche il satellite, ma questa è una questione di carattere ‘politico’, su cui peraltro prima o poi ci si dovrà pronunciare”.



Intanto, però, sul versante di chi i programmi televisivi li fa, cioè li pensa e li produce, una conversione di mentalità dovrebbe già essere messa in campo. Dalle trasmissioni a contenuto giornalistico fino a quelle di intrattenimento, occorrerebbe infatti progettare in parallelo, come in un tutt’uno, la dimensione generalista e quella interattiva del programma, la parte “televisiva” e la “web”. Solo in tal modo l’utente potrà essere messo nelle condizioni di beneficiare di approfondimenti e materiali aggiuntivi sia attraverso il canale televisivo sia attraverso la banda larga, senza nemmeno rendersi conto della provenienza dei vari contributi.



Ma la compenetrazione tra televisione e web non avverrebbe solo nella fase di preparazione del programma, cioè quando si sta cercando di realizzare un prodotto multipiattaforma. Secondo analisti ed esperti del settore, infatti, vi sono due momenti successivi (e decisivi) che fanno di questa amalgama tv/web una strategia ineluttabile per accedere alla televisione del futuro, che per la verità è ormai quella del nostro presente. “Attraverso i social network – precisa Alberico – chi fa televisione può (e deve) valutare non solo il gradimento del pubblico alla sua specifica proposta, ma anche gli orientamenti generali e particolari del pubblico medesimo, attraverso una analisi raffinata e ad ampio spettro”. Il secondo momento è quello della partecipazione diretta – benché appositamente regolata – dell’utente al prodotto. Nessuno più degli stessi utenti sul territorio è in grado di offrire con accuratezza e fedeltà il materiale che alla base di un prodotto televisivo; e in questo la tecnologia è un complice insuperabile. L’adeguato trattamento di quel materiale spetterà poi ai professionisti dell’intrattenimento o dell’informazione. Ma il porsi subito in una prospettiva del genere ad oggi sembra essere l’unica opportunità per cambiare volto a un prodotto televisivo che appare improvvisamente invecchiato.



Rodolfo Lorenzoni




LA TGR SULLA SMART TV 




LA DIFFUSIONE E LA PERCEZIONE DELLA SMART TV IN ITALIA

(UNA RICERCA DI GFK EURISKO PER SAMSUNG)


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